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giovedì 19 ottobre 2017

Key West e Miami Beach

Finalmente in hotel a Key West, la scorsa volta avevo rinunciato per il prezzo davvero elevato, ora avendo prenotato con un ampio anticipo ho trovato un hotel in una zona abbastanza tattica, ad un paio di isolati dalla famosa “boa” più a sud degli States continentali, ad un prezzo accessibile. Ce la giriamo con calma sia di sera che di giorno, come dicevo nel post precedente non c’è casino. Mi ricordo il delirio che c’era l’altra volta, e per me è di sicuro più piacevole così, per i loro affari di sicuro è meglio il delirio. Finalmente riesco a vedere i gatti di Hemingway, quelli con le sei dita. Particolari davvero, anche la sua casa: è piena di pezzi di storia, penso che sia stata una persona geniale, che ha vissuto davvero una vita piena.
Girare con calma la città mi piace, vedere quanti galli e galline ci sono per la città allo stato brado è davvero strano, ma è una città strana. Passiamo davvero una bella giornata a Key West, ma il tempo scorre veloce quando sei in ferie, ed il giorno dopo decidiamo di rientrare a Miami con calma e di goderci il viaggio. Purtroppo oggi il tempo non è con noi, molto nuvoloso e probabilmente piove qui vicino. Decidiamo di goderci questo ultimo viaggio con la Mustang senza tettuccio fino a che il meteo lo consente. Quando mi fermo per alzare la capote, vista la pioggia davvero prossima sulla nostra strada, decido anche di provare l’accelerazione di questa auto. Purtroppo faccio l’errore di non avvisare Valentina, faccio anche l’errore di non guardare che stava facendo, bevendo dell’acqua… Ero troppo preso dal controllare il traffico, inesistente, e possibili pattuglie, nessuna per fortuna. Quando parto sgommando, raggiungo le 70 miglia orarie e poi lascio il gas, pochi secondi con questa bestia, ma abbastanza per attentare alla vita del mio copilota, che si stava strozzando con la bottiglia d’acqua! Inizia a ridere e tossire (più tossire che ridere) e io non capisco il motivo…
Il viaggio verso Miami è lento e tranquillo, purtroppo il tempo peggiora, ed a Miami abbiamo giusto il tempo di fare un giro su Ocean Drive in macchina, prima che la sera si scateni un acquazzone da paura. La sera decidiamo di riposare in hotel, ed avendo pranzato in strada, sul tardi non abbiamo nemmeno la necessità di uscire per mangiare. Il giorno successivo riusciamo a fare una passeggiata sotto un cielo nuvoloso, giusto per vedere un po’ la zona, ma ci restano ancora alcuni acquisti da fare, e non vogliamo arrivare tardi in aeroporto, purtroppo dobbiamo lasciare la città con un tempo non ottimale, ma forse questo ci aiuta a smorzare un po’ la tristezza della fine della vacanza. Fatto tutto quello che dobbiamo, andiamo in aeroporto e ci rilassiamo prima del volo, un volo diretto che in poco più di otto ore ci riporta a casa, la vacanza purtroppo è terminata, questo lungo mese è giunto al termine, e ci vorrà un po’ prima che possa fare un’altra vacanza di questo genere, mi resterà nel cuore questo Coast to Coast, il mio primo…

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mercoledì 18 ottobre 2017

Verso le Keys attraverso le Everglades

Ed è ora di abbandonare Fort Lauderdale, ci dirigiamo verso Key West, ma all’altezza di Miami facciamo una puntata verso ovest, vogliamo fare un giro alle Everglades, conosco un posto che mi era piaciuto molto. Arrivati a Coopertown facciamo il giro su una AirBoat, quelle classiche che vedevate nella serie CSI Miami. Molto bella e molto rumorosa. Prima di salire però c’è il classico giro nel loro Zoo dove hanno esemplari piuttosto massicci di “Gators”, un ragazzo ci spiega un po’ di cose riguardo a questi animali, e ci fa fare delle foto con i cugini serpenti oltre che con un piccolo alligatore.
Il giro purtroppo è infruttuoso, si sta andando verso l’inverno e le bestie sono un po’ letargiche, è difficile vederle in giro, mi pare strano visto il caldo che fa, ma pazienza, il giro in barca è comunque bello.
Terminato il giro ci concediamo uno spuntino a base di alligatore, facciamo un po’ di chiacchiere con la ragazza del locale, visto il periodo tranquillo ha più tempo da dedicare ai clienti. È entusiasta del fatto che ci ero stato qualche anno prima e che ci ho portato altre persone oltre che esserci tornato e si scusa per periodo letargico degli alligatori.
Torniamo a Miami e ci dirigiamo a sud, direzione Key West. Qui è passato un uragano (Irma) un mesetto fa. Sulla strada notiamo dei cumuli di macerie che vengono portati verso la terraferma, questi cumuli vengono alimentati dai locali che stanno ripulendo dai detriti le proprietà, e vedendo la dimensione si intuisce i danni provocati dalla natura. Lungo la strada facciamo alcune soste per ammirare il paesaggio e per fare due passi. Arrivati a Key West non ci sono praticamente segni del terribile uragano, rimaniamo impressionati da come sia quasi tutto a posto. L’unica cosa che mi pare strana è la poca gente rispetto a quella che vidi nel 2015. Mi sa che parecchia gente ha ripiegato verso altri posti per non incorrere in possibili disagi.

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martedì 17 ottobre 2017

Ville sui canali



Ed eccoci qui, nuovamente a Fort Lauderdale. Questa città mi era piaciuta molto nel 2015 e ho voluto mantenerla nell’itinerario di quest’anno. A differenza del 2015 questa volta l’hotel prenotato è davvero bello. Merito della lezione imparata allora: prenota presto per Miami, Fort Lauderdale e Keys! Sono state le prime destinazioni bloccate per questo giro. Il proprietario dell’hotel, o forse meglio chiamarlo affittacamere, è un simpatico brasiliano con cui ci intratteniamo un po’ a chiacchierare. La sera facciamo una bella passeggiata sui canali e mangiamo in un ristorante che già conoscevo, senza farmi mancare la buonissima Key Lime Pie, anche se non siamo ancora alle Keys!
Il giorno dopo abbiamo prenotato per il giro classico dei canali, purtroppo la Jungle Queen è sottoposta alla manutenzione ordinaria ed abbiamo il muletto, bello ma non come l’originale. Nel giro c’è una carrellata di yatch e ville da par paura, inavvicinabili per persone normali. La descrizione del capitano è come ricordavo, precisa e piena di aneddoti simpatici. Arrivati al loro zoo ci perdiamo i vari spettacoli acchiappaturisti e ci rilassiamo sulla barca dopo aver fatto un veloce giro dell’isola. Una volta finito il giro, passeggiamo sul lungomare e ci godiamo con la dovuta calma l’oceano ed un buon pranzo.
La città ci è piaciuta, e per cena ce ne andiamo alla famosa Cheesecake Factory a poca strada dal nostro alloggio. Qui la famosa “torta al formaggio” è davvero buona!

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lunedì 16 ottobre 2017

Giornata da VIP al KSP!

