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giovedì 19 ottobre 2017

Key West e Miami Beach

Finalmente in hotel a Key West, la scorsa volta avevo rinunciato per il prezzo davvero elevato, ora avendo prenotato con un ampio anticipo ho trovato un hotel in una zona abbastanza tattica, ad un paio di isolati dalla famosa “boa” più a sud degli States continentali, ad un prezzo accessibile. Ce la giriamo con calma sia di sera che di giorno, come dicevo nel post precedente non c’è casino. Mi ricordo il delirio che c’era l’altra volta, e per me è di sicuro più piacevole così, per i loro affari di sicuro è meglio il delirio. Finalmente riesco a vedere i gatti di Hemingway, quelli con le sei dita. Particolari davvero, anche la sua casa: è piena di pezzi di storia, penso che sia stata una persona geniale, che ha vissuto davvero una vita piena.
Girare con calma la città mi piace, vedere quanti galli e galline ci sono per la città allo stato brado è davvero strano, ma è una città strana. Passiamo davvero una bella giornata a Key West, ma il tempo scorre veloce quando sei in ferie, ed il giorno dopo decidiamo di rientrare a Miami con calma e di goderci il viaggio. Purtroppo oggi il tempo non è con noi, molto nuvoloso e probabilmente piove qui vicino. Decidiamo di goderci questo ultimo viaggio con la Mustang senza tettuccio fino a che il meteo lo consente. Quando mi fermo per alzare la capote, vista la pioggia davvero prossima sulla nostra strada, decido anche di provare l’accelerazione di questa auto. Purtroppo faccio l’errore di non avvisare Valentina, faccio anche l’errore di non guardare che stava facendo, bevendo dell’acqua… Ero troppo preso dal controllare il traffico, inesistente, e possibili pattuglie, nessuna per fortuna. Quando parto sgommando, raggiungo le 70 miglia orarie e poi lascio il gas, pochi secondi con questa bestia, ma abbastanza per attentare alla vita del mio copilota, che si stava strozzando con la bottiglia d’acqua! Inizia a ridere e tossire (più tossire che ridere) e io non capisco il motivo…
Il viaggio verso Miami è lento e tranquillo, purtroppo il tempo peggiora, ed a Miami abbiamo giusto il tempo di fare un giro su Ocean Drive in macchina, prima che la sera si scateni un acquazzone da paura. La sera decidiamo di riposare in hotel, ed avendo pranzato in strada, sul tardi non abbiamo nemmeno la necessità di uscire per mangiare. Il giorno successivo riusciamo a fare una passeggiata sotto un cielo nuvoloso, giusto per vedere un po’ la zona, ma ci restano ancora alcuni acquisti da fare, e non vogliamo arrivare tardi in aeroporto, purtroppo dobbiamo lasciare la città con un tempo non ottimale, ma forse questo ci aiuta a smorzare un po’ la tristezza della fine della vacanza. Fatto tutto quello che dobbiamo, andiamo in aeroporto e ci rilassiamo prima del volo, un volo diretto che in poco più di otto ore ci riporta a casa, la vacanza purtroppo è terminata, questo lungo mese è giunto al termine, e ci vorrà un po’ prima che possa fare un’altra vacanza di questo genere, mi resterà nel cuore questo Coast to Coast, il mio primo…

