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domenica 3 maggio 2015

Mai fermo!

Cazzeggiando su internet, dopo aver installato un nuovo Hard Disk, finisco su expedia visto che prima non riuscivo a far funzionare il sito con il multi-destinazione. Paradossalmente vedo che i prezzi sono scesi di oltre 200€ per il giro Malpensa – Washington e New York City – Malpensa. Chiamo subito mio padre, beneficiario di questa vacanza con me è lui. Il suo primo viaggio negli States.
Visto che sotto i 460€ è dura trovare un volo del genere decidiamo di procedere all'acquisto. Prima faccio varie simulazioni, ma alla fine opto per la partenza il 23 ottobre ed il rientro il primo di novembre, così ci vediamo Halloween a Manhattan! C’era anche la possibilità di tornare un giorno dopo spendendo un po’ meno, ma il risparmio di 20€ non compensava una notte a NYC e 14 ore di rientro facendo scalo a Roma.

Ora che il biglietto è fatto bisogna partire col prenotare l’assicurazione, l’ESTA per mio padre che deve anche rifare il passaporto, il noleggio auto e la cosa che odio di più, gli hotel… Trattandosi di grosse città i prezzi saranno una bella mazzata! Ma non fasciamoci la testa ora, godiamoci la felicità di fare un altro viaggio!

martedì 3 marzo 2015

Florida, quanto mi sei costata...

Ed ecco le spese sostenute per questa vacanza:

  • Volo Aereo Milano Malpensa – Zurigo – Miami e ritorno per 2 persone: 1.145€ (tramite Expedia) con Swiss e 1 bagaglio aggiuntivo in stiva per il ritorno
  • Assicurazione medica per due persone dal 11 Febbraio al 3 Marzo: 195,30€ (tramite WorldNomads – polizza Explorer)
  • Autonoleggio Miami International Airport categoria berlina dal 11 febbraio al 2 marzo con guidatore aggiuntivo e restituzione auto con serbatoio vuoto: 589,75€ (tramite il broker eNoleggioauto) + 70€ di tasse
  • Costo totale degli hotel per la durata della vacanza: 1.470€ (tramite booking.com ed AirBnB)
  • Costo per la benzina necessaria per fare 2.600 miglia: 190€
  • Parcheggi vari: 50€
  • Strade a pedaggio e noleggio Sunpass: 47€
  • Pasti vari: circa 800€ (dovrebbero essere compresi tutti i pasti, ma potrebbe mancare qualcosa che si è pagato cash)
  • Ingressi ai vari parchi, musei, attrazioni: 870€
  • Supermercati vari: 120€


Tasso di cambio USD/EUR circa 1.10-1.12 USD = 1€
Costo totale circa: 5.550€ (2.775€ a testa) (escludendo pochi pasti, souvenir, varie, etc che non so ben quantificare)