Ed eccoci qui, svegli felici e con davanti un’altra di quelle giornate super, la visita a Cape Canaveral! Lo so che ci sono già stato nel 2015, ma ci torno e ci tornerò ancora! In questi due anni è cresciuta molto la Space X di Elon Musk, e tra pochi mesi lancerà il Falcon Heavy proprio da questo posto. Il nostro hotel è proprio vicino alla base spaziale, e ci arriviamo in un quarto d’ora. Io trovo davvero magico stare qua. Arriviamo alla cassa e ci propongono il tour VIP, un’alternativa al giro classico in autobus dove ci possiamo fermare in tre punti, mentre con il tour normale si osserva tutto dal bus. Ci vuole poco per convincermi ed accetto. Scegliamo l’ora ed entriamo. Questa volta non faccio tantissime foto, ne ho già fatte parecchie l’altra volta, decido di godermi il posto. Non passa molto che arriva l’ora del nostro tour VIP: le fermate che faranno sono ad una tribuna di osservazione dei lanci, poco dopo l’ingresso alla base. Qui ci spiega che ci troviamo su terreno federale e di non allontanarci. Se iniziamo a gironzolare dove non dobbiamo le guardie saranno liete di accompagnarci in uno stanzino per passare lunghi quarti d’ora non piacevoli. Il tempo non è dei migliori, ma inizia ad aprirsi pian piano. Da qui abbiamo la vista di tutto il complesso dall'edificio dove assemblano i veicoli ai vari punti di lancio. Il secondo posto dove ci fermiamo è il famoso complesso di lancio 39, il punto di osservazione dove possiamo scendere si piazza tra il 39A e il 39B. Famosi per i lanci delle missioni Apollo e Space Shuttle. Ora invece utilizzate anche da aziende private come la Space X. Peccato non vedere nulla di pronto per la partenza, questo è un segno che ci devo tornare! Ultimo stop è davanti all'edificio di assemblaggio veicoli, pare l’edificio cavo più grande al mondo. Per terra hanno disegnato una piccola porzione della bandiera che di vede dipinta per rendersi conto delle dimensioni, e anche se siamo veramente vicini ci si rende conto che è davvero enorme, più grande di quello che sembra. Ci sono altre cose da visionare in questo parco come il sistema di espulsione delle capsule Orion ed il piccolo tank per le osservazioni e i rilevamenti vicino alla rampa. Poi il giro prosegue come lo standard all'interno dell’hangar dove c’è un vettore Saturno V adagiato su un fianco per vedere tutti i suoi stadi compreso il modulo lunare. Maestoso è dire poco! Rientriamo al centro principale con un bus qualsiasi e qui procediamo nel girare il più possibile. Il video della storia dello Space Shuttle con apparizione finale del vero Atlantis è fenomenale. Riusciamo poi a farci una foto con un vero astronauta: il colonnello Gerald P. Carr che ha fatto parte (comandante) della missione Skylab 4 nel lontano 1973. Un signore molto distinti, gentile e decisamente lucido nonostante l’età.
La visita finisce come al solito allo store, dove però cerco di contenermi, visti gli acquisti fatti in Texas. Di qui procediamo verso Fort Lauderdale, e per raggiungerla ci mettiamo un tre ore e mezzo buone, ma quasi non si sentono guidando questa fantastica auto. Arriviamo in città, ed un po’ ricordo le strade essendoci stato un paio d’anni fa. A fatica troviamo il posto che è un po’ mimetizzato, facciamo due chiacchiere col proprietario che è brasiliano ed ha vissuto in Europa, un po’ anche in Svizzera. Dateci le chiavi entriamo nella zona dove ci sono le camere e scopriamo un fantastico ambiente, un bellissimo giardino che ti fa proprio rilassare. Sicuramente uno dei più bei posti dove ho alloggiato in questa vacanza!

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domenica 15 ottobre 2017

... to Coast

Il post di ieri è finito dopo la partenza per la Florida, volutamente. Non volevo finire un post male, ho preferito aggiungere ad oggi le sfighe per poi completare bene il post. Ieri avevo una tappa intermedia tra il tour degli alligatori e l’hotel: il cambio auto! Avevo prenotato da mesi una bella Ford Mustang per girare la Florida, visto che il prezzo è piuttosto basso e la riconsegna non si paga all’interno dello stato. Faccio il possibile per arrivare in tempo per riconsegnare la Santa Fe a Tallahassee, impaziente come un bambino. Il tizio che ci prende la macchina appena inserisce i dati ci chiede se arriviamo davvero da Los Angeles, è un po’ stupito dalla mia avventura del Coast to Coast. Gli dico pure che mi fermo lì per proseguire con una Mustang, così lui ci dice di tenerci le chiavi e ridargliele una volta ottenute le nuove chiavi, così non ci portiamo dietro tutto. Al bancone scopriamo che non hanno la macchina prenotata, ci rimango davvero male. Ci lasciano la macchina più bella che hanno nel loro parco macchine che è una Audi Q5, la prendo subito in antipatia e la guiderò ben poco. Chiedo se posso fermarmi in altri posti per cambiarla con la mia auto da sogno e mi dice che non ci sono assolutamente problemi. Ormai è buio, abbiamo anche passato un fuso orario oggi, ed arriviamo ben dopo le 20 in hotel e qui abbiamo un’altra bella sorpresa, la nostra prenotazione non si trova. Devo fare i numeri per contattare Booking dato che sulla prenotazione rispondono dall’Italia 24/7 mentre mi risponde la segreteria. Dopo aver recuperato il numero di booking UK riesco a spiegare all’operatore il problema: abbiamo prenotato oltre tre mesi fa e loro non possono vedere la nostra prenotazione. Il tizio di booking chiama la reception ed in una decina di minuti risolvono ed abbiamo la nostra stanza, che mi faccio cambiare subito in quanto con il bagno che scarica continuamente, una macchia da paura sopra la vasca ed altro che non ricordo. La seconda stanza è messa meglio ma non molto, ma ormai sono rassegnato ad avere una giornata di sfiga. Me la tengo anche se ha piccoli problemi e decidiamo di andare a mangiare. Manca poco alle 22, e qui siamo in un posto sperduto dove i locali chiudono presto. Al risveglio decidiamo di lasciare in fretta quel posto e di recarci a vedere i lamantini, che già nella mia scorsa visita mi ero perso perché arrivato troppo tardi all'agenzia privata raccomandataci dal museo dedicato a quegli strani mammiferi. Arriviamo e scopriamo che l’ultima gita è già partita, inizio a pensare che oggi non è proprio giornata! L’altra volta eravamo arrivati dopo le 17, ora siamo qui prima di pranzo, qualcosa non torna. Non mi rassegno, cerco sul sito di Crystal River e trovo che vicino al municipio c’è un visitor center: facciamo rotta immediatamente verso quel punto. 
Arrivati al centro informazioni ci danno ottime informazioni sul Three Sisters Springs, luogo dove si radunano i lamantini. C’è il trenino turistico che ti porta lì, ti fa fare il giro della città e tutto il resto, ma io faccio una semplice domanda: i lamantini ci sono alle springs? La risposta secondo voi? Ovviamente no! Non fa ancora troppo freddo (azzarola, questi non sono mica alligatori a sangue freddo) e non cercano ancora il calore ed il riparo delle springs, i tour privati come quello che ci ha rimbalzato vanno a cercarli in giro per il golfo e ci perdi almeno 3 ore oltre che parecchi dollari. Ci guardiamo, io sto decisamente con le palle girate: dobbiamo attraversare la Florida, impiegheremmo 4h se ci va bene, non è sicuro che li vediamo e ci costerebbe un centinaio di dollari a testa. Lamantini, prima o poi nuoterò con voi ma non oggi! Facciamo rotta verso est, dovremmo passare per Orlando dove tenterò il cambio auto, sta Audi non la posso più vedere e mi rifiuto di guidarla dopo ieri sera. Mi ha pure fatto venire un bel mal di schiena! Imposto il navigatore e cerco una sede della Alamo. Ne trovo una non troppo distante dal nostro itinerario, ci mettiamo un po’ ad arrivare dato che le strade sono un bel casino, ed appena parcheggiamo ho il sospetto che pure qui butta male… È una piccola agenzia in un hotel, non hanno una mazza! Mi manca tremendamente la Santa Fe. Capisco che bisogna giocare pesante e decido di andare dove non volevo: l’aeroporto! Ci sarà il mondo ma è grosso e se non la trovo qui la Mustang non so dove trovarla. Arrivati cerco di spiegare agli addetti che non devo lasciare la macchina ma cambiarla perché avevo chiesto una Cabrio. Lascio Valentina in auto e vado alla ricerca di aiuto, trovo una manager molto disponibile che capisce il mio problema e controlla le mie carte. Mi chiede se devo riportare poi la macchina a Tallahassee, e quando le dico che riparto da Miami inizio a vedere una luce in fondo al tunnel. Mi dice che non ha Mustang al momento, e che dovrei aspettare. Io aspetto quello che c’è da aspettare, ma voglio quella macchina! Mi dice “wait!” e la vedo partire verso una Mustang bianca appena apparsa nel parcheggio e ancora grondante di acqua del lavaggio. Parla col ragazzo e chiede se è già prenotata, lui fa cenno di no e lei mi chiede se mi va bene! Cacchio sì! Un sorriso che non vi lascio immaginare si impossessa di me, mi lascia le chiavi e mi dice di aspettare la stampa dei nuovi documenti. Non avete idea di quante volte la ringrazi, sono davvero contento. Salgo, cacchio quanto è lungo sto muso! Cacchio quanto è bassa! La parcheggio italian-style, devo recuperare le valigie dall’Audi. Iniziamo a fare la spola e carichiamo tutto, in qualche maniera, cacchio quanto poco bagagliaio ha! Riconsegniamo l’Audi e saliamo sulla Mustang: ho paura di guidarla ora. So di avere 316 cavalli pronti a partire, un acceleratore molto sensibile e delle misure completamente inusuali per me! Ormai è fatta però, mi dirigo verso l’Oceano Atlantico. Inizio a prendere un po’ di confidenza e le 24h di sfiga vengono dimenticate grazie al suono di quel motore. Arriviamo all’hotel e personalmente non mi frega nulla di che ci aspetta, non è il massimo ma è molto meglio del precedente. Parcheggiamo accanto ad una sorellina, altri turisti. Arrivati in hotel, molliamo tutti i bagagli e decidiamo di andare a vedere l’oceano a Cocoa Beach, il posto migliore in zona. In poco ci siamo, ora la macchina è scarica e noi più carichi. Arriviamo per il tramonto, e ci godiamo questo momento sicuri che ora la vacanza sarà solo in discesa. Io ho finalmente completato il mio Coast to Coast, ma non la mia vacanza. Quando il sole ci saluta decidiamo di andare a mangiare un boccone in questa piccola cittadina. Facciamo un’ottima cena, ci rilassiamo grazie ai gentilissimi camerieri. Usciamo che ormai è buio, apro la macchina e vedo qualcosa di strano sotto la porta, guardo meglio e c’è una super tamarrata: dallo specchietto viene proiettato un cavallino (un mustang che corre, ovviamente) per terra! Scoppio a ridere. Torniamo in hotel, per me la strada è troppo breve, ma domani avremo una giornata piuttosto impegnativa!

