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mercoledì 18 ottobre 2017

Verso le Keys attraverso le Everglades

Ed è ora di abbandonare Fort Lauderdale, ci dirigiamo verso Key West, ma all’altezza di Miami facciamo una puntata verso ovest, vogliamo fare un giro alle Everglades, conosco un posto che mi era piaciuto molto. Arrivati a Coopertown facciamo il giro su una AirBoat, quelle classiche che vedevate nella serie CSI Miami. Molto bella e molto rumorosa. Prima di salire però c’è il classico giro nel loro Zoo dove hanno esemplari piuttosto massicci di “Gators”, un ragazzo ci spiega un po’ di cose riguardo a questi animali, e ci fa fare delle foto con i cugini serpenti oltre che con un piccolo alligatore.
Il giro purtroppo è infruttuoso, si sta andando verso l’inverno e le bestie sono un po’ letargiche, è difficile vederle in giro, mi pare strano visto il caldo che fa, ma pazienza, il giro in barca è comunque bello.
Terminato il giro ci concediamo uno spuntino a base di alligatore, facciamo un po’ di chiacchiere con la ragazza del locale, visto il periodo tranquillo ha più tempo da dedicare ai clienti. È entusiasta del fatto che ci ero stato qualche anno prima e che ci ho portato altre persone oltre che esserci tornato e si scusa per periodo letargico degli alligatori.
Torniamo a Miami e ci dirigiamo a sud, direzione Key West. Qui è passato un uragano (Irma) un mesetto fa. Sulla strada notiamo dei cumuli di macerie che vengono portati verso la terraferma, questi cumuli vengono alimentati dai locali che stanno ripulendo dai detriti le proprietà, e vedendo la dimensione si intuisce i danni provocati dalla natura. Lungo la strada facciamo alcune soste per ammirare il paesaggio e per fare due passi. Arrivati a Key West non ci sono praticamente segni del terribile uragano, rimaniamo impressionati da come sia quasi tutto a posto. L’unica cosa che mi pare strana è la poca gente rispetto a quella che vidi nel 2015. Mi sa che parecchia gente ha ripiegato verso altri posti per non incorrere in possibili disagi.

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sabato 14 ottobre 2017

Gators

Il programma di oggi è una bella gita in barca, nel Pearl River, per cercare gli alligatori. Abbiamo dormito ad una decina di minuti dal punto di partenza, un buon compromesso tra la giornata a New Orleans di ieri, la gita di oggi ed il costo della camera. Arriviamo con un ampio margine di anticipo, non si sa mai che ci mettano sulla barca di oggi, visto che ogni minuto è prezioso. Dopo la gita dovremo arrivare fino in Florida. Ciò comporta partire dalla Louisiana, attraversare il Mississippi e lo stato dell’Alabama (non interamente, ma la zona costiera) ed infine farci un bel pezzo di Florida, fin dove inizia a diventare una penisola. Ad occhio sono quasi 700km, una bella tirata. 
La nostra gita parte puntuale, quella prima è un altro tipo di giro, e non possiamo aggregarci. Scopriamo che questo non è il periodo ideale per vedere gli alligatori, siamo quasi in inverno e diventano letargici, per me fa un caldo porco, ma io non sono un animale a sangue freddo e non dico nulla. Iniziamo il giro percorrendo il fiume alla ricerca di antichi mostri. Ci sono le solite raccomandazioni, chi è a destra stia a destra e chi è a sinistra stia a sinistra altrimenti ci si cappotta, lui farà il possibile per far vedere da entrambi i lati il più possibile. Nel frattempo la nostra guida ci descrive il fiume dove ci troviamo, della palude che attraversa (e che ha creato), di Katrina che ha devastato la zona nel 2005, degli abitanti del fiume. Vediamo appunto delle palafitte, una volta erano prime case, ora sono quasi tutte delle seconde case. In prossimità di questi centri abitati si deve rallentare un po’, per non creare troppe onde sulle case e non far urtare troppo i motoscafi ormeggiati. Vediamo anche un bel ponte levatoio ancora funzionante, fa alzare una statale per farci passare sotto le auto, vedendo tutta quella ruggine non avrei creduto funzionasse. Arrivati nella vera e propria palude iniziamo a vedere alcuni alligatori, e vediamo che come esca usano marshmallow! Dicono che ha la stessa consistenza della carne e così non serve usarla. Temo che da quelle parti ci sia un problema di diabete per gli alligatori! Più avanti vediamo anche degli orsetti lavatori, molto ghiotti di caramelle gommose, ma non si azzardano ad entrare in acqua, qualcuno in passato ha fatto una brutta fine e non sono stupidi, sanno il periodo in cui gli alligatori sono in letargo, ed è ancora un filino presto. Rientriamo alla base, ed il pilota prova a cercare degli alligatori che vivono proprio vicino al loro molo, credo che siano i più addestrati e di conseguenza con un tasso di zucchero nel sangue molto alto! Riusciamo ad ammirarli mentre escono dall’acqua per conquistarsi il meritato premio. Il giro è stato molto interessante, ma è ora di partire per il nostro lungo viaggio verso lo stato dove risplende il sole.