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lunedì 2 marzo 2015

Key West e Miami

Dopo essere arrivati decidiamo di procedere a visitare la particolare isola di Key West. Cartina alla mano decidiamo di andare a vedere il punto più a sud degli States (ovviamente quelli continentali). Vaghiamo per Duval Street e si nota la pazzia dell’isola. Arriviamo alla “boa” che in realtà non è il punto più a sud, a due passi c’è la villa che si estende un po’ più a sud e verso ovest c’è una base militare dove c’è il vero punto più a sud, realmente è il punto estremo visitabile quella boa. Arriviamo li proprio per il tramonto, spettacolo bellissimo. Da qui decidiamo di andare a vedere il miglio zero della Route 1, ci arriviamo passando vicino alla casa di Hemingway, ma non possiamo visitarla perché è troppo tardi. Fatte un po’ di foto decidiamo di andare a mangiare, oggi siamo stati un po’ leggeri sia per il mare mosso che per la qualità del pranzo offerto. Leggendo su TA vediamo pochi posti economici. Andiamo al primo ed è chiuso, diamo un occhio li vicino e vediamo che i costi sebbene bassi rispetto agli altri posti, sono un po’ troppo gonfiati per i nostri gusti. Valutiamo e decidiamo di andare a mangiare pesce nel posto di ieri sera. È stato ottimo ed a buon prezzo. Mentre ci dirigiamo alla nostra isola a momenti prendiamo un cervo, meno male che si andava rispettando i limiti. Lui come nulla fosse, attraversa piano piano. La cena è ottima come la precedente.
Dopo un sonno ristoratore decidiamo di incamminarci con calma verso Miami, c’era la possibilità di visitare Key West, ma ci sono troppe ore di guida ed è domenica, c’è troppo casino. Ma ci tornerò a visitarla, è un’isola che merita almeno una o due locale, ma qui è tutto maledettamente caro! Alla fine mangiamo bene e la torta merita veramente. Ripartiti abbiamo uno stop a causa di un funerale, una colonna davvero lunga di mezzi dei vigili del fuoco, polizia ed ambulanze. Doveva essere una persona conosciuta sull'isola. Il viaggio fino a Miami è davvero lungo, c’è parecchio traffico, purtroppo è domenica.
notti. Prima di pranzo ci incamminiamo con calma verso Miami, ci fermiamo a Key Largo per pranzare e provare la vera Key Lime Pie. Il locale è caruccio, i prezzi altini per la tipologia di
Arrivati a Miami troviamo il nostro hotel, lasciamo la macchina e ci facciamo un giro con la scusa degli ultimi souvenir. Vediamo subito che la città è cambiata dalla nostra partenza, è decisamente più viva, oltre che ovviamente più calda. Ci sono macchinoni in ogni dove. Facciamo una bella passeggiata sulla spiaggia e facciamo la nostra ultima cena dove abbiamo fatto la prima, ovvero il diner. Ci godiamo la nostra ultima sera a Miami Beach e poi a nanna. Il giorno seguente dopo colazione prepariamo i bagagli e facciamo l’ultimo giro della vacanza per Ocean Drive, prima di andare in aeroporto passiamo al WalMart per gli ultimi acquisti, tanto è attaccato all'aeroporto. Riportiamo la macchina e faccio le foto al contachilometri: oltre 2.560 miglia e oltre 65 ore e mezza di guida! Senza contare l’auto che abbiamo avuto per il primo giorno, ci sarebbero da aggiungere almeno 50 miglia ed un paio d’ore di guida! Decidiamo di portarci le valigie a mano e di tenerci i 10$ che vogliono per un cacchio di carrellino, tanto abbiamo il trenino da prendere. 
Il check-in viene fatto senza problemi, siamo in anticipo di molto, ma non voglio rischiare di perdere il volo. Quando arriva il nostro turno ci imbarchiamo, il volo è un po’ lungo per me che non dormo. A Zurigo non ci sono problemi, attendiamo il nostro volo e mi viene un po’ di abbiocco. In volo notiamo che le Alpi sono più innevate di quando siamo partiti, e vediamo dall'alto il mastodontico Antonov 225 parcheggiato a Malpensa, anche da chilometri di distanza si nota la stazza…
Arriviamo esausti, personalmente ho una piacevole sorpresa all’arrivo, e poi a casa a dormire un po’, sono distrutto.