lunedì 2 marzo 2015

Key West e Miami

Dopo essere arrivati decidiamo di procedere a visitare la particolare isola di Key West. Cartina alla mano decidiamo di andare a vedere il punto più a sud degli States (ovviamente quelli continentali). Vaghiamo per Duval Street e si nota la pazzia dell’isola. Arriviamo alla “boa” che in realtà non è il punto più a sud, a due passi c’è la villa che si estende un po’ più a sud e verso ovest c’è una base militare dove c’è il vero punto più a sud, realmente è il punto estremo visitabile quella boa. Arriviamo li proprio per il tramonto, spettacolo bellissimo. Da qui decidiamo di andare a vedere il miglio zero della Route 1, ci arriviamo passando vicino alla casa di Hemingway, ma non possiamo visitarla perché è troppo tardi. Fatte un po’ di foto decidiamo di andare a mangiare, oggi siamo stati un po’ leggeri sia per il mare mosso che per la qualità del pranzo offerto. Leggendo su TA vediamo pochi posti economici. Andiamo al primo ed è chiuso, diamo un occhio li vicino e vediamo che i costi sebbene bassi rispetto agli altri posti, sono un po’ troppo gonfiati per i nostri gusti. Valutiamo e decidiamo di andare a mangiare pesce nel posto di ieri sera. È stato ottimo ed a buon prezzo. Mentre ci dirigiamo alla nostra isola a momenti prendiamo un cervo, meno male che si andava rispettando i limiti. Lui come nulla fosse, attraversa piano piano. La cena è ottima come la precedente.
Dopo un sonno ristoratore decidiamo di incamminarci con calma verso Miami, c’era la possibilità di visitare Key West, ma ci sono troppe ore di guida ed è domenica, c’è troppo casino. Ma ci tornerò a visitarla, è un’isola che merita almeno una o due locale, ma qui è tutto maledettamente caro! Alla fine mangiamo bene e la torta merita veramente. Ripartiti abbiamo uno stop a causa di un funerale, una colonna davvero lunga di mezzi dei vigili del fuoco, polizia ed ambulanze. Doveva essere una persona conosciuta sull'isola. Il viaggio fino a Miami è davvero lungo, c’è parecchio traffico, purtroppo è domenica.
notti. Prima di pranzo ci incamminiamo con calma verso Miami, ci fermiamo a Key Largo per pranzare e provare la vera Key Lime Pie. Il locale è caruccio, i prezzi altini per la tipologia di
Arrivati a Miami troviamo il nostro hotel, lasciamo la macchina e ci facciamo un giro con la scusa degli ultimi souvenir. Vediamo subito che la città è cambiata dalla nostra partenza, è decisamente più viva, oltre che ovviamente più calda. Ci sono macchinoni in ogni dove. Facciamo una bella passeggiata sulla spiaggia e facciamo la nostra ultima cena dove abbiamo fatto la prima, ovvero il diner. Ci godiamo la nostra ultima sera a Miami Beach e poi a nanna. Il giorno seguente dopo colazione prepariamo i bagagli e facciamo l’ultimo giro della vacanza per Ocean Drive, prima di andare in aeroporto passiamo al WalMart per gli ultimi acquisti, tanto è attaccato all'aeroporto. Riportiamo la macchina e faccio le foto al contachilometri: oltre 2.560 miglia e oltre 65 ore e mezza di guida! Senza contare l’auto che abbiamo avuto per il primo giorno, ci sarebbero da aggiungere almeno 50 miglia ed un paio d’ore di guida! Decidiamo di portarci le valigie a mano e di tenerci i 10$ che vogliono per un cacchio di carrellino, tanto abbiamo il trenino da prendere. 
Il check-in viene fatto senza problemi, siamo in anticipo di molto, ma non voglio rischiare di perdere il volo. Quando arriva il nostro turno ci imbarchiamo, il volo è un po’ lungo per me che non dormo. A Zurigo non ci sono problemi, attendiamo il nostro volo e mi viene un po’ di abbiocco. In volo notiamo che le Alpi sono più innevate di quando siamo partiti, e vediamo dall'alto il mastodontico Antonov 225 parcheggiato a Malpensa, anche da chilometri di distanza si nota la stazza…
Arriviamo esausti, personalmente ho una piacevole sorpresa all’arrivo, e poi a casa a dormire un po’, sono distrutto.


Guarda le foto.

