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domenica 31 gennaio 2016

Il sud de La Gomera

Oggi è domenica, mi sveglio e sono sempre immerso nelle nubi. Forse questa è l’isola dove la pioggia orizzontale si sente di più. Rimando allora il giro nel parco, sarebbe inutile scalare in mezzo alla nebbia e non vedere nulla. Mi dirigo a San Sebastian per fare colazione, la capitale è famosa perché è stato l’ultimo porto sicuro di Cristoforo Colombo nel suo viaggio verso le indie. Qui infatti è possibile vedere l’abitazione dove ha dormito e la piccola chiesa dove ha ricevuto la benedizione. Purtroppo gli orari non sono fortunati e non riesco a visitare la casa, riesco a vedere invece gli interni della chiesetta. Mi è anche impossibile visitare il parco della città, con al centro la famosa Torre del Conde, dove si rifugiarono i conquistatori per giorni dopo aver fatto inalberare gli indigeni. Purtroppo c’è una festa privata e mi devo accontentare di vederla dall'alto. Riprendo la mia macchina e mi dirigo verso Laguna de Santiago, dove ho deciso di mangiare. Quasi arrivato al parcheggio vedo cadere una centaura, ma non faccio a tempo a scendere dalla macchina che la Guardia Civil è già intervenuta. Sempre pronti a salvare una bella ragazza. Fortunatamente non si è fatta nulla, ha solo appoggiato la moto in una curva stretta.
È davvero impressionante come il tempo cambi dall'alto al mare. Nelle due  città visitate c’è un bel sole, mentre alla pensione nebbia e freddo! Faccio due passi e cerco dove mangiare, poi scelgo di coccolarmi e vado in un bel ristorante dove spendo un po’, per gli standard dell’isola. Finito il pranzo e fatta una bella passeggiata sul lungomare decido di proseguire e mi dirigo lentamente verso la pensione ma facendo strade secondarie. Passo sotto la vetta dell’isola che per qualche momento è scoperta dalle nubi.  Passo attraverso vari paesini che sono davvero minuscoli e ringrazio di avere con me il navigatore, che anche se non è aggiornato al massimo per le vie delle Canarie, mi da un’indicazione di massima per la destinazione.

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sabato 30 gennaio 2016

Da El Hierro a La Gomera


Purtroppo è arrivato il giorno di lasciare El Hierro. Il vento è forte ed il mare mosso, decido di fare solo colazione e lasciare perdere il pranzo, non vorrei stare male sui traghetti. Visto che il traghetto è nel primo pomeriggio decido di allungare il giro e passare dalla vecchia strada, è impressionante vedere che La Laguna è al sole e appena si sale un po’ si viene inghiottiti dalle nubi. Arrivo con un certo anticipo al porto, dopo aver gironzolato un po’ senza meta ed aver acquistato delle Quesadillas, il dolce tipico dell’isola, da portare a casa.
La partenza è in orario, purtroppo però appena usciti dal porto si sente l’onda lunga, veniamo informati dal personale che è meglio stare seduti. Guardando un po’ di film mi faccio partire buona parte del viaggio, arrivato a Tenerife devo cambiare compagnia per procedere a La Gomera. Ho calcolato abbastanza tempo per il cambio e prendo senza problemi anche il secondo traghetto, ormai sta facendo buio. Il viaggio sulla seconda tratta è molto corto, ma decisamente più movimentato, sento decisamente l’imbarcazione colpire il mare dopo essersi alzata, ma alla fine trovo la macchina senza problemi. Col navigatore già impostato raggiungo il mio soggiorno per le prossime notti in meno di un’ora guidando in mezzo alle tenebre. Parcheggiato l’auto entro nel baretto che fa anche da affittacamere e ristorante, ottengo le chiavi e dopo aver portato tutto in stanza vado a mangiare. Satollo mi dirigo a riposare.
Il mattino dopo mi sveglio un po’ deluso, c’è una nebbia da far paura e non so che fare. Mi dirigo al punto informazioni del parco Garajonay di La Laguna Grande. Prendo la cartina dei sentieri e chiedo due informazioni alla guida ma decido di non fare percorsi in mezzo alla nebbia e con poco più di 10°C. Guardando la mia Lonely Planet mi decido ad andare a Valle Gran Rey dove il tempo normalmente è buono. A poco più di venti minuti trovo tutto un altro clima: sole e più di 25 gradi. Sono sconvolto.