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venerdì 13 febbraio 2015

Alba, Alligatori e Tramonto

Oggi la sveglia inizia ad essere decente, ci alziamo verso le 6 e decidiamo di andare a vedere l’alba sull’oceano. Le valigie sono già pronte ed in 20 minuti siamo già in viaggio verso Miami Beach, e questa mattina finalmente non troviamo traffico. Ormai sappiamo dove parcheggiare. Decidiamo di andare dubito in spiaggia per vedere l’alba, manca poco. Il cielo è già rosso ed all’ora prevista si inizia a scorgere un punta della grande palla di fuoco, non pensavo di vederlo perché sembrava ci fosse foschia in mare, invece era bello nitido! Bellissimo…
Dopo andiamo a fare colazione, passeggiata sul lungomare, cazzeggio ed alle 10 decidiamo di partire, prima però tappa da 7eleven per prendere il mitico frigo di polistirolo e del ghiaccio per tenere al fresco le bevande acquistate ieri. Il navigatore è impostato per il parco delle Everglades, dove paghiamo l’accesso e parcheggiamo con comodo. Breve passeggiata verso il centro dei Rangers, ci accodiamo per un pezzo alla visita che stanno conducendo dove ci troviamo a due passi da un signor alligatore! Vediamo parecchi adulti, alcuni piccoli, tutti intenti a prendere il sole, e pure un serpentello che si dedica alla tintarella. Oltre ovviamente a parecchi pennuti. Ritornati alla stazione, valutiamo di non prendere il trenino per la torre di osservazione che dista un po’, il costo è troppo altro per il breve giro. Fatto il giro allo store, e spedite alcune cartoline decidiamo di andare a fare un giro sull’airboat. Grazie a Tripadvisor vediamo un posto indietro di un decina di miglia dove hanno anche una cucina a base di “Gator”. Io provo le crocchette di alligatore, che non sono per niente male! E non è vero che sanno di pollo, sanno di alligatore! E’ il suo sapore, delicato ma buono. Se vi capita provatele! Finito di mangiare prendiamo i biglietti ed attendiamo il nostro turno per il giro sulla strana imbarcazione. La guida/comandante è parecchio simpatica. L’accento è un po’ strano, ma capisco quasi tutto, non afferro spesso le battute che fa, ma non sono l’unico vedendo gli altri! Quando lo mette in moto capisco perché ci hanno dato il cotone per le orecchie, fa un casino del boia! Il percorso lo potrebbe fare ormai ad occhi chiusi. Tra una spiegazione ed una evoluzione prosegue il nostro giro di poco più di mezz’ora. Vediamo alcuni alligatori ed uccelli, che spesso fuggono al nostro arrivo non proprio in sordina. Finito il bel giro ci mettiamo in marcia verso la destinazione serale: Naples. Facciamo solo una piccola sosta in un altro parco nazionale e poi ci dirigiamo verso la spiaggia della costa ovest per vedere il tramonto. Troviamo parcheggio senza problemi sulla 5th Avenue ed all’apertura della porta abbiamo una spiacevole sorpresa: c’è vento ed è freddo! Dopo aver capito che non si pagano i parcheggi, ci cambiamo con qualcosa di pesante, o meglio, ciò che di più pesante abbiamo con noi… Ci dirigiamo a piedi verso la spiaggia e decidiamo di andare sul pontile che scorgiamo poco più a sud. Camminare è un po’ difficoltoso tra vento e sabbia ma arriviamo giusto in tempo per il tramonto, meno male perché la resistenza al freddo inizia ad arrivare al limite. Non eravamo preparati a trovare freddo qua! Il tramonto è davvero bello, poi torniamo alla macchina passando per la strada parallela alla costa, così siamo riparati dal vento e ci vediamo delle splendide case. Facciamo un giro per le vie intorno alla macchina e vediamo che il posto è parecchio da fighetti, non troviamo nemmeno un posto che venda cartoline. Facciamo però shopping di cupcakes in un negozio che vende solo quello! La colazione di domani è presa. Grazie a TripAdvisor troviamo un posto un po’ grezzo ed economico specializzato in hot dogs. A poche strade dalla via dove abbiamo parcheggiato, troviamo il posto, ci accolgono in maniera molto calorosa e ci accomodiamo. Ovviamente dobbiamo prendere un dog! Scelgo i condimenti e quando mi chiede se da 6 o 12, non essendo molto pratico di misure imperiali dico 12, fate voi la conversione! Purtroppo il cibo ha battuto l’uomo un questa puntata. Era davvero troppo! 
Rientriamo alla macchina e puntiamo verso l’hotel a Fort Meyers. Caruccio da fuori, non mi sembra di sentire treni di passaggio… Entriamo e troviamo una sorpresa: il telefono squilla e non c’è nessuno. Non c’è nessuno nella hall, poi arrivano altri clienti e leggiamo che l’addetto è a portare alcuni clienti all’aeroporto e tornerà quanto prima. In mezzora iniziamo ad essere più di una decina di persone. Poi tutti a chiedere a me, cacchio mica lavoro qua e poi non vi capisco nemmeno bene. Ma le domande sono sempre le stesse: “Ma non c’è nessuno?”, “Avete provato a telefonare?”, “Siete qui da tanto?”, “Siete i primi?” ed io aggiungo “Un Fiorino!” Dopo quasi 40 minuti arriva la tipa bella in carne che per fare 50 metri ha già il fiato corto. Arriva e con poca gentilezza dice a tutti di preparare documenti e carta di credito, risponde al telefono dicendo di chiamare dopo che ora non ha tempo ed ha tanta gente al bancone. Per fortuna siamo i primi e scappiamo in camera sentendo il borbottio, giusto, di tutti gli altri. Il tempo di aprire la valigia, farsi una doccia e crollo tra le braccia di Morfeo in 5 minuti…