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lunedì 17 luglio 2017

Bisogna solo partire!

È passato poco più di un mese, ma di avanzamenti sul giro ce ne sono parecchi!
Per il primo pezzo della vacanza eravamo già a posto, nel frattempo ho solo prenotato il biglietto per andare ad Alcatraz e c’è da scegliere l’hotel in alcuni serate dove ne abbiamo presi alcuni per poi scegliere con calma. Mancano un paio di mesi ed abbiamo tempo di fare queste cancellazioni. Abbiamo prenotato anche una bella jeep per fare questo viaggio in comodità.

Per la seconda parte del viaggio l’itinerario è ormai completo. Ho prenotato un SUV per fare questo tragitto e non solo. I punti che toccherò in questi giorni sono prevalentemente quelli non visti nella scorsa vacanza in queste terre. Parto con la Valle della Morte in maniera approfondita, notte a Las Vegas, poi una bella tirata per vedere l’Antelope Canyon e la Monument Valley. Il giorno dopo vedrò il 4 Corners, Meteor Crater e Foresta Pietrificata, mentre il giorno dopo correrò verso Roswell per vedere se trovo qualche forma di vita intelligente da qualche altro pianeta… L’ultimo giorno sarà una tirata verso l’aeroporto di Dallas per recuperare chi mi accompagnerà per i successivi 15 giorni.
Per gli ultimi 15 giorni abbiamo prenotato auto, hotel ed alcuni tour su Groupon. La macchina sarà sempre il SUV fino alla Florida, appena entrati nel "Sunshine State", sfruttando il fatto che non si paga il drop-off, ci mettiamo in modalità tamarri e prendiamo una Mustang Cabrio! Lungo il percorso tra Texas e Florida visitiamo un po’ Dallas, abbiamo preso un Tour con Groupon per avere un’infarinatura della città e poi girarla da soli. Poi passiamo ad Austin e San Antonio, consigliate da molti. Poi come tappa obbligatoria, per me ovviamente, c’è lo Space Center di Houston. Poi ci si muove nella peculiare, e carissima, New Orleans. Passata questa prima settimana si passerà la seconda settimana in Florida, andando a vedere i Lamantini, il Kennedy Space Center e la bella Fort Lauderdale, con tour per i canali già prenotato con la Jungle River. Poi si arriverà a Key West passando dalle Everglades e finiremo il nostro viaggio a Miami, dove rientreremo con un volo diretto a Milano. Probabilmente stanchi, ma sicuramente felici!
Che dire? Un piano bello intenso, affascinante e da paura. Non vedo l’ora di partire! Son qui che conto i giorni che mancano, ed ormai siamo quasi a due mesi! In men che non si dica partirò!

domenica 4 giugno 2017

E coast to coast sia!

Ed eccoci qui, dopo parecchio! Lo so, non ho più scritto nulla sulle Filippine, lo farò... Per ora vi dico soltanto che non è andata come speravo! Purtroppo non tutto può sempre andare come si vorrebbe, fa parte delle esperienze da raccontare!
Veniamo a noi, alla prossima vacanza seria! Cosa sarà? Beh, a questo punto è ormai confermata: Coast to Coast da come avrete potuto intuire dalla foto e dal titolo di questo post! Avrò a disposizione un mesetto per andare da Los Angeles a Miami! Diciamo che mi farò tre vacanze in una:

  • Dieci giorni con amici per girare tra San Diego e San Francisco, il programma più avanzato che ho di questa maga vacanza. Dovremmo andare, subito dopo l’atterraggio a Los Angeles, alla mitica base aerea di Miramar (ad un tiro di schioppo da San Diego). Non ci credo che non conosciate questa base, anche se non lo sapete. Se avete visto Top Gun la conoscete, è la base dove andavano i migliori piloti della marina per il corso avanzato. Ora la ricordate? Dopo andremo a San Diego un paio di giorni e da li risalire lungo la costa fino a San Francisco, passando per il Big Sur, cosa che mi ero perso nel mio ultimo viaggio in zona! E poi si scenderà di nuovo verso Los Angeles, ma stavolta passando per i parchi di Yosemite e Sequoia. A Los Angeles finirà questa prima parte di viaggio con la partenza di alcuni amici, altri si soffermeranno in zona, mentre io...
  • La seconda parte sarà un viaggio in solitaria di cinque giorni circa per raggiungere Dallas. Le idee sono tante, ma il tempo poco ed i chilometri (ops, miglia!) tanti! L’idea è quella di visitare subito la Valle della Morte, l’ultima volta non sono riuscito ad apprezzarla al meglio per sfighe varie. Poi vorrei andare alla “Black Box” sulla Extraterrestrial Highway ma temo di dover cancellare questa tappa, punto troppo fuori dalla mia rotta, mi fa perdere troppo tempo. Vorrei anche vedere il bellissimo Bryce Canyon all'alba o al tramonto. L’ultima volta l’ho visto solo durante il giorno, e dicono che sia fantastico coi colori dell’alba e del tramonto! Un’altra cosa che non mi volglio perdere è l’Antelope Canyon, a sto giro arriverei organizzato, e se riuscissi a vederlo nel mezzogiono sarebbe fantastico! Di qui vorrei proseguire verso la Monument Valley, altra cosa che ho visto male nel 2011. Se poi riuscissi a passare pure dai Four Corners sarebbe una figata! Metterei altri stati sulla mia lista,anche se non sarebbe una vera visita dello stato, lo so. Ma la visita in uno stato inizia con un primo passo! Tanto ci tornerò, lo so! Poi dovrei scendere giù verso il Meteor Crater e magari visitare la Foresta Pietrificata. Ovviamente ampi pezzi di viaggio sulla R66, una via più che storica. L’ultima tappa prima di arrivare a Dallas sarebbe Roswell, una città invasa da alieni (o alienati!). La cartina fa un po' paura da vedere, leggendo i chilometri e le ore di guida. Ma che razza di vacanza sarebbe se non si visitano quelle due o tre cose?
  • L’ultima parte sarà in dolce compagnia, la mia ragazza ha solo 15 giorni di ferie e ci siamo accordati per fare Dallas - Miami insieme. Il programma è ancora nebuloso, sappiamo solo che vogliamo visitare un po’ di Texas, la trascinerò ad Huston ed a Cape Canaveral, povera! E se le andrà male pure al Museo dell’Aviazione della Marina a Pensacola. Bisogna fare una pausa ogni tanto! Per ora ho prenotato solo l’hotel a Dallas ed a Key West, un posto bello ma caro come il fuoco. Le idee sono tante, come vedere New Orleans, i Lamantini, gli alligatori, i parchi divertimenti, magari un lancio da Cape Canaveral. Dobbiamo metterci al PC e valutare un bel giro da percorrere in quei 15 giorni.
Per ora abbiamo prenotato il volo, degli hotel, l’Air Show. Per la macchina sto vedendo, all'inizio ci serve un mezzo bello capiente, per tenere 5 persone e 5 bagagli da stiva. Poi per il Coast to Coast devo mettere in preventivo almeno $500 di drop-off, se non ho la botta di culo di un camper da portare dall'Arizona alla Florida. C’era questa possibilità il mese scorso, magari ricapita, ma in questo caso bisogna ritoccare il giro, ameno la parte da solo. Ed a sto punto non so cosa sperare... Per il viaggio da solo ed in due punterei ad una bella Mustang Cabrio, per correre tra i deserti e sul mare col vento tra i capelli!
Stay tuned per gli aggiornamenti!

martedì 3 marzo 2015

Florida, quanto mi sei costata...