Rigenerato decido di procedere verso il nord dell’isola. Mi dirigo verso Vallehermoso e proseguo fino al suo sbocco sul mare. Il tempo è decisamente peggiore, qui siamo verso nord ed i venti soffiano forte ed il mare è abbastanza agitato e vedendo le piscine quasi in riva al mare capisco che dev’essere quasi sempre così. Sarebbe anche bello da vedere il castello sul mare ma la strada è chiusa per pericolo frana, e da un po’ di tempo da quello che vedo… Proseguendo verso la meta successiva passo molto vicino a Roque Cano che sovrasta la cittadina appena visitata. Vorrei mangiare a Las Rosas dove c’è un ristorante conosciuto per via dei camerieri che si esibiscono col Silbo Gomero, ma purtroppo arrivo un po’ tardi (anche per gli standard Spagnoli) e dopo un po’ mi dicono che la cucina è già chiusa. Proseguo allora per Agulo dove mangio un panino dopo una veloce passeggiata per il paesino. Posto dalle strade molto strette e tortuose dove far passare una macchina è un’impresa, infatti ho lasciato la mia sulla via principale. Il posto non mi colpisce poi molto, complice forse il tempo. Da qui in poco raggiungo Hermigua dove ammiro Tenerife sullo sfondo, con l’inconfondibile Teide che svetta. Torno indietro passando però all’interno del parco. Arrivato alla pensione mi concedo una bella doccia calda, ma non lunga in quanto il difetto che ha questo posto è che l’acqua calda è data da un boiler elettrico molto piccolo, già da solo faccio fatica a fare una doccia, in due non so come facciano… Vista la posizione impervia decido di cenare ancora nello stesso posto della sera precedente.

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giovedì 28 gennaio 2016

El Hierro Spazzato dal vento

Questa mattina me la prendo con calma. Già dalla stanza vedo che il mare è arrabbiato, colpa dei venti da nord. Guardando in alto vedo che ci sono nuvole, ma qui sotto il tempo è bello. Decido allora di farmi una passeggiata che ho visto sulla guida, si parte dalla spiaggia La Maceta fino a Las Puntas, il posto dove ho cenato due sere fa. Faccio la passeggiata con molta calma, mi prendo parecchie pause per fare foto alle onde che si infrangono sugli scogli. Il pranzo so già dove farlo, e difatti mi trovo nuovamente bene. Ripercorrendo il percorso a ritroso ammiro nuovamente le forze della natura, il paesaggio. Devo dire che mi sento veramente in pace su questo sentiero...
Decido poi di andare a fare un'altra escursione ad Arenas Blancas, un po' più a ovest, sempre sopra il mare imbizzarrito. La spiaggia non è proprio bianca, come suggerirebbe il nome, ma sicuramente è più chiara delle altre. Ovviamente non è il caso di fare il bagno oggi... Anche qui la passeggiata è piacevole, e non incontro nessuno lungo tutto il percorso. Quest'isola è davvero rilassante.
Rientro con calma al mio appartamento, esco per fare due passi in centro prima di una bella doccia rilassante...

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mercoledì 27 gennaio 2016

A passeggio per l'isola

Oggi cerco come primo punto il luogo di sosta della famosa processione, il luogo si chiama Cruz de Los Reyes ed è in cima all'isola. Non ci metto troppo tempo per trovarlo, le indicazioni sono buone. È una distesa enorme alle pendici di questa croce, dove migliaia di persone possono campeggiare prima di riprendere il viaggio verso la capitale. Trovo anche una strana freccia o spada rossa che punta verso l’alto, che è il monumento al Campesino. Dopo decido di fare una passeggiata di qualche ora, mi porterà a passeggiare nella rigogliosa foresta dell’isola, ad ammirare il cratere di un vulcano ed ovviamente La Laguna. Un po’ stancante ma appagante. Da qua mi dirigo a Tamaduste nella zona nord-est dell’isola dove ammiro le onde infrangersi sugli scogli, e successivamente vado ad ammirare lo stesso spettacolo dove ho cenato la prima sera, e qui scopro per caso l’hotel più piccolo al mondo, che si trova proprio dove si infrangono le onde. Un’altra giornata è andata e sono davvero stanco. Sto facendo davvero tanti chilometri, sia a piedi che in macchina!