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giovedì 12 febbraio 2015

I venti cambiano


Ed eccoci al risveglio, al primo risveglio in Florida! Non è presto, di più! Ad occhio sono le tre, tre e mezza al massimo. Mia sorella si sveglia dopo poco. Un po’ sfasati dal fuso ma soprattutto dai casini. 
La cosa che mi ricordo è che ho sognato tutta notte treni, mamma quanti! Visto che tanto ormai siamo svegli decidiamo di dare un occhio al sito rentalcars per vedere se la Ford Focus e la Dodge Avenger sono della stessa categoria. Ovviamente non lo sono, allora di decido di chiamare il servizio clienti, per fortuna che da poco sono passato a Tim ed ho attivato proprio ieri “Tim in viaggio pass” che mi lascia 150 minuti in chiamata, altrettanti in ricezione, 300 SMS e 500 MB di traffico. Me ne brucio un po’ per chiamare, ma dopo una lunga attesa mi confermano che la macchina non è corretta, e che ho due opzioni: rimborso a fine vacanza o sostituzione presso l’aeroporto. Nel caso abbia problemi potrei sempre richiamarli dal bancone per far parlare loro con il tizio. Speriamo non serva! Alle 5 prendiamo la macchina, impostiamo il navigatore e capisco perché ho sognato treni tutta notte… Abbiamo la ferrovia dietro all’hotel, e non so se siete pratici di treni merci americani, ma vi assicuro che fanno un casino del boia! Arrivati prestissimo in aeroporto cerchiamo con difficoltà dove riportare le macchine, ed alla fine troviamo il posto. Al tipo del ritiro spiego il problema, lui dice che sono la stessa cosa. Gli rispondo che ho già parlato col mio broker e che non è così. Tiriamo via tutto dalla macchina e torniamo al quarto piano, agli uffici. Spiego il problema ed anche lui mi dice che sono della stessa categoria, appena accenno alla chiamata che ho fatto a rentalcars mi dice che non ci sono problemi e mi stampa un nuovo modulo. Scendiamo e finalmente la macchina è quella giusta. Carichiamo le nostre cose e ci dirigiamo verso un Walmart per fare spese, ne avevo impostato uno a pochi minuti dall’aeroporto aperto 24/7. La cosa che ci sorprende è che ci sono un botto di persone nonostante non siano neppure le sei! Facciamo un po’ di provviste, girando in lungo ed in largo prendendo cose utili, cose un po’ meno utili e guardando le cose veramente strane che ci sono nelle loro giganti corsie.
Alla fine usciamo che ha appena albeggiato, decidiamo di dirigerci verso Miami Beach. Parcheggiamo e scopriamo che fino alle 10 non si paga il parcheggio, paghiamo per rimanere fino a quasi alle 14 ed andiamo a fare colazione da Starbucks, e poi passeggiata sulla spiaggia. Giriamo un po’ per le vie e decidiamo di andare a vedere Little Havana. Prima però andiamo a mangiare velocemente alla Sandwicherie, dove mi prendo una bella Caesar Salad con gamberetti. Già che ci siamo prendiamo anche i francobolli per le cartoline, ci portiamo avanti. Un po’ cotti ci dirigiamo Prima in un negozio di animali, e poi alla AAA (American Airlines Arena), stadio dei Miami Heat. Tra il parcheggio e lo store vediamo un gruppo di veicoli dell’FBI. Fatto un po’ di shopping ci rechiamo alla Calle Ocho, e grazie alla cartina sbagliata, nonostante abbiamo parcheggiato a due passi dalla zona per i turisti, andiamo dalla parte opposta, entrando nella vera Little Havana per un paio di chilometri, vedendo case caratteristiche e gente molto strana. Alla fine torniamo sui nostri passi e ci vediamo la parte turistica della via. Quasi allo scadere del parcheggio andiamo a recuperare la macchina e ci dirigiamo al Dolphin Mall, devo prendere delle scarpe più leggere, quelle del viaggio mi stanno ammazzando, ed in Italia non ero riuscito a trovare scarpe da viaggio leggere. E ne approfittiamo per un giretto. Entriamo dal lato giusto, e non è cosa da poco viste le dimensioni del posto. Già solo nel negozio di caccia e pesca ci perdiamo, è una cosa enorme. Usciti da li andiamo subito in un grande negozio multimarca che tratta abbigliamento sportivo. Io riesco a trovare le scarpe che cercavo, e pure mia sorella trova qualcosa . Torniamo alla macchina e con grande goduria cambio le scarpe, nel mentre tutti si fermano a chiederci se ce ne andiamo, c’è una quantità di macchine che girano alla ricerca di parcheggio che fa paura. Rientriamo e giriamo per un po’ il mall, ad un certo punto, affamati, mangiamo in un fast food messicano e ce ne andiamo. Io non ce la faccio più, è sera inoltrata e sono distrutto.
Arrivati in hotel, guardiamo meglio la camera e ci accorgiamo che le finestre sono chiuse ma dal rumore che entra è come se non lo fossero, la luce entra e le veneziane è meglio non toccarle. Altra doccia prima di andare a letto e mi rendo conto del perché siamo così stanchi. Grazie al contapassi del cellulare scopro che ci siamo sparati la bellezza di 23km! Prima di crollare sento il treno, e per non ripetere l’esperienza della notte precedente mi metto i tappi nelle orecchie! Crollo in neanche 5 minuti!