Ed ecco le spese sostenute per questa vacanza:

  • Volo Aereo Milano Malpensa – Zurigo – Miami e ritorno per 2 persone: 1.145€ (tramite Expedia) con Swiss e 1 bagaglio aggiuntivo in stiva per il ritorno
  • Assicurazione medica per due persone dal 11 Febbraio al 3 Marzo: 195,30€ (tramite WorldNomads – polizza Explorer)
  • Autonoleggio Miami International Airport categoria berlina dal 11 febbraio al 2 marzo con guidatore aggiuntivo e restituzione auto con serbatoio vuoto: 589,75€ (tramite il broker eNoleggioauto) + 70€ di tasse
  • Costo totale degli hotel per la durata della vacanza: 1.470€ (tramite booking.com ed AirBnB)
  • Costo per la benzina necessaria per fare 2.600 miglia: 190€
  • Parcheggi vari: 50€
  • Strade a pedaggio e noleggio Sunpass: 47€
  • Pasti vari: circa 800€ (dovrebbero essere compresi tutti i pasti, ma potrebbe mancare qualcosa che si è pagato cash)
  • Ingressi ai vari parchi, musei, attrazioni: 870€
  • Supermercati vari: 120€


Tasso di cambio USD/EUR circa 1.10-1.12 USD = 1€
Costo totale circa: 5.550€ (2.775€ a testa) (escludendo pochi pasti, souvenir, varie, etc che non so ben quantificare)

sabato 28 febbraio 2015

Dry Tortugas

La sveglia oggi suona davvero presto. Per le 7 dobbiamo essere assolutamente al molo di Key West ed abbiamo davanti un’ora e passa di macchina. Partiamo che è ancora buio, mentre facciamo la strada inizia a rischiararsi e vediamo l’alba a Key West. Per fortuna non c’è traffico. Arrivati al parcheggio notiamo subito una stranezza dell’isola: sentiamo un gallo cantare nel parcheggio ma non lo troviamo, alla fine lo vediamo in cima ad una pianta, mentre ci dirigiamo verso il terminal vediamo altri polli che vagano tranquillamente per le strade. Una roba strana!
Arriviamo in anticipo, ci registriamo, ed attendiamo. Poi arrivano prima un ranger che ci spiega dove andremo e poi un marinaio che ci dice che le condizioni del mare non sono tranquille e ci da dei consigli per evitare di star male, come non mangiare come maiali, stare sul ponte inferiore, non chiudersi in bagno, non vomitare controvento, ed altro. Vendono poi anche pastiglie contro il mal di mare.
Ci si imbarca, si salpa ed in poco tempo ci troviamo fuori dal porto, lasciandoci alle spalle navi da crociera e da guerra. All'inizio il viaggio è tranquillo, riesco a stare tranquillamente sul retro del ponte superiore a fare foto. Pian piano ci si allontana e si vedono anche alcune tartarughe. Poi ci annunciano che entreremo nella zona più inquieta e qui iniziano le danze. Chi aveva mangiato come un tirannosauro inizia a sentirsi poco bene. Mentre torno dal ponte inferiore dove ho cercato di iscrivermi alla visita guidata del forte, scopro che ho rischiato di beccarmi una vomitata di un orientale, uno di quelli che si erano mangiati di tutto e di più. I mozzi son li che puliscono, ed immagino le imprecazioni che stanno mugugnando. Entriamo subito in un banco di nebbia, e da qui si vede ben poco purtroppo. Penso che sia temporaneo, ma quando sento che rallentano e dicono che stiamo entrando nel Parco Nazionale delle Dry Tortugas inizio a temere. Purtroppo l’arrivo è ammantato dalla nebbia, solo alla fine si vede un po’ del forte. Girano le balle, abbiamo speso un botto ed ora non si vede molto. Si vede che è una giornata di sole, ma la nebbia non molla, si vede proprio la nuvola dove siamo immersi.
Ci facciamo un giro del forte, un giro all'esterno e devo dire che anche in queste condizioni di scarsa visibilità si nota che è bellissimo. Dei colori da far sognare. Ormai sono qua e faccio un po’ di foto, che dovrei fare? Andiamo a pranzare all'inizio, il meteo è stabilmente nebbioso. Facciamo altri giri, e poi io mi aggrego al secondo giro della visita guidata al forte. Dovrebbe durare un’ora e mezza, e vedendo meno delle 25 persone massime previste mi imbuco facendo finta di nulla. La guida è simpaticissima, non capisco tutte le battute, ma per la maggiore si. Ci spiega il motivo del nome dell’area, il perché è stato fatto un forte così grosso, pare il più grosso dei tempi, proprio li in mezzo al nulla, i problemi di progettazione e di gestione che ebbero, un prigioniero famoso che hanno avuto. Magari poi aggiungerò un capitolo per riassumere ciò che ci ha illustrato. Verso la fine del giro ci porta in cima, e ricordo che mentre ci spiega la gittata di un cannone posizionato sulla sommità ci dice: “questo poteva lanciare dei proiettili di tale peso fino a quell'isola”, io stavo fotografando il cannone e mi blocco. Ha parlato di isola ma non sta indicando quella collegata da una lingua di terra a questa, quella dove stanno nidificando gli uccelli. Alzo gli occhi dalla macchina fotografica e mi accorgo che in meno di un minuto la nebbia è svanita. Vedo quell'isola! Vedo quest’isola col sole! I colori mi prendono il cuore. Attendo 5 minuti che finisca la gita e corro giù, la nave salpa tra meno di un’ora! Rifaccio tutto il giro prima godendomi il paesaggio ed i magnifici colori e poi immortalandoli con la mia reflex. Sembra di essere in un altro posto col sole che valorizza il tutto.
Alla fine iniziano a chiamare, e devo rientrare. Ultime foto anche dal ponte di comando e si salpa. Fatico a trovare il mio spazio per fare delle foto durante la partenza ed i primi minuti. L’isola è bella anche da lontano, il forte è maestoso! Faccio un po’ di foto alla nostra imbarcazione e poi mi godo il viaggio che ci porterà a Key West.


Guarda le foto.

venerdì 27 febbraio 2015

Le Keys, finalmente!

Ed eccoci qua, verso il termine della vacanza. Ci si sveglia, si fa il pieno alla macchina e si va. Direzione isola di Marathon. Siamo un po’ stanchi, la vacanza è un massacro, e ce la prendiamo con calma. C’è parecchio traffico, e ci fermiamo dove ci ispira e dove ci consiglia la cara Lonely Planet. Una piccola sosta al Robbie’s Marina, un molo dove alle spalle trovi una marea di negozietti. Un po’ caro devo dire, ti fanno pagare anche se vuoi andare a vedere i pellicani sul pontile. Ci accontentiamo di vederli da qualche metro, pare proprio una trappola per turisti.
Prima di andare al molo, abbiamo fatto una tappa ad Anne’s Beach. Piccolo parcheggio, ma fortunatamente troviamo un posto. Seguiamo il percorso e troviamo davvero degli scorci molto belli, unico inconveniente è il sole che non è molto presente. In realtà è prevista anche pioggia. Dopo aver girovagato un po’ lasciamo il nostro posto auto ad altri visitatori. Facendo un po’ di miglia arriviamo a Marathon, ma è ancora un po’ presto per andare a prendere possesso dell’hotel. Sempre grazie alla guida scopro che in fondo all'isola c’è il Seven Miles Bridge! Ci fiondiamo subito li e ci facciamo una passeggiata, ma non di sette miglia! Ammiriamo dei bellissimi volatili, passaggi di barche e pescatori che danno da mangiare ai pellicani, che sembrano più avvoltoi! Scattate tante foto, e fatti parecchi passi ci rifocilliamo un po’ e poi andiamo a prendere la nostra stanza. Ci riposiamo un po’, il caldo è tanto. Alla fine decidiamo di andare un po’ alla spiaggia più famosa di quest’isola, ovvero Sombrero Beach. Non abbiamo troppe difficoltà a trovare parcheggio. Decidiamo di rilassarci un po’ dato che l’indomani prevede una sveglia molto presto per la gita che abbiamo prenotato prima della nostra partenza dall'Italia. Dopo esserci cotti un po’ al sole, aver fatto un bel bagno rinfrescante, ci facciamo una bella doccia ed andiamo a cenare in un posticino carino, consigliato da TA. Arriviamo al posto, bellissimo. Purtroppo arriviamo che è già buio, e tira un’aria dell’accidente! Ma immaginarmelo in un periodo estivo con il tramonto dalla terrazza dove si mangia… Goduria assoluta! Mangiamo davvero bene, e ci fanno pure lo sconto perché sono in ritardo con una portata. Personale gentilissimo e posto caratteristico! 