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martedì 26 gennaio 2016

Meridiano Cero

Oggi parto un po’ così, non so ancora che fare ma prendo la macchina e prendo la direzione di come l’ho parcheggiata. Come primo sosta vado al Charco Azul, il mare è davvero nervoso oggi e non mi avvicino molto. La signora ieri mi ha avvertito di non fidarmi troppo se il mare è mosso, è abbastanza pericoloso verso nord, e qui sono decisamente verso nord! Lo spettacolo è davvero molto bello e spesso vengo inumidito dall'acqua salata che si infrange sulle rocce. Risalgo in macchina e mi dirigo verso ovest, vorrei andare a vedere il santuario dove ogni quattro anni parte la processione dell’isola, un evento che fa aumentare davvero di tanto le persone presenti. Mi fermo svariate volte per fare delle foto o semplicemente per ammirare il panorama. La strada è davvero tortuosa ed incontro poche auto. Ad un certo punto vedo la deviazione per scendere ed andare a vedere il Faro de Orchilla, non ci penso un minuto e comincio a scendere di quota su di una strada sterrata. La deviazione è meritata, mi piace questo lato dell’isola, sarà che è la parte più a ovest e l’ovest mi attira in particolar modo… Sulla via del rientro vedo una deviazione per 4x4 e mi fermo, porta al meridiano zero, un meridiano punto di riferimento prima di quello di Greenwich, allora abbandono l’auto e mi dirigo a piedi. In una mezz'oretta  raggiungo il punto più a ovest del regno spagnolo. Sono contento. Sulla via del rientro raccolgo un tedesco che fa autostop. Lo accompagno al più vicino centro abitato e nel viaggio non è che parli molto, il suo inglese non è molto buono ed è un po’ confuso. Capisco che è qui per fare grandi passeggiate ma non si è informato molto prima. Alla fine lo lascio e visto che ormai mi sono allontanato troppo dalla chiesa decido di andare nel punto più a sud dell’isola: La Restinga. Questo posto è famoso perché nel 2011 c’è stata una eruzione, sottomarina in questo caso. Il posto è carino, ma ho fame. Giro un po’ e mi fermo a mangiare in un bel posticino vista porto. Sbaglio e prendo due portate, una sarebbe stata sufficiente…  Dopo un bel giretto mi dirigo verso il museo che qui logicamente è un centro di interpretazione vulcanologica. Mi colpisce l’avanguardia della parte informativa dove si controlla il flusso di informazioni con le mani ripresi da una telecamera che riconosce i movimenti. Le informazioni sono davvero tante ed interessanti con una miriade di video dell’eruzione e di tutte le fasi della stessa. Proseguendo verso il secondo edificio si possono vedere le bocche da dove in passato sono uscite delle colate. Nella seconda parte si può interagire con una serie di tavoli interattivi, sembra di essere in un episodio di un telefilm americano. Il tavolo sembra un gigante smartphone dove ingrandire, ridurre articoli di giornali, guardare video. Qui parlano un po’ degli effetti sulla biosfera dovuti all'eruzione che ovviamente ha seminato un po’ di morte con i suoi veleni ed aumenti di temperatura ma in seguito la vita è tornata più rigogliosa di prima grazie a ciò che l’eruzione ha lasciato.

Prima di rientrare mi fermo al Mirador de La Peña, dove c’è una vista spettacolare della parte nord dell’isola sotto al ristorante. Purtroppo il sole sta tramontando e non riesco a fare foto, sono troppo in controluce… Anche oggi finisco la mia giornata davvero soddisfatto.

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lunedì 25 gennaio 2016

El Hierro!

Buongiorno El Hierro. Non appena mi alzo faccio colazione e poi vado a saldare il debito con la proprietaria del B&B, ha un negozio proprio sotto la mia stanza. Chiedo un po’ di informazioni per cosa vedere e dove trovare un supermercato. Mi reco subito al rettilario, qui hanno degli esemplari della lucertola data per estinta. Per fortuna negli anni settanta è stata ritrovata una coppia di lucertole da una contadino, questi ha fatto vedere gli esemplari ad uno studioso tedesco per caso lì e così nacque questo posto. Ci sono ancora esemplari in libertà, ovviamente imboscati sui ripidi pendii. Purtroppo in questo centro parlano solo spagnolo ed un po’ di tedesco, ma alla fine capisco quasi tutto. In seguito visito i resti di abitazioni utilizzate dalla popolazione un secolo prima, ed è possibile vedere l’evoluzione delle case dato dal benessere che aumentava. Il piccolo villaggio è interessante da vedere, ma lo è di più il condotto lavico su cui hanno costruito il rettilario, ed è proprio grazie alla costruzione dell’edificio che hanno scoperto la caverna. Praticamente è il percorso dove scorreva la lava sottoterra prima di emergere, ed è anche piuttosto recente geologicamente parlando. Si può visitare solo una piccola parte del condotto per via di una strozzatura e della mancanza di ossigeno nel resto del condotto scoperto.