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mercoledì 11 febbraio 2015

Il giorno più lungo e travagliato

Ed eccoci al primo giorno di vacanza…
La sveglia suona veramente presto, verso le 3… Sono un po’ in ansia per le partenze ed ho la paura di perdere il volo, e di conseguenza la vacanza, pertanto meglio perdere qualche decina di minuti di sonno. Prima di uscire controllo bene tutta la casa, se ho impostato tutto correttamente per la mia assenza (termostati, angolo gatto, porte, etc). Metto le ultime cose in valigia e nello zaino e parto. Mia sorella è già sveglia pure lei, ed in poco passo a recuperarla visto il deserto che c’è per le strade. Arriviamo in aeroporto con largo anticipo, lascio lei al T1 mentre io vado a lasciare l’auto al T2, ovviamente appena arrivo alla fermata della navetta vedo che è partita 5 minuti prima, e la prossima è dopo 25 minuti. Pazienza, arrivo presto anche per questi piccoli inconvenienti. Il terminal dorme ancora, la compagnia che ormai è padrona del vecchio terminal non ha voli notturni, pertanto girano solo pochi individui. Verso l’ora che prevede la partenza della navetta non si vede ancora nulla… Provo a mettermi sull’angolo e non vedo arrivare dal T1 alcun mezzo, ma vedo andare verso il T1 la navetta… Arrivava dal parcheggio, mi aspetto che torni indietro ma purtroppo procede verso il terminal 1… Panico, ha saltato la fermata e ripassa dopo mezz’ora, ci starei dentro ma con poco margine. Possibile che la mia vacanza si rovini a causa di un autista che non ha voglia di iniziare la corsa alla fermata giusta perdendo 2 minuti? Avessi iniziato ad andare a piedi sarei già quasi arrivato. Mi fossi messo una fermata più avanti l’avrei presa… Coi se e coi ma non si va da nessuna parte… Allora prendo ed inizio a farmela di corsa, augurando ogni bene all’autista. Dopo un 5 minuti scarsi vedo la navetta che mi passa ma nella direzione contraria, allora mi piazzo ad una fermata, un po’ ansimante sperando che ripassi in fretta. Non ce l’avrei fatta a mantenere il ritmo per tutta la strada, e non ce l’avrebbero fatta i vicini di sedile a reggere me… Dopo poco ripassa la navetta, ed arrivo al T1, nessuna coda al Check-in Swiss dove mostriamo carte d’imbarco digitali e passaporto. Le valigie vengono imbarcate senza problemi e ci dirigiamo ai controlli. Poca gente ancora, ma man mano che procediamo vediamo un aumento della lunghezza delle code, passati appena prima della ressa. Leggiamo il gate e ci rimane tempo per una colazione veloce. Ci rechiamo al gate poco prima che arrivino gli operatori, tanto per gustarci strani personaggi che si agitano per non so quale problema. Si comportano come se fossimo in ritardo, mentre siamo  in netto anticipo. La gente non è mai contenta… Salendo sul bus sentiamo l’aria frizzante di Malpensa per l’ultima volta, l’imbarco procede come sempre con la coda all’italiana, ma essendo un jumbolino si sale in fretta pur essendo ultimi. Una volta saliti, pronti e via. Siamo sopra le alpi in poco tempo, ed il volo è veramente breve. Arriviamo a Zurigo con un buon margine di anticipo, ed ancora non sappiamo il gate giusto. Dopo poco appare e passiamo il controllo passaporti. Dal gate si può già vedere il mezzo che ci porterà al caldo, ed inizia ad arrivare un po’ di gente. Dopo poco arrivano anche gli addetti che controllano se l’ESTA è a posto e dopo poche domande passiamo di nuovo sui divanetti con un foglio timbrato che attesta che possiamo entrare negli USA. Nel giro di poco inizia l’imbarco e siamo tra i primi dato che siamo nelle ultime file. A bordo mi