Guarda le foto.

giovedì 26 febbraio 2015

Everglades, again...

Ed oggi lasciamo Fort Lauderdale. Dopo una veloce colazione da Starbucks saltiamo in macchina e ci dirigiamo verso Miami, La destinazione non è la città, ma la Cheesecake Factory in un mall appena fuori. Arriviamo per il mezzogiorno, e decidiamo di pranzare con una bella fetta di cheesecake, mia sorella prende quella classica, mentre io prendo quella agli Oreo. Sono convinto di prendere una versione di quella normale con il fondo fatto con i famosi biscotti che fanno da fondo. Errore, è una fettazza di torta enorme con gli Oreo ed il cioccolato ovunque. Inutile dire che non riesco a finirla, arrivo solo oltre la metà e poi mi arrendo. Rotolando ci dirigiamo alla macchina ed andiamo a vedere le Everglades del sud. Il punto di arrivo è Flamingo Visitors Center. Il tragitto non è corto, ma alla fine arriviamo, purtroppo dobbiamo ripagare i 10$ perché dal primo accesso è passata più di una settimana. Lo spettacolo è bello, da qui si iniziano a vedere le Keys, i colori cambiano. Chiedo ad un Ranger se è possibile vedere i Flamingos, o Fenicotteri Rosa in italiano. Purtroppo siamo in ritardo di due o tre mesi.
Un po’ di giri in giro e foto e riprendiamo la macchina per avviarci verso l’hotel. Lungo la strada ci fermiamo qualche volta. In una di queste soste visitiamo il Mahogany Hammock Trail, che permette di visitare una foresta nel mezzo della palude. Carino e rinfrescante. Qui è possibile fare un tour.
La sosta più bella è però quasi alla fine del parco, Il Royal Palm Visitor Center. Arriviamo che è quasi al tramonto, iniziamo a fare il piccolo percorso che inizia da questo punto, e per la prima volta vediamo sti cacchio di gators che si muovono un po’. Sono veramente attivi, faccio un po’ di foto ed anche dei video. Ci rimaniamo un po’, è pieno di gente che ci dice di andare da una parte o da un’altra. Ma dev'essere l’ora magica. Vediamo una gran quantità di alligatori che nuotano, un bel po' di uccellacci, ai quali passiamo molto vicini senza che si scompongano molto. Anche qui potete fare un tour virtuale. Dopo un’oretta ci dirigiamo al nostro hotel, un po’ stanchi. Siamo ad Homestead, alle porte delle Keys, ed oggi ci tocca la lavatrice. Purtroppo devo chiedere un cambio di camera per la puzza di fumo, la seconda va bene. Poi vado a chiedere un cambio monete per la lavatrice, ma non hanno il detersivo. Allora mi indirizzano ad un negozietto dall’altra parte delle 4 corsie. Preso il tutto torniamo e mi accorgo che il nostro hotel è anche un locale di spogliarelli! Che ridere!
Dopo aver lavato tutto decidiamo di andare a mangiare in un localino ad un chilometro, è un hotel ristorante a gestione famigliare, scelgo una caesar salad con bistecca e devo dire che è davvero buona! Stasera decido di bere una birra dato che non devo guidare e nella scelta vengo aiutato da un ospite del bar su richiesta della proprietaria. Davvero gente gentile.


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mercoledì 25 febbraio 2015

Fort Lauderdale

Che abbiamo fatto a Fort Lauderdale due giorni? Beh, un po’ siamo rimasti in spiaggia, ma io non sono amante della spiaggia e del caldo, ed il cambio di temperatura repentino non mi ha fatto molto piacere.
Abbiamo imparato a muoverci coi trolley che sono quasi gratuiti per non spendere un capitale di parcheggio, in zona spiaggia sono davvero cari. La gita che abbiamo fatto con la Jungle Queen è stata davvero bella, ci ha permesso di passare lungo i canali per vedere le ville che ci sono. Qui davvero c’è la gente coi soldi, ma quelli grossi. Siamo passati anche accanto al nostro alloggio, lungo il canale che avevamo visto la prima sera. Ci fanno notare che questi viaggiano su bestie più grosse di casa mia, e vanno in hotel lasciando ormeggiato lo yatch fuori. Stanno male. Passiamo anche vicino al Downtowner, il ristorante della prima sera, e scopriamo che con il loro biglietto ci fanno lo sconto. A saperlo prima…
Vediamo tante di quelle ville da perdere la testa, incrociamo anche una grossa nave di ricerca, per non parlare di yatch enormi. Alla fine arriviamo al rimessaggio, dove portano a risistemare le imbarcazioni, in questo momento c’è anche quella di Steven Spielberg, ma non è visibile in quanto sta facendo un processo dove viene avvolta tutta, come le valigie in aeroporto! I costi di questi lavori sono esorbitanti, il battello sul quale viaggiamo deve pagare oltre il mezzo milione di dollari all’anno per fare il trattamento, e non è l’imbarcazione più grossa e soprattutto di lusso. Alla fine ci lasciano in un loro zoo, dove c’è uno che fa lo spettacolo con gli alligatori. Ci dice che è pericoloso (ne avevamo il sentore), non viene pagato visto che è vietato pagare gente per fare questo e non può essere assicurato, furbo come una faina! Nel rientro ci rilassiamo la crociera senza commento, se non alla fine dove ci fa vedere alcuni villoni in vendita, prezzi modici ovviamente!
Si cazzeggia un po’, poco shopping e si mangia. Un pranzo lo abbiamo fatto al Bubba Gump di Orlando, e le due cene un diner lungo la strada, con un cameriere che parlava poco o niente, ed appena entrava nel locale ballava, l’altra cena a due passi dal nostro alloggio dove erano specializzati in costine. Mamma che buone! E queste non erano inzuppate nella salsa dolce come quella di Tampa!


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lunedì 23 febbraio 2015

Un bel teporino fin dal mattino!

Ed al risveglio notiamo una temperatura alla quale non siamo abituati, fa caldo! Tappe di oggi sono Palm Beach e la costa verso Fort Lauderdale. Ricerchiamo il centro informazioni per i turisti e ci mettiamo in moto, in città c’è parecchio traffico, e finalmente vediamo un mucchio di cabrio che possono finalmente viaggiare come si dovrebbe in florida, con la capote abbassata. Facciamo un po’ di fatica a trovare il posto, è un po’ imboscato. Parlo col tipo che ci da alcune dritte per fare shopping. A noi non ci frega molto fare shopping. Qui è di lusso pure il parchimetro! Col cambio che abbiamo, non è il caso di addentrarci in negozi Prada e Gucci. Decidiamo di fare un bel giro sulla via che costeggia la spiaggia, e ci vediamo un mucchio di ville veramente costose. Ci facciamo un bel pezzo, poi decidiamo di fare uno stop in spiaggia, ma dobbiamo andare a sud per trovare qualcosa dove possiamo lasciare la macchina senza che ci portino via un rene! Alla fine scegliamo Boca Raton, un po’ per il nome, lo ammetto. Qui troviamo un parcheggio gratuito per 4 ore, perfetto per noi. Passiamo le ore in spiaggia, dove c’è un bel po’ di gente. Non è bellissima, ma pazienza. Andando via rimaniamo un po’ sconvolti nel vedere che la macchina parcheggiata dietro di noi, un bel macchinone, non una smart, è portata da una ragazzino che sembra avere 14 anni! Vabbè.
Ad arrivare all’Airbnb ci mettiamo più del previsto, c’è un po’ di traffico. Arriviamo e seguendo le indicazioni ricevute per email dal padrone di casa, entriamo nella nostra stanza. Minchia se è piccola! Abbiamo speso poco, ma abbiamo davvero poco. Non ci sono nemmeno porte per il bagno, solo una tenda! Incontriamo il padrone di casa che ci indica dove spostare la macchina e com
e accedere al wi-fi. Cerchiamo dove mangiare e la scelta cade su un bel locale lungo un canale, dove assaggiamo per la prima volta la Key Lime Pie. Per rientrare costeggiamo il canale, dove vediamo delle barche che sono una cosa di veramente mastodontica. Arriviamo in camera e dormiamo sui nostri letti, non proprio comodissimi. Il mio ha delle molle che saltano come pochi, e fanno pure casino!