sabato 28 febbraio 2015

Dry Tortugas

La sveglia oggi suona davvero presto. Per le 7 dobbiamo essere assolutamente al molo di Key West ed abbiamo davanti un’ora e passa di macchina. Partiamo che è ancora buio, mentre facciamo la strada inizia a rischiararsi e vediamo l’alba a Key West. Per fortuna non c’è traffico. Arrivati al parcheggio notiamo subito una stranezza dell’isola: sentiamo un gallo cantare nel parcheggio ma non lo troviamo, alla fine lo vediamo in cima ad una pianta, mentre ci dirigiamo verso il terminal vediamo altri polli che vagano tranquillamente per le strade. Una roba strana!
Arriviamo in anticipo, ci registriamo, ed attendiamo. Poi arrivano prima un ranger che ci spiega dove andremo e poi un marinaio che ci dice che le condizioni del mare non sono tranquille e ci da dei consigli per evitare di star male, come non mangiare come maiali, stare sul ponte inferiore, non chiudersi in bagno, non vomitare controvento, ed altro. Vendono poi anche pastiglie contro il mal di mare.
Ci si imbarca, si salpa ed in poco tempo ci troviamo fuori dal porto, lasciandoci alle spalle navi da crociera e da guerra. All'inizio il viaggio è tranquillo, riesco a stare tranquillamente sul retro del ponte superiore a fare foto. Pian piano ci si allontana e si vedono anche alcune tartarughe. Poi ci annunciano che entreremo nella zona più inquieta e qui iniziano le danze. Chi aveva mangiato come un tirannosauro inizia a sentirsi poco bene. Mentre torno dal ponte inferiore dove ho cercato di iscrivermi alla visita guidata del forte, scopro che ho rischiato di beccarmi una vomitata di un orientale, uno di quelli che si erano mangiati di tutto e di più. I mozzi son li che puliscono, ed immagino le imprecazioni che stanno mugugnando. Entriamo subito in un banco di nebbia, e da qui si vede ben poco purtroppo. Penso che sia temporaneo, ma quando sento che rallentano e dicono che stiamo entrando nel Parco Nazionale delle Dry Tortugas inizio a temere. Purtroppo l’arrivo è ammantato dalla nebbia, solo alla fine si vede un po’ del forte. Girano le balle, abbiamo speso un botto ed ora non si vede molto. Si vede che è una giornata di sole, ma la nebbia non molla, si vede proprio la nuvola dove siamo immersi.
Ci facciamo un giro del forte, un giro all'esterno e devo dire che anche in queste condizioni di scarsa visibilità si nota che è bellissimo. Dei colori da far sognare. Ormai sono qua e faccio un po’ di foto, che dovrei fare? Andiamo a pranzare all'inizio, il meteo è stabilmente nebbioso. Facciamo altri giri, e poi io mi aggrego al secondo giro della visita guidata al forte. Dovrebbe durare un’ora e mezza, e vedendo meno delle 25 persone massime previste mi imbuco facendo finta di nulla. La guida è simpaticissima, non capisco tutte le battute, ma per la maggiore si. Ci spiega il motivo del nome dell’area, il perché è stato fatto un forte così grosso, pare il più grosso dei tempi, proprio li in mezzo al nulla, i problemi di progettazione e di gestione che ebbero, un prigioniero famoso che hanno avuto. Magari poi aggiungerò un capitolo per riassumere ciò che ci ha illustrato. Verso la fine del giro ci porta in cima, e ricordo che mentre ci spiega la gittata di un cannone posizionato sulla sommità ci dice: “questo poteva lanciare dei proiettili di tale peso fino a quell'isola”, io stavo fotografando il cannone e mi blocco. Ha parlato di isola ma non sta indicando quella collegata da una lingua di terra a questa, quella dove stanno nidificando gli uccelli. Alzo gli occhi dalla macchina fotografica e mi accorgo che in meno di un minuto la nebbia è svanita. Vedo quell'isola! Vedo quest’isola col sole! I colori mi prendono il cuore. Attendo 5 minuti che finisca la gita e corro giù, la nave salpa tra meno di un’ora! Rifaccio tutto il giro prima godendomi il paesaggio ed i magnifici colori e poi immortalandoli con la mia reflex. Sembra di essere in un altro posto col sole che valorizza il tutto.
Alla fine iniziano a chiamare, e devo rientrare. Ultime foto anche dal ponte di comando e si salpa. Fatico a trovare il mio spazio per fare delle foto durante la partenza ed i primi minuti. L’isola è bella anche da lontano, il forte è maestoso! Faccio un po’ di foto alla nostra imbarcazione e poi mi godo il viaggio che ci porterà a Key West.


Guarda le foto.

venerdì 27 febbraio 2015

Le Keys, finalmente!