presento al collega e dopo due chiacchiere torno al mio posto. Ormai si parte, era da tanto che non facevo una trasvolata del genere, e forse per questo mi passa ancora meno, nonostante il pasto, i film, le chiacchiere coi colleghi. Odio volare, non so che fare e mi annoio, e poi prendo il fuso a fatica… Fatto sta che si arriva, atterriamo spaccando il minuto. Mi aspettavo una ressa incredibile ai controlli dei passaporti ma passiamo in neanche 5 minuti. Sono piacevolmente sorpreso! Usciti su suolo americano grazie al WiFi avvisiamo a casa e poi ci dirigiamo a ritirare la nostra vettura.
E qui l’odissea ha inizio, non chiederò mai più un upgrade al bancone. Arrivati al bancone della Budget, veniamo serviti subito, ma forse avrei fatto meglio ad arrivare due minuti prima o dopo… Il nostro addetto ci accoglie e dopo i soliti saluti gli faccio presente che abbiamo una prenotazione con rentalcars, gli passo il foglio dove lui recupera il codice e qui cominciano i problemi. Dopo un po’ riesco a fargli capire che noi abbiamo prenotato una macchina con due autisti ed il pieno di carburante. Sembra afferrare, ci propone un upgrade con una cabrio, ce l’aspettavamo e chiediamo quanto ci costa. 130$, la differenza sul sito era sui 200€, ci eravamo dati come limite 150€ pertanto, nonostante il cambio pessimo, ci pare un buon prezzo. Ma prima di procedere voglio essere sicuro sul prezzo e gli chiedo conferma che sia per tutto il periodo, anche aiutandomi con i gesti dato che avevo capito che non era molto sveglio, e che fosse di madrelingua spagnola. Avendo anche provato mia sorella a parlargli in spagnolo e vedendo che questo risponde in inglese sono andato avanti io a parlargli in inglese. Questi conferma che la cifra è per il periodo. Cacchio, in giro per la Florida con una Mustang cabrio per 20 giorni a 130$ è un affare! Arriva il momento di firmare e qualcosa mi colpisce, una piccola parolina, o meglio cifra: circa 2.700$, chiedo spiegazioni prima di firmare, ed indovinate che mi dice? Per l’upgrade! I 130$ sono al giorno! Ed a quel punto parte l’embolo, faccio notare che avevo chiesto prima se era al giorno o per il periodo e lui mi avesse detto che era per il periodo. “allora non la volete?”, l’embolo è sempre più in alto… Gli dico ancora in maniera cortese di darci la macchina che abbiamo prenotato, niente upgrade. Prova a spararci 90$ al giorno ma gli diciamo che vogliamo la nostra macchina, siamo stanchi e non vogliamo altro. Non scherzo ma ci mette quasi un’ora a fare il downgrade della macchina, ad occhio lavorava li da due giorni. Alla fine arriva il momento di firmare le carte, finalmente, ma alla seconda pagina leggo che devo riportare l’auto col pieno. Ho pagato il pacchetto (non poco) per due guidatori ed un pieno di carburante e voglio quello! Gli faccio presente che gli ho fatto notare che all’inizio (purtroppo non poco prima) gli avevo già detto che avevamo il pacchetto. “Yes Yes, sorry sorry” e si rimette a battere sulla tastiera. Dopo più di 5 minuti sembra fatta. Prima pagina ok, seconda pagina no, ancora la stessa dicitura… Lo faccio notare ancora, un po’ spazientito, “sorry sorry” ancora e via che si rimette a digitare per più tempo. In realtà passava più tempo con whatsapp, però il tempo passa. Arriviamo ancora alla prima schermata, firmo, per la seconda indovinate? Ancora la stessa dicitura. A quel punto gli chiedo se mi sta prendendo in giro. Panicato chiama la manager, parlano tra di loro in spagnolo davanti al monitor, e dopo alcune prove lei mi dice che il sistema non permette di cambiare la dicitura, ma