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domenica 22 febbraio 2015

Finalmente il KSC

Ed eccoci finalmente alla giornata della vacanza: la visita al Kennedy Space Center! Diciamo che è stata la meta che più mi ha attirato per visitare la Florida.
Dopo la notte fumosa, ci svegliamo. Essendo entrambi non fumatori siamo infastiditi dall'odore, al mattino mi sento la puzza di fumo addosso, come la puzza di fritto quando vai da McDonald’s. Parlando con la reception scopro che c’è stato un problema di prenotazione, io su booking ho come impostazione automatica “no smoking” e si vede che nell'hotel erano esaurite tali camere al momento della prenotazione e non mi sono accorto della variazione. Pazienza. Saliamo in macchina sul presto, devo arrivare all'apertura!
Rispettando i limiti arriviamo tra i primi, paghiamo il nostro obolo e finalmente entriamo. Beh, da qui non posso dire molto ragazzi. Guardate un po’ le foto e soprattutto andateci, se l’argomento vi interessa.
Abbiamo visitato subito il padiglione dello Space Shuttle Atlantis, che riesci a vedere dopo una proiezione di un paio di film che parlano della sua ideazione e storia. È il terzo che vedo, dopo Enterprise a NYC e Discovery presso lo Smithsonian appena fuori la capitale statunitense. Ma è sempre emozionante per me vederne uno. Ci tornerei ancora a vederli tutti, senza nessun dubbio. Il padiglione è stato letteralmente costruito intorno alla navetta. Dentro si possono leggere tante informazioni riguardo a questo splendido progetto dell’ingegneria umana, tanti aneddoti e curiosità che rendono interessati più o meno tutti i visitatori. All'interno di questa struttura vi è anche un simulatore di lancio, molto carino, mancano solo quei 3g che sentono i veri astronauti. Comunque è un’esperienza carina.
Dopo questo padiglione decidiamo di prendere un bus che ci porterà dentro i confini della base spaziale, qui un autista che è forse più guida, veramente orgoglioso dell’ente per cui lavora, ci descrive molto bene il giro che facciamo, con tanti aneddoti. Appena entriamo vediamo l’edificio dove vengono assemblati i razzi prima che vengano lanciati, ed è l’edificio più grande al mondo, ovviamente non si parla di altezza ma di open space interno. Quando lo vediamo ci viene detto che è a 5 miglia, non pare vero da quanto è grosso. Ci dice che la bandiera ha le stelle che misurano 6 piedi l’una, immaginatevi tutto il resto! Le porte sono le più grandi al mondo e per aprirsi o chiudersi completamente ci mettono tre quarti d’ora! Mastodontiche! Un edificio del genere è poi situato in una zona dove gli uragani sono di casa, ma non ha mai subito gravi danni strutturali grazie ad una progettazione adeguata. L’annata peggiore è stata quella del 2004 dove due uragani (Frances e Jeanne) si sono susseguiti a tre settimane di distanza.
Proseguiamo vedendo i “trattori” (Crawler Transporter) che servono per trasportare i vari razzi alle piattaforme di lancio, dopo essere stati assemblati nel grande edificio. Viaggiano a 1 miglio l’ora carichi ed al doppio quando sono vuoti. Stanno subendo una ristrutturazione ma il progetto di base resta quello degli anni 60. Belle bestie anche queste nonostante quel giorno fossero solo presenti quelli vuoti. Andiamo a vedere una delle rampe di lancio del complesso 39, il più famoso in quanto da qua lanciavano gli Space Shuttle. Ci spiega un po’ di cose riguardo al pad, poi ci accompagna ad un centro per i turisti posto all'interno della base. Qui vediamo una simulazione di lancio dell’Apollo 8, come se fossimo all'interno del sala di controllo, molto interessante. Usciti da questa simulazione possiamo vedere ciò che ha reso possibile il viaggio verso la luna, il Saturno V! Questo è davvero grosso! È stato suddiviso nei singoli stadi per poterlo ammirare meglio. Si possono vedere anche i moduli Apollo ed Eagle. C’è un altro piccolo show che mostra l’allunaggio. Da non perdere se siete qua. Poi avete la possibilità di vedere anche il mezzo con cui gli ultimi astronauti hanno viaggiato sul nostro satellite e tante altre cose. Veramente soddisfatto del giro. Nel rientrare al centro principale per i turisti, viene invece descritta la fauna locale alla quale tengono molto. Ci si ferma a vedere tartarughe, alligatori ed aquile.
Arrivati la complesso, giriamo ancora un po’, vediamo un film IMAX, giriamo per il giardino dei razzi e poi andiamo allo store. Lasciate a casa le carte di credito, io ve l’ho detto.
Alla fine è passato un bel po’ e ci stanno per buttare fuori. Decidiamo di andare verso la prossima meta che è a Melbourne. L’hotel è a poca distanza dall'autostrada. Breve doccia e poi ci rechiamo a mangiare presso un localino in centro. Trovarlo è un po’ un’impresa, ma alla fine ce la facciamo. Io mi prendo due buone birre e mentre mangiamo assistiamo ad un pezzo della notte degli Oscar. Poi si va a nanna.