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giovedì 26 febbraio 2015

Everglades, again...

Ed oggi lasciamo Fort Lauderdale. Dopo una veloce colazione da Starbucks saltiamo in macchina e ci dirigiamo verso Miami, La destinazione non è la città, ma la Cheesecake Factory in un mall appena fuori. Arriviamo per il mezzogiorno, e decidiamo di pranzare con una bella fetta di cheesecake, mia sorella prende quella classica, mentre io prendo quella agli Oreo. Sono convinto di prendere una versione di quella normale con il fondo fatto con i famosi biscotti che fanno da fondo. Errore, è una fettazza di torta enorme con gli Oreo ed il cioccolato ovunque. Inutile dire che non riesco a finirla, arrivo solo oltre la metà e poi mi arrendo. Rotolando ci dirigiamo alla macchina ed andiamo a vedere le Everglades del sud. Il punto di arrivo è Flamingo Visitors Center. Il tragitto non è corto, ma alla fine arriviamo, purtroppo dobbiamo ripagare i 10$ perché dal primo accesso è passata più di una settimana. Lo spettacolo è bello, da qui si iniziano a vedere le Keys, i colori cambiano. Chiedo ad un Ranger se è possibile vedere i Flamingos, o Fenicotteri Rosa in italiano. Purtroppo siamo in ritardo di due o tre mesi.
Un po’ di giri in giro e foto e riprendiamo la macchina per avviarci verso l’hotel. Lungo la strada ci fermiamo qualche volta. In una di queste soste visitiamo il Mahogany Hammock Trail, che permette di visitare una foresta nel mezzo della palude. Carino e rinfrescante. Qui è possibile fare un tour.
La sosta più bella è però quasi alla fine del parco, Il Royal Palm Visitor Center. Arriviamo che è quasi al tramonto, iniziamo a fare il piccolo percorso che inizia da questo punto, e per la prima volta vediamo sti cacchio di gators che si muovono un po’. Sono veramente attivi, faccio un po’ di foto ed anche dei video. Ci rimaniamo un po’, è pieno di gente che ci dice di andare da una parte o da un’altra. Ma dev'essere l’ora magica. Vediamo una gran quantità di alligatori che nuotano, un bel po' di uccellacci, ai quali passiamo molto vicini senza che si scompongano molto. Anche qui potete fare un tour virtuale. Dopo un’oretta ci dirigiamo al nostro hotel, un po’ stanchi. Siamo ad Homestead, alle porte delle Keys, ed oggi ci tocca la lavatrice. Purtroppo devo chiedere un cambio di camera per la puzza di fumo, la seconda va bene. Poi vado a chiedere un cambio monete per la lavatrice, ma non hanno il detersivo. Allora mi indirizzano ad un negozietto dall’altra parte delle 4 corsie. Preso il tutto torniamo e mi accorgo che il nostro hotel è anche un locale di spogliarelli! Che ridere!
Dopo aver lavato tutto decidiamo di andare a mangiare in un localino ad un chilometro, è un hotel ristorante a gestione famigliare, scelgo una caesar salad con bistecca e devo dire che è davvero buona! Stasera decido di bere una birra dato che non devo guidare e nella scelta vengo aiutato da un ospite del bar su richiesta della proprietaria. Davvero gente gentile.