che a sistema è segnato che la posso portare col serbatoio vuoto. Potrei stare zitto e poi se mai avessi addebiti mi rivolgerei a rentalcars, ma non mi sta bene, ormai sono due ore che sto li. Gli chiedo di avere qualcosa di scritto, visto che sto firmando per un pieno-pieno e non pieno-vuoto. Mi dicono che mi firmano le copie una volta stampate. Alla fine ce la facciamo a stampare il tutto, e mi da la piazzola dove ritirare la macchina, ormai esausti ci rechiamo due piani sotto, chiedo per sicurezza al tizio se devo prendere la macchina senza dar nulla a lui, e mi dice che il controllo viene fatto prima dell’uscita. Le chiavi sono già inserite. Bene, non ci resta che cercare la macchina, non è difficile no? Invece si! Primo la piazzola è sotto AVIS e non Budget, secondo non c’è nessuna vettura. Ritorno dal tipo del garage e faccio notare che la piazzola è AVIS, “ma non è un problema” mi dice lui, “che la macchina non ci sia invece si” gli dico io. Prende in mano i fogli e lamentandosi, ad occhio dello sveglione di due piani sopra, ci assegna un’altra macchina. Arriviamo alla piazzola e vediamo una Ford Focus, mi pare più piccola della Dodge Avenger che ho chiesto. Faccio il giro, vedo i problemi e torno dal tipo che mi dice che i danni li annotano all’uscita e che le due auto sono della stessa categoria. Ormai stremato, dopo due ore e mezza, me ne vado ripromettendomi di controllare poi. Prima di uscire ci controllano documenti e danni e siamo sulle strade della Florida. Ormai oltre le 17 troviamo strade trafficate e riusciamo ad arrivare in hotel alle 18.05. Scarichiamo i bagagli, lascio il mio documento al tipo e dico che abbiamo una prenotazione. Sapete che mi dice? Che è stata cancellata alle 18! Chiedo spiegazioni e mi dice che mi è stata mandata una mail perché non passava la carta. La mattina. Gli faccio presente che quando loro mi hanno mandato la mail io ero in volo, e che non potevo controllarla fino a quel momento. Nel frattempo i migliori auguri partivano verso il tizio dell’autonoleggio. Mi dice anche che il sistema in automatico ha rimesso in vendita la camera e che è già stata acquistata su booking. Che fare? Oltre che ad imprecare, mi metto a cercare hotel per quelle due notti in zona tramite varie app. I prezzi sono abbastanza esorbitanti. Dopo una mezz’ora il tipo dice che ha una camera per noi, non so come, ma ce l’ha trovata. Probabilmente si rendono conto della cazzata e ce ne trovano una alla stessa cifra che avevamo. Ovviamente secondo piano senza ascensore, ma ormai che problema è? Ci facciamo una doccia, o meglio, ci proviamo. Pronto ad entrare in doccia dopo aver aperto la valigia, vedo che non ci sono asciugamani. Mia sorella vuole usare i nostri ma le faccio notare che questi ce li fanno pagare se non li trovano a fine soggiorno, e pure tanto. Va giù lei, torna e ridiamo. Il tizio della reception viene soprannominato “Pausamerda”, chi ha visto American Pie capirà, il tizio non c’è, ha lasciato il biglietto che è in pausa perché è in bagno e becca pure il corriere che le chiede se abita li e se è via da tanto il tizio. Dopo 20 minuti lo troviamo e ci facciamo la doccia, finalmente! La camera? Beh, ve la racconto poi questa. Decidiamo di muoverci a Miami Beach per cena, e per non andare a letto subito. Decidiamo di andare al Diner dell’undicesima strada, arriviamo senza problemi, parcheggiamo e paghiamo per un’ora. Il posto non è male, veniamo serviti in fretta e mangiamo con gusto. Due passi per le vie in zona ma ad una certa non ce la facciamo più. Torniamo all’hotel e crolliamo distrutti…