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martedì 17 febbraio 2015

Museo dell'aviazione

Ed eccoci qui, l’alba di una delle giornate più volute nella mia vacanza. La visita al museo della base aerea che ha addestrato buona parte dei piloti statunitensi della seconda guerra mondiale. Purtroppo oggi le ore di guida sono davvero tante: da Tallahassee bisogna andare a Pensacola e poi tornare ad Orlando. Con una piccola deviazione per entrare in Alabama. Facciamo una colazione veloce e ci mettiamo in moto, ci aspettano 3 ore di guida per raggiungere la mia destinazione. Facciamo tutto il tratto in autostrada, arrivati a Pensacola scatta l’allarme: il serbatoio è vuoto. Eravamo già usciti per fare benzina, in meno di un minuto siamo al distributore. Fatto il pieno ci dirigiamo verso il museo, ma prima di entrare nel museo dobbiamo entrare nella base navale! Ci controllano i documenti, ci chiedono dove andiamo e ci indicano la via. Entro per la prima volta in una base militare statunitense! C’è parecchio traffico, o meglio, molto più di quello che mi aspettavo in una base. In poco raggiungiamo la destinazione. Usciamo ed un freddo pungente ci colpisce. Oggi è una giornata di pioggerellina e vento. Prima di entrare nel museo faccio alcune foto all’esterno, poi ci rifugiamo all’interno. Giornata giusta per andare in un museo.
Ci rechiamo al centro informazioni per avere delle dritte, ed una delle prime cose che scopriamo è che abbiamo passato una linea di fuso, dobbiamo tirare indietro le lancette dell’orologio. Prenotiamo il trolley per visitare gli aerei che sono all’esterno, e ci facciamo dire gli orari delle visite guidate. Nel mentre che aspettiamo la visita guidata facciamo un giro nello shop, dove mia sorella prende una felpa per proteggersi dal freddo. Io controllando le email scopro che abbiamo un problema di prenotazione per l’hotel della sera, un problema analogo alla prima notte in florida. Allora chiamo e sistemo la cosa in 5 minuti, il nostro pernotto ad Orlando è salvo. Parte la visita guidata, ma vedendo che è parecchio lenta la spiegazione decidiamo di lasciar perdere, il tempo che abbiamo è purtroppo limitato, abbiamo almeno 7 ore di guida per andare in Alabama e tornare ad Orlando, e qui siamo pure indietro di un’ora. Intanto che aspettiamo il trolley facciamo un giro del museo e ci vediamo uno spettacolo IMAX. Altro giro per i due padiglioni del museo, shopping per me allo store ed arriviamo precisi, precisi. Ovviamente sono tutti a bordo, e rimangono posti separati. L’autista, che fa anche da guida, è un simpatico vecchietto che non si capisce molto, l’accento qua cambia molto. Parla davvero tanto, buona parte delle cose le afferro, ma un po’ di cose le perdo, soprattutto quando scherza. Ad essere sincero rimango un po’ deluso dal giro, pensavo si potesse scendere ad ammirare i pezzi che hanno fuori dal museo, invece non possiamo abbandonare il mezzo ed avendo preso gli ultimi posti, non riesco nemmeno a fotografare bene. I mezzi che hanno fuori sono anche un po’ conciati, nonostante li stiano ristrutturando un po’, i mezzi più vecchi ne risentono parecchio dello scorrere del tempo. Che mi colpiscono di più sono un Constellation militare che serviva come aereo radar, come dimostra la gobba. Altra storia strana che il tipo racconta, tra le tante, è stata quella del C-130 che, unico aereo ad averlo fatto, atterrò su di una portaerei! I vertici si ponevano la domanda se fosse possibile far atterrare un aereo di quella stazza sulla portaerei, e la risposta fu: “sì, ma non è stata una buona idea!”. Altro aereo importante che vediamo è sempre un C-130, ma quello che accompagna i Blue Angels (soprannominato Fat Albert) quando si muovono per delle manifestazioni. Questo ovviamente è stato dismesso, ed ha servito fino all’inizio del secolo. Ah, non l’ho scritto perché ormai lo davo scontato, ma questa base aerea è famosa soprattutto perché è la base di questa pattuglia acrobatica. Fossimo venuti un mese più tardi, avremmo facilmente visto la pattuglia in esercitazione.
Rientrati dalla visita ci dirigiamo alla macchina, e mi dirigo nel punto più vicino dell’Alabama, che di trova su di una lingua di terra, ed arrivando la scopriamo che quella zona viene un po’ chiamata Florabama! Il freddo ormai non ci molla, facciamo un paio di foto, ed è bellissimo fare una foto del cartello del Sunshine State con un fondale di nuvole ininterrotte! Vuoi per il freddo, vuoi per le ore di guida che ci aspettano ci fermiamo davvero poco. La strada è lunga ed arriviamo verso le 23 ad Orlando. Il traffico è bello tosto anche di notte qua, entriamo nell’hotel, diciamo che abbiamo la prenotazione. Faccio lo spelling del cognome ma non ci trova. Momento di panico e poi il tipo ci chiede se siamo all’EconoLodge o al TravelLodge, e scopriamo che siamo nell’hotel sbagliato! Il nostro è in fondo al parcheggio senza indicazioni! Ottimo! Facciamo questi 200mt ed arriviamo all’hotel. Dico che abbiamo una prenotazione ed il tipo ci informa che dobbiamo aspettare 10 minuti perché stanno facendo cambio turno. Tranquillo, tanto non siamo stanchi! Finalmente ci registrano, faccio per firmare la fattura ma qualcosa non torna: il prezzo! Troppo basso! Eh, eh, credeteci! Troppo alto! Faccio notare al tipo che non mi tornano i conti e lui mi dice che ci sono le tasse e le “tasse interne” di 5$ a notte, ma a me sembrava più alto di 100$ circa. Considerate l’ora… Lui verifica, io pure e viene fuori che mi ha accreditato 81$ di troppo. Si scusa e mi dice di ripassare l’indomani per ritirare la ricevuta, perché serve il manager per fare lo storno. Esausto mi fiondo in camera dove mi faccio una doccia bollente per riprendermi dal freddo becco. Le previsioni danno sole per domani, ma non ci credo molto vedendo la pioggia incessante che sta cadendo…

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sabato 14 febbraio 2015

Isola fredda...

Iniziamo a prendere il fuso, complice anche il fatto che ci massacriamo durante il giorno, pertanto la notte si dorme di gusto. Verso le 7 ci alziamo e dovremmo andare verso Sanibel Island. Ci connettiamo al WiFi e vediamo che la temperatura è di 2 gradi! Diciamo che la temperatura non è ideale per fare un bagno, e nemmeno per passeggiare sulla spiaggia alla ricerca di conchiglie, che pare essere il passatempo del posto. Infatti qui si deposita una quantità impressionante di conchiglie sulla spiaggia, in maniera incessante. 
Arrivando all'hotel abbiamo visto un outlet sulla strada, decidiamo di andare li per acquistare qualcosa di più pesante. Una breve occhiata al sito e siamo pronti per fare colazione. Andiamo a prendere un paio di bevande calde al vicino McDonalds e ne approfittiamo per fare il primo pieno alla macchina, tutto è nei pressi del nostro hotel. Ci gustiamo la metà dei cupcakes, molto buoni ma anche tanto dolci, e poi riempiamo di ghiaccio il nostro frigo e partiamo per l’apertura dell’outlet. Ci diamo un tempo massimo e ci dividiamo per ottimizzare i tempi. Io ottengo un buon prezzo alla Levi’s, ma solo dopo aver provato varie misure e modelli che non conoscevo. Infatti non troverò i modelli da me comprati in altri negozi dove passeremo in futuro.
Fatto tutto lo shopping partiamo alla volta dell’isola, ora l’aria si è un po’ scaldata, anche se non è molto calda. La strada non è molta, la vista dalla strada è mozzafiato. Purtroppo abbiamo la sfortuna di beccare una fiera dell’isola e la cosa crea molte code. Per raggiungere la spiaggia dobbiamo attraversare la fiera, pertanto l’oretta di coda o quasi non la possiamo evitare. Raggiunta la spiaggia decidiamo di rimanere un’ora. Vuoi per il freddo, vuoi per il costo del parcheggio… Il posto è molto carino, e quando il vento gelido da un po’ di tregua, si sta anche bene. L’acqua è fresca, ma senza quelle temperature esterne il bagno se lo farebbero in molti! Raccogliamo un po’ di conchiglie, qualche foto e via… Decidiamo di passare per il faro, ma un po’ ci delude, non è che sia bellissimo a vedersi… 
Abbiamo perso un po’ di  tempo e la destinazione finale, ovvero Tampa, è a quasi tre ore d’auto. Volevamo andare a vedere il tramonto a Sarasota, dove dicono che ci sono le spiagge più belle della zona, ma il navigatore ci dice che arriveremmo dopo il tramonto. Andare a vedere una spiaggia, bella quanto vuoi, col buio ed il freddo non ci attira molto, perciò facciamo rotta su Tampa. Grazie al preziosissimo TripAdvisor troviamo anche un posto zozzo dove mangiare le costine. Reimpostato il navigatore, ci dirigiamo verso il posto. La strada è un po’, ma per cena arriviamo. Purtroppo la posizione non è ben indicata, ed è pure l’unica attività che non ha l’insegna luminosa. Lo troviamo quasi per caso. Entriamo affamati, e vediamo che siamo forse gli unici bianchi, il posto è molto spartano ed il profumo davvero ottimo. Punto alla porzione piccola, così come mia sorella, ma mentre io prendo le patate lei prende i fagioli. Devo dire che la carne è ottima, l’unico difetto è la salsa: troppo dolce! Sarà che non siamo abituati ma la salsa BBQ al miele a me non piace molto. Mangio comunque con gusto il mio piatto, il tipo di costina è davvero meritevole dei primi posti sulla classifica della città. Mia sorella ha invece qualche problema con i fagioli, sembrano essere immersi nel miele! Consistenza e sapore sembrano quelli. Unico difetto del posto sono le salse dolci.
Dopo ciò ci dirigiamo al nostro prossimo hotel, che ci ospiterà per un paio di notti. Ci arriviamo in poco tempo, e sembra il classico motel da serial killer… Prese le chiavi ci dirigiamo in camera e subito un tizio più fatto che losco ci avvicina ma lo ignoriamo. Abbiamo anche la fortuna di avere uno dei punti fumo proprio davanti alla nostra camera, e pure i vicini sembrano un tantino strani. Chissene, basta che non facciano casino, e se lo fanno ho sempre i tappi! Sistemiamo le valigie, mettendo nel borsone i souvenir presi sull'isola, e dopo una bella doccia si crolla. Domani ci attende la fiera…

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mercoledì 4 febbraio 2015

Meno sette!

