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lunedì 13 maggio 2019

Las Vegas, again!

E rieccoci di nuovo qua a Vegas! L’hotel non è male, l’ambientazione circense non è il massimo, ma la posizione è buona ed il prezzo onesto. Anche per questa città ho pre-acquistato su Groupon le offerte di BigBus per girare per la città. Vediamo le classiche cose della città, per la prima volta vedo il cartello di benvenuto della città, le volte scorse non mi ero spinto fino a qui. Papà è contento di vedere quello che si trova sulla Strip, ovviamente rimaniamo nella parte turistica. Finiamo la giornata all’outlet che si trova a nord della città, giusto per fare qualche acquisto. La sera usciamo per vedere gli spettacoli che vengono mostrati davanti al Mirage ed ovviamente al Bellagio. C’è davvero un sacco di gente, ma i vari spettacoli meritano di essere visti. Anche qui è la prima volta che guardo i giochi di luci di questi due casinò, l’ultima volta ho semplicemente dormito in questa città, non avevo tempo di visitarla.
La giornata è stata lunga ma alla fine appagante.

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domenica 12 maggio 2019

E valle della morte sia!

Ed eccomi qui, alle porte della Valle della Morte per la terza volta in 8 anni, e la seconda in meno di 2! Anche questa volta, come l’ultima, attraverserò il parco. Entrandone in California ed uscendone in Nevada.
Come previsto la temperatura è alta, ma sopportabile, siamo solo ai primi di maggio, ben lontani dalle temperature che incontrai ad agosto.
Il primo punto di sosta è a Stovepipe Wells, il programma era quello di prendere gli ingressi qua, ma la postazione dei Ranger è chiusa e mi devo addentrare per effettuare l’acquisto. Nel frattempo ne approfittiamo per fare qualche acquisto nel negozietto locale. Pochi chilometri più avanti ci fermiamo per ammirare le dune, l’unico posto che ho visto all’interno del parco con queste formazioni sabbiose. Proseguiamo fino a Furnace Creek dove regolarizziamo il nostro accesso nel parco. Da qui proseguiamo verso la nostra meta: Badwater Basin, il punto più basso delle Americhe. Ed anche il punto più caldo di questa giornata. Sulla via del ritorno verso Furnace Creek, facciamo una deviazione sulla “via degli artisti”, una deviazione a senso unico che permette di osservare svariate formazioni colorate. Dopo un breve pranzo, ci mettiamo in moto per dirigerci verso Las Vegas, tappa delle prossime due notti. Prima però ci fermiamo ad ammirare le particolari formazioni di Zabriskie Point.
Una volta arrivati al nostro hotel, ci concediamo una bella doccia, una buona cena e finalmente il meritato riposo.

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sabato 11 maggio 2019

Finalmente il Big Sur!

La mattina si va direttamente al centro di Monterey per fare la solita colazione da Starbucks, ma prima di rimetterci in macchina ci facciamo due passi sul lungomare per ammirare il paesaggio e per fare qualche piccolo acquisto sul vecchio molo.
Partiti in macchina ci dirigiamo ad una zona che ho cercato di vedere poco più di un anno fa, ma, a causa delle inondazioni, non era accessibile se non per un piccolo pezzo, non sono riuscito a percorrere la via più spettacolare della California: la CA 1 che attraversa il Big Sur. 
Non c’è molto da dire, non si può descrivere a parole quello che è possibile vedere in una bella giornata di sole percorrendo questa strada. Basta dire che c’è gente in ogni piazzola si sosta, e praticamente tutti sono lì con le loro macchine fotografiche per cercare di portare a casa qualche immagine di ciò che sta loro davanti. 
Nota di colore: davvero tanti si sono fermati a vedere ed a fare foto vicino alla nostra stupenda Mustang Cabrio!
Non mi va di utilizzare altre parole per il Big Sur, non gli renderei sicuramente merito! Alla fine del percorso ci fermiamo allo stesso punto dove mi ero fermato nell’ottobre del 2017, al punto di osservazione dei leoni marini, che fanno un filo meno casino dell’altra volta. In base al periodo si possono si possono osservare le varie fasi della vita di questi grandi animali.
Alla fine del giro ci fermiamo a Morro Bay dove facciamo un pranzo tardivo in un ristorante piuttosto alla buona ma decisamente ottimo. Fatta questa pausa ci mettiamo in auto per alcune ore per raggiungere una piccola cittadina alle porte del parco della Valle della Morte.

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venerdì 10 maggio 2019

Oggi Google e Apple!

Questa mattina, dopo la solita colazione da Starbucks, andiamo a vedere un “capolinea” dei famosi Cable Car, i tram originari della città che sono trainati da un cavo che scorre sottoterra. Il posto è particolare ed è un must nelle visite alla città, non può mancare se si passa da queste parti. 
Torniamo poi al Pier 39, dove facciamo un po’ di shopping.  Prima