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venerdì 23 gennaio 2015

Di Tutto!

È successo proprio di tutto. Le cose sembrano mettersi di traverso ma non ci si arrende. Partendo dalla fine della programmazione degli hotel che andava da Fort Lauderdale alle Keys che hanno dei prezzi da fuori di testa, mi sono messo addirittura a riprogrammare la vacanza col camper, ma alla fine vista la poca differenza abbiamo scelto di tenere la macchina, la Florida merita di essere visitata con una macchina tamarra! Il camper mi sa che me lo tengo buono per il Foliage del New England per il prossimo anno.
Altra sfiga è il tasso Euro – Dollaro che oggi è sull’1,13! Mai visto così basso! Speriamo risalga un po’ perché altrimenti arriviamo al pareggio! E per concludere un paio di giorni fa mi arriva una mail da Booking dove mi dicono che il mio Hotel a Miami Beach ha sbagliato ad inserire le tariffe e mi propone un accordo: da 138$ per due notti a 159$ per notte… Mi sono girate un po’ le balle. Non si fa così. Per ora ho accettato la proposta, tanto ho la cancellazione gratuita, ma sto cercando alternative. Sentendo altri viaggiatori, per Miami va benissimo AirBnB, e mi sa che controllerò la stessa cosa per Fort Lauderdale e le Keys. Purtroppo il periodo è di altissima stagione così i prezzi sono alti e le strutture piene. Ma almeno la vacanza sarà bella!
Ovviamente poi si è aggiunto il carico e mi sono beccato un bel febbrone, erano anni che non me lo prendevo così spesso, ma guardiamo il lato positivo, sarò ok per le ferie. Meglio che mi ammali ora che poi mentre sono sotto il sole della Florida!
Ormai il conto alla rovescia è a -19 giorni. La macchina, il volo e l’assicurazione sono pagati e prenotati. Tutte le strutture sono prenotate, anche se ci saranno delle minime modifiche per alcuni hotel, almeno spero di trovarne di più economici. Per il tasso di cambio non ci posso far nulla, la benzina in compenso non costa molto la. La valigia è ancora con tanta polvere sopra, la farò molto probabilmente la sera prima! Tanto per due costumi e quattro magliette che vuoi che sia! Posso quasi dire che ci siamo! La prima vacanza del 2015 è pronta a partire e sarà stupenda!

lunedì 8 dicembre 2014

Assicurazione e primi pernotti

Ed eccoci qui ad approfittare di questo dover rimanere a casa forzato a causa dell’influenza. Ora ho prenotato l’assicurazione sanitaria, dopo aver chiesto vari pareri in giro, ed alla fine ho scelto la World Nomads. L’altra finalista era la Columbus Direct, che ho già usato in passato. Penso che la scelta dell’assicurazione non sia mai facile, ed ho perso parecchio tempo nel leggere recensioni. La differenza di costo era minima, ma l’importante in questo frangente è trovare qualcuno che ne abbia usufruito. E per fortuna non sono molti! Della Columbus non ho trovato nessuno, mentre della WN ho trovato una collega che ha subito una rapina in Sudafrica ed ho letto di un ragazzo che ha avuto dei problemi medici in Canada. Nessun problema per i pagamenti in entrambi i casi. E così alla fine ho siglato la polizza per 195€, tre settimane negli USA e due persone.
Nei giorni passati ho anche bloccato il primo Hotel, visto che arriviamo a Miami ho cercato su Miami Beach. Non vi dico i prezzi, ma alla fine sono riuscito a trovare un hotel sui 120€ per due notti. Ovviamente non c’è dentro il parcheggio che viene 20$/giorno, ma gli hotel che lo comprendevano venivano molto più cari! Poi per ora è bloccato ma fino a due giorni prima lo posso cancellare se trovo qualcosa di meglio. Ho dato un occhio ad AirBnB, ma era un po’ più caro visto che ci aggiungevano pulizie e commissioni. Se non avesse le commissioni lo sceglierei molto più facilmente, alla fine qual è la differenza con la gestione degli altri siti? Alla fine 22€ per una prenotazione di un paio di giorni mi sembrano troppi. Se avessi un gran risparmio ci penserei, chiaro, ma se la cifra è quasi la stessa vado in un hotel dove sono sicuro che i proprietari si fanno gli affari loro e pago al momento del check-in e non mesi prima!
Già che c’ero,  ho controllato sulla guida gli eventi del mese, ed ho visto che a Tampa c’è la fiera nazionale che finisce il weekend dopo il nostro arrivo. Perché non farci un giro? Per ora ho buttato li una prenotazione anche di quella tappa, ma sarà di sicuro da modificare dato che ho simulato il viaggio da Miami e mi da 4 ore di guida… E visto che la fiera finisce il lunedì, si potrebbe anche fare una sosta nel mezzo, magari la Loop Road del Big Cypress (National Preserve) e Shark Valley, che non sarebbe altro che il nord dell’Everglades National Park, che è proprio sulla strada consigliata per andare da Miami a Tampa. E per pernottare magari a Naples!
È ancora tutto “in progress”, anche perché non è ancora uscita la data dei lanci dal Kennedy Space Center. Sicuramente non ci sarà un Delta IV Heavy, sarei in ritardo di più di due mesi per quello, ma ad occhio dovrei riuscire a vedere un Falcon 9. Meglio di niente!