Ed eccoci qua ad una settimana dalla partenza. Un po’ di cambi, un po’ di casini, ma il piano è ora ben delineato. Per Miami alla fine ho trovato un hotel vicino a Miami Beach, sempre con booking. Alla fine AirBnB non aveva grandi occasioni. Per Key West mi era capitata una mezza occasione con AirBnB, un nuovo iscritto, ma nel tempo che mi è servito per leggere cos’era e di collegarmi al portale da un PC, mi avevano soffiato le date. Per ora si sta a Marathon, poi si controllerà se saltano fuori delle offerte sotto data. A Fort Lauderdale alla fine mi sono affidato ad AirBnB, dai commenti parrebbe una buona soluzione. Grande cambio di programma è stato aggiungere Pensacola, sede dei Blue Angels e di uno splendido museo dell’Aviazione della Marina. La deviazione costa parecchie ore di macchina, ma si risparmia su hotel e l'ingresso al museo che è gratuito. Poi saremo a due passi dal confine con l’Alabama, e varcheremo quel confine. Ho messo anche giù un piano per avere idea di quello che faremo, ed aggiornato la cartina.
Possiamo dire che ci siamo, mi separano dalle ferie 4 giorni di lavoro, non troppo pesanti per fortuna. La valigia è già a portata di gatto, e cerco di mettere dentro le cose che mi servono man mano che mi ricordo. Pure l’ESTA è stato approvato per entrambi, e di conseguenza anche i dati sul portale della Swiss. Infatti ho già richiesto il check-in automatico che arriverà sui nostri cellulari 24 ore prima del volo. Impostate pure le preferenze di sedile e pasti per i viaggi. Che manca? Direi nulla! Anzi, una settimana!

venerdì 23 gennaio 2015

Di Tutto!

È successo proprio di tutto. Le cose sembrano mettersi di traverso ma non ci si arrende. Partendo dalla fine della programmazione degli hotel che andava da Fort Lauderdale alle Keys che hanno dei prezzi da fuori di testa, mi sono messo addirittura a riprogrammare la vacanza col camper, ma alla fine vista la poca differenza abbiamo scelto di tenere la macchina, la Florida merita di essere visitata con una macchina tamarra! Il camper mi sa che me lo tengo buono per il Foliage del New England per il prossimo anno.
Altra sfiga è il tasso Euro – Dollaro che oggi è sull’1,13! Mai visto così basso! Speriamo risalga un po’ perché altrimenti arriviamo al pareggio! E per concludere un paio di giorni fa mi arriva una mail da Booking dove mi dicono che il mio Hotel a Miami Beach ha sbagliato ad inserire le tariffe e mi propone un accordo: da 138$ per due notti a 159$ per notte… Mi sono girate un po’ le balle. Non si fa così. Per ora ho accettato la proposta, tanto ho la cancellazione gratuita, ma sto cercando alternative. Sentendo altri viaggiatori, per Miami va benissimo AirBnB, e mi sa che controllerò la stessa cosa per Fort Lauderdale e le Keys. Purtroppo il periodo è di altissima stagione così i prezzi sono alti e le strutture piene. Ma almeno la vacanza sarà bella!
Ovviamente poi si è aggiunto il carico e mi sono beccato un bel febbrone, erano anni che non me lo prendevo così spesso, ma guardiamo il lato positivo, sarò ok per le ferie. Meglio che mi ammali ora che poi mentre sono sotto il sole della Florida!
Ormai il conto alla rovescia è a -19 giorni. La macchina, il volo e l’assicurazione sono pagati e prenotati. Tutte le strutture sono prenotate, anche se ci saranno delle minime modifiche per alcuni hotel, almeno spero di trovarne di più economici. Per il tasso di cambio non ci posso far nulla, la benzina in compenso non costa molto la. La valigia è ancora con tanta polvere sopra, la farò molto probabilmente la sera prima! Tanto per due costumi e quattro magliette che vuoi che sia! Posso quasi dire che ci siamo! La prima vacanza del 2015 è pronta a partire e sarà stupenda!

lunedì 29 dicembre 2014

Metà programmazione andata!

Ed eccoci qui con mezza vacanza prenotata. Siamo arrivati a prenotare gli hotel fino a dopo la giornata che dedicherò al Kennedy Space Center. Per ora il piano di battaglia prevede che dopo esser stati a Miami andremo a vedere la zona nord delle Everglades, e poi un salto a Naples per passare la notte a Fort Meyers. Sosta tattica per passare la giornata successiva a Sanibel Island. Poi si punterà a Tampa per l’annuale fiera dello stato che si svolge qua. Dopo la fiera e la città ci butteremo su Clearwater dove ci sono due parchi: Caladesi Island e Honeymoon Island. Dopo il mare si proseguirà ai parchi, più notti ad Orlando dove abbiamo trovato un buon hotel a delle cifre ridicole! Abbiamo già consigli su che parchi vedere, ed ad occhio faremo uno degli Universal, Epcot di Disney ed uno acquatico. Lasciati i parchi raggiungeremo la destinazione più a nord del nostro itinerario: St. Augustine. La città ha un po’ di storia e qui c’è un bellissimo forte, il Castillo de San Marcos. Torniamo a dormire verso Orlando dato che gli hotel costano decisamente meno che in zona Cape Canaveral. Lungo la via ci fermiamo anche a Daytona, che non ci scappi qualche corsa… Come avrete già intuito poi c’è la visita che vale tutta la vacanza: il Kennedy Space Center! Purtroppo non hanno ancora pubblicato le date dei lanci. Vedremo quando le pubblicheranno se saremo in zona e riusciremo a vedere qualcosa. Dopo la visita al centro spaziale andremo a riposare a Melbourne. Il dopo ha ancora da essere progettato bene. Ma a grandi linee ci sarà una sosta a Ft. Lauderdale (città dove ambientarono uno dei miei film preferiti di quand’ero piccolo), una giornata dedicata agli acquisti in Mall e Outlet, Un salto alle Everglades a sud e naturalmente le Keys. E pure qui ho avuto delle dritte dove mangiare un dolce locale…
Che dire? Siamo a buon punto! Mancano 43 giorni e come progettazione siamo organizzati fino al 23. Di tempo per vedere le Keys, fare shopping, Ft. Lauderdale ce n’è! Mi sa che rischiamo pure di vedere il carnevale a Miami prima di andare via! Stay Tuned!

lunedì 8 dicembre 2014

Assicurazione e primi pernotti

Ed eccoci qui ad approfittare di questo dover rimanere a casa forzato a causa dell’influenza. Ora ho prenotato l’assicurazione sanitaria, dopo aver chiesto vari pareri in giro, ed alla fine ho scelto la World Nomads. L’altra finalista era la Columbus Direct, che ho già usato in passato. Penso che la scelta dell’assicurazione non sia mai facile, ed ho perso parecchio tempo nel leggere recensioni. La differenza di costo era minima, ma l’importante in questo frangente è trovare qualcuno che ne abbia usufruito. E per fortuna non sono molti! Della Columbus non ho trovato nessuno, mentre della WN ho trovato una collega che ha subito una rapina in Sudafrica ed ho letto di un ragazzo che ha avuto dei problemi medici in Canada. Nessun problema per i pagamenti in entrambi i casi. E così alla fine ho siglato la polizza per 195€, tre settimane negli USA e due persone.
Nei giorni passati ho anche bloccato il primo Hotel, visto che arriviamo a Miami ho cercato su Miami Beach. Non vi dico i prezzi, ma alla fine sono riuscito a trovare un hotel sui 120€ per due notti. Ovviamente non c’è dentro il parcheggio che viene 20$/giorno, ma gli hotel che lo comprendevano venivano molto più cari! Poi per ora è bloccato ma fino a due giorni prima lo posso cancellare se trovo qualcosa di meglio. Ho dato un occhio ad AirBnB, ma era un po’ più caro visto che ci aggiungevano pulizie e commissioni. Se non avesse le commissioni lo sceglierei molto più facilmente, alla fine qual è la differenza con la gestione degli altri siti? Alla fine 22€ per una prenotazione di un paio di giorni mi sembrano troppi. Se avessi un gran risparmio ci penserei, chiaro, ma se la cifra è quasi la stessa vado in un hotel dove sono sicuro che i proprietari si fanno gli affari loro e pago al momento del check-in e non mesi prima!
Già che c’ero,  ho controllato sulla guida gli eventi del mese, ed ho visto che a Tampa c’è la fiera nazionale che finisce il weekend dopo il nostro arrivo. Perché non farci un giro? Per ora ho buttato li una prenotazione anche di quella tappa, ma sarà di sicuro da modificare dato che ho simulato il viaggio da Miami e mi da 4 ore di guida… E visto che la fiera finisce il lunedì, si potrebbe anche fare una sosta nel mezzo, magari la Loop Road del Big Cypress (National Preserve) e Shark Valley, che non sarebbe altro che il nord dell’Everglades National Park, che è proprio sulla strada consigliata per andare da Miami a Tampa. E per pernottare magari a Naples!
È ancora tutto “in progress”, anche perché non è ancora uscita la data dei lanci dal Kennedy Space Center. Sicuramente non ci sarà un Delta IV Heavy, sarei in ritardo di più di due mesi per quello, ma ad occhio dovrei riuscire a vedere un Falcon 9. Meglio di niente!