Ed eccoci qua, verso il termine della vacanza. Ci si sveglia, si fa il pieno alla macchina e si va. Direzione isola di Marathon. Siamo un po’ stanchi, la vacanza è un massacro, e ce la prendiamo con calma. C’è parecchio traffico, e ci fermiamo dove ci ispira e dove ci consiglia la cara Lonely Planet. Una piccola sosta al Robbie’s Marina, un molo dove alle spalle trovi una marea di negozietti. Un po’ caro devo dire, ti fanno pagare anche se vuoi andare a vedere i pellicani sul pontile. Ci accontentiamo di vederli da qualche metro, pare proprio una trappola per turisti.
Prima di andare al molo, abbiamo fatto una tappa ad Anne’s Beach. Piccolo parcheggio, ma fortunatamente troviamo un posto. Seguiamo il percorso e troviamo davvero degli scorci molto belli, unico inconveniente è il sole che non è molto presente. In realtà è prevista anche pioggia. Dopo aver girovagato un po’ lasciamo il nostro posto auto ad altri visitatori. Facendo un po’ di miglia arriviamo a Marathon, ma è ancora un po’ presto per andare a prendere possesso dell’hotel. Sempre grazie alla guida scopro che in fondo all'isola c’è il Seven Miles Bridge! Ci fiondiamo subito li e ci facciamo una passeggiata, ma non di sette miglia! Ammiriamo dei bellissimi volatili, passaggi di barche e pescatori che danno da mangiare ai pellicani, che sembrano più avvoltoi! Scattate tante foto, e fatti parecchi passi ci rifocilliamo un po’ e poi andiamo a prendere la nostra stanza. Ci riposiamo un po’, il caldo è tanto. Alla fine decidiamo di andare un po’ alla spiaggia più famosa di quest’isola, ovvero Sombrero Beach. Non abbiamo troppe difficoltà a trovare parcheggio. Decidiamo di rilassarci un po’ dato che l’indomani prevede una sveglia molto presto per la gita che abbiamo prenotato prima della nostra partenza dall'Italia. Dopo esserci cotti un po’ al sole, aver fatto un bel bagno rinfrescante, ci facciamo una bella doccia ed andiamo a cenare in un posticino carino, consigliato da TA. Arriviamo al posto, bellissimo. Purtroppo arriviamo che è già buio, e tira un’aria dell’accidente! Ma immaginarmelo in un periodo estivo con il tramonto dalla terrazza dove si mangia… Goduria assoluta! Mangiamo davvero bene, e ci fanno pure lo sconto perché sono in ritardo con una portata. Personale gentilissimo e posto caratteristico! 

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giovedì 26 febbraio 2015

Everglades, again...

Ed oggi lasciamo Fort Lauderdale. Dopo una veloce colazione da Starbucks saltiamo in macchina e ci dirigiamo verso Miami, La destinazione non è la città, ma la Cheesecake Factory in un mall appena fuori. Arriviamo per il mezzogiorno, e decidiamo di pranzare con una bella fetta di cheesecake, mia sorella prende quella classica, mentre io prendo quella agli Oreo. Sono convinto di prendere una versione di quella normale con il fondo fatto con i famosi biscotti che fanno da fondo. Errore, è una fettazza di torta enorme con gli Oreo ed il cioccolato ovunque. Inutile dire che non riesco a finirla, arrivo solo oltre la metà e poi mi arrendo. Rotolando ci dirigiamo alla macchina ed andiamo a vedere le Everglades del sud. Il punto di arrivo è Flamingo Visitors Center. Il tragitto non è corto, ma alla fine arriviamo, purtroppo dobbiamo ripagare i 10$ perché dal primo accesso è passata più di una settimana. Lo spettacolo è bello, da qui si iniziano a vedere le Keys, i colori cambiano. Chiedo ad un Ranger se è possibile vedere i Flamingos, o Fenicotteri Rosa in italiano. Purtroppo siamo in ritardo di due o tre mesi.
Un po’ di giri in giro e foto e riprendiamo la macchina per avviarci verso l’hotel. Lungo la strada ci fermiamo qualche volta. In una di queste soste visitiamo il Mahogany Hammock Trail, che permette di visitare una foresta nel mezzo della palude. Carino e rinfrescante. Qui è possibile fare un tour.
La sosta più bella è però quasi alla fine del parco, Il Royal Palm Visitor Center. Arriviamo che è quasi al tramonto, iniziamo a fare il piccolo percorso che inizia da questo punto, e per la prima volta vediamo sti cacchio di gators che si muovono un po’. Sono veramente attivi, faccio un po’ di foto ed anche dei video. Ci rimaniamo un po’, è pieno di gente che ci dice di andare da una parte o da un’altra. Ma dev'essere l’ora magica. Vediamo una gran quantità di alligatori che nuotano, un bel po' di uccellacci, ai quali passiamo molto vicini senza che si scompongano molto. Anche qui potete fare un tour virtuale. Dopo un’oretta ci dirigiamo al nostro hotel, un po’ stanchi. Siamo ad Homestead, alle porte delle Keys, ed oggi ci tocca la lavatrice. Purtroppo devo chiedere un cambio di camera per la puzza di fumo, la seconda va bene. Poi vado a chiedere un cambio monete per la lavatrice, ma non hanno il detersivo. Allora mi indirizzano ad un negozietto dall’altra parte delle 4 corsie. Preso il tutto torniamo e mi accorgo che il nostro hotel è anche un locale di spogliarelli! Che ridere!
Dopo aver lavato tutto decidiamo di andare a mangiare in un localino ad un chilometro, è un hotel ristorante a gestione famigliare, scelgo una caesar salad con bistecca e devo dire che è davvero buona! Stasera decido di bere una birra dato che non devo guidare e nella scelta vengo aiutato da un ospite del bar su richiesta della proprietaria. Davvero gente gentile.