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venerdì 13 febbraio 2015

Alba, Alligatori e Tramonto

Oggi la sveglia inizia ad essere decente, ci alziamo verso le 6 e decidiamo di andare a vedere l’alba sull’oceano. Le valigie sono già pronte ed in 20 minuti siamo già in viaggio verso Miami Beach, e questa mattina finalmente non troviamo traffico. Ormai sappiamo dove parcheggiare. Decidiamo di andare dubito in spiaggia per vedere l’alba, manca poco. Il cielo è già rosso ed all’ora prevista si inizia a scorgere un punta della grande palla di fuoco, non pensavo di vederlo perché sembrava ci fosse foschia in mare, invece era bello nitido! Bellissimo…
Dopo andiamo a fare colazione, passeggiata sul lungomare, cazzeggio ed alle 10 decidiamo di partire, prima però tappa da 7eleven per prendere il mitico frigo di polistirolo e del ghiaccio per tenere al fresco le bevande acquistate ieri. Il navigatore è impostato per il parco delle Everglades, dove paghiamo l’accesso e parcheggiamo con comodo. Breve passeggiata verso il centro dei Rangers, ci accodiamo per un pezzo alla visita che stanno conducendo dove ci troviamo a due passi da un signor alligatore! Vediamo parecchi adulti, alcuni piccoli, tutti intenti a prendere il sole, e pure un serpentello che si dedica alla tintarella. Oltre ovviamente a parecchi pennuti. Ritornati alla stazione, valutiamo di non prendere il trenino per la torre di osservazione che dista un po’, il costo è troppo altro per il breve giro. Fatto il giro allo store, e spedite alcune cartoline decidiamo di andare a fare un giro sull’airboat. Grazie a Tripadvisor vediamo un posto indietro di un decina di miglia dove hanno anche una cucina a base di “Gator”. Io provo le crocchette di alligatore, che non sono per niente male! E non è vero che sanno di pollo, sanno di alligatore! E’ il suo sapore, delicato ma buono. Se vi capita provatele! Finito di mangiare prendiamo i biglietti ed attendiamo il nostro turno per il giro sulla strana imbarcazione. La guida/comandante è parecchio simpatica. L’accento è un po’ strano, ma capisco quasi tutto, non afferro spesso le battute che fa, ma non sono l’unico vedendo gli altri! Quando lo mette in moto capisco perché ci hanno dato il cotone per le orecchie, fa un casino del boia! Il percorso lo potrebbe fare ormai ad occhi chiusi. Tra una spiegazione ed una evoluzione prosegue il nostro giro di poco più di mezz’ora. Vediamo alcuni alligatori ed uccelli, che spesso fuggono al nostro arrivo non proprio in sordina. Finito il bel giro ci mettiamo in marcia verso la destinazione serale: Naples. Facciamo solo una piccola sosta in un altro parco nazionale e poi ci dirigiamo verso la spiaggia della costa ovest per vedere il tramonto. Troviamo parcheggio senza problemi sulla 5th Avenue ed all’apertura della porta abbiamo una spiacevole sorpresa: c’è vento ed è freddo! Dopo aver capito che non si pagano i parcheggi, ci cambiamo con qualcosa di pesante, o meglio, ciò che di più pesante abbiamo con noi… Ci dirigiamo a piedi verso la spiaggia e decidiamo di andare sul pontile che scorgiamo poco più a sud. Camminare è un po’ difficoltoso tra vento e sabbia ma arriviamo giusto in tempo per il tramonto, meno male perché la resistenza al freddo inizia ad arrivare al limite. Non eravamo preparati a trovare freddo qua! Il tramonto è davvero bello, poi torniamo alla macchina passando per la strada parallela alla costa, così siamo riparati dal vento e ci vediamo delle splendide case. Facciamo un giro per le vie intorno alla macchina e vediamo che il posto è parecchio da fighetti, non troviamo nemmeno un posto che venda cartoline. Facciamo però shopping di cupcakes in un negozio che vende solo quello! La colazione di domani è presa. Grazie a TripAdvisor troviamo un posto un po’ grezzo ed economico specializzato in hot dogs. A poche strade dalla via dove abbiamo parcheggiato, troviamo il posto, ci accolgono in maniera molto calorosa e ci accomodiamo. Ovviamente dobbiamo prendere un dog! Scelgo i condimenti e quando mi chiede se da 6 o 12, non essendo molto pratico di misure imperiali dico 12, fate voi la conversione! Purtroppo il cibo ha battuto l’uomo un questa puntata. Era davvero troppo! 
Rientriamo alla macchina e puntiamo verso l’hotel a Fort Meyers. Caruccio da fuori, non mi sembra di sentire treni di passaggio… Entriamo e troviamo una sorpresa: il telefono squilla e non c’è nessuno. Non c’è nessuno nella hall, poi arrivano altri clienti e leggiamo che l’addetto è a portare alcuni clienti all’aeroporto e tornerà quanto prima. In mezzora iniziamo ad essere più di una decina di persone. Poi tutti a chiedere a me, cacchio mica lavoro qua e poi non vi capisco nemmeno bene. Ma le domande sono sempre le stesse: “Ma non c’è nessuno?”, “Avete provato a telefonare?”, “Siete qui da tanto?”, “Siete i primi?” ed io aggiungo “Un Fiorino!” Dopo quasi 40 minuti arriva la tipa bella in carne che per fare 50 metri ha già il fiato corto. Arriva e con poca gentilezza dice a tutti di preparare documenti e carta di credito, risponde al telefono dicendo di chiamare dopo che ora non ha tempo ed ha tanta gente al bancone. Per fortuna siamo i primi e scappiamo in camera sentendo il borbottio, giusto, di tutti gli altri. Il tempo di aprire la valigia, farsi una doccia e crollo tra le braccia di Morfeo in 5 minuti…

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