In questa struttura acquisto un biglietto valido in vari “musei” dell’isola. Mi dirigo al secondo che non è altro che un museo sugli antichi mestieri dell’isola. Interessante ma tre sale le vedo in poco tempo. Qui scopro che il colorante cocciniglia proviene dall'insetto che ha lo stesso nome, o meglio il contrario. Poi proseguo verso Árbol Santo Garoe, praticamente è un luogo sacro dei vecchi abitanti dell’isola. È considerato tale perché qui era possibile ottenere acqua potabile grazie alla pioggia verticale, fenomeno tipico delle isole che ho visitato. Noi la chiameremmo nebbia, sono semplicemente le nubi che arrivano da nord e si scontrano con la montagna, qui si crea condensa contro le pareti e gli alberi e l’acqua scorre verso il basso e qui sono presenti delle cisterne naturali che raccoglievano il liquido vitale. Ora c’è un albero che non è l’originale, ma ha comunque 400 anni. Qui mi intrattengo a chiacchierare con la gentile signora che sorveglia il sito, mi consiglia tante cose da vedere e percorsi da fare a piedi. Da qui vado al vicino centro della interpretazione della riserva e della biosfera, qui scopro che l’isola è completamente autonoma per quanto riguarda l’energia elettrica, a quanto pare l’unica. Essendo un’isola molto ventosa hanno costruito delle turbine eoliche che inviano il surplus energetico alla centrale idroelettrica composta da due bacini, consentendole di inviare acqua al bacino superiore . L’energia accumulata viene sfruttata quando il vento non è abbastanza forte per fornire energia all'isola. Se non c’è né vento né acqua hanno una centrale termoelettrica di backup. Qui ammiro anche la biosfera e le zone di riserva che hanno qui ma anche sulle altre isole. Devo dire che sono molto attenti all'ambiente e per questo mi piacciono sempre di più queste isole. Rientro per farmi una bella doccia, e ne approfitto per chiedere dove andare a cena e vengo indirizzato ad un posto caratteristico. Mangio dell’ottimo pesce ed ascolto le onde infrangersi abbastanza vicino, meraviglioso! Un’isola bellissima e tranquilla!

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domenica 24 gennaio 2016

Coast to coast

Oggi devo lasciare il primo hotel e devo prendere il primo traghetto, la destinazione è l’isola di El Hierro. Dopo aver lasciato le chiavi faccio un paio di acquisti e mi dirigo verso il porto di Los Cristianos . La strada che scelgo però non è la più veloce, ma la più alta. Passo alle pendici del Teide e rifaccio parte della strada di un paio di giorni fa. Questa volta però passo sotto il vulcano. La strada è bellissima, c’è un po’ di traffico ma è domenica. Mi fermo alcune volte lungo la strada, non mi fermo sotto al vulcano, c’è traffico e ci andrò al mio rientro sull’isola. Ora è solo una gita lungo queste strade lunari, ed il pensiero torna sempre lì, due ruote… Un inverno spedirò la moto qua e mi farò dei gran giri su e giù per queste strade!

Uscito dal cratere inizio a scendere verso il porto, rientro nel bosco. Arrivo al porto con un ampio margine di anticipo, vedo attraccare il traghetto per La Gomera che dovrà liberare il molo per far attraccare quello che mi porterà a El Hierro. L’imbarco è un po’ una sfida, si deve far un giro strano per posizionare la macchina all'interno. Il tragitto è un po’ mosso, ma attracchiamo puntuali. La via per risalire verso la capitale dell’isola è davvero buia, c’è un mucchio di traffico a causa dei camion che sono i primi a sbarcare. Senza problemi raggiungo la mia base sull'isola, ma devo chiamare perché non c’è nessuno. Mi danno le chiavi, prima di lavarmi provo a cercare dove mangiare, ma il locale sponsorizzato dal B&B mi respinge anche se avrebbe dovuto chiudere mezz'ora dopo, non ho abbastanza padronanza della lingua per stare a discutere. Mangio qualcosa che ho preso con me e mi vado a riposare, sono curioso di vedere l’isola!

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