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mercoledì 25 febbraio 2015

Fort Lauderdale

Che abbiamo fatto a Fort Lauderdale due giorni? Beh, un po’ siamo rimasti in spiaggia, ma io non sono amante della spiaggia e del caldo, ed il cambio di temperatura repentino non mi ha fatto molto piacere.
Abbiamo imparato a muoverci coi trolley che sono quasi gratuiti per non spendere un capitale di parcheggio, in zona spiaggia sono davvero cari. La gita che abbiamo fatto con la Jungle Queen è stata davvero bella, ci ha permesso di passare lungo i canali per vedere le ville che ci sono. Qui davvero c’è la gente coi soldi, ma quelli grossi. Siamo passati anche accanto al nostro alloggio, lungo il canale che avevamo visto la prima sera. Ci fanno notare che questi viaggiano su bestie più grosse di casa mia, e vanno in hotel lasciando ormeggiato lo yatch fuori. Stanno male. Passiamo anche vicino al Downtowner, il ristorante della prima sera, e scopriamo che con il loro biglietto ci fanno lo sconto. A saperlo prima…
Vediamo tante di quelle ville da perdere la testa, incrociamo anche una grossa nave di ricerca, per non parlare di yatch enormi. Alla fine arriviamo al rimessaggio, dove portano a risistemare le imbarcazioni, in questo momento c’è anche quella di Steven Spielberg, ma non è visibile in quanto sta facendo un processo dove viene avvolta tutta, come le valigie in aeroporto! I costi di questi lavori sono esorbitanti, il battello sul quale viaggiamo deve pagare oltre il mezzo milione di dollari all’anno per fare il trattamento, e non è l’imbarcazione più grossa e soprattutto di lusso. Alla fine ci lasciano in un loro zoo, dove c’è uno che fa lo spettacolo con gli alligatori. Ci dice che è pericoloso (ne avevamo il sentore), non viene pagato visto che è vietato pagare gente per fare questo e non può essere assicurato, furbo come una faina! Nel rientro ci rilassiamo la crociera senza commento, se non alla fine dove ci fa vedere alcuni villoni in vendita, prezzi modici ovviamente!
Si cazzeggia un po’, poco shopping e si mangia. Un pranzo lo abbiamo fatto al Bubba Gump di Orlando, e le due cene un diner lungo la strada, con un cameriere che parlava poco o niente, ed appena entrava nel locale ballava, l’altra cena a due passi dal nostro alloggio dove erano specializzati in costine. Mamma che buone! E queste non erano inzuppate nella salsa dolce come quella di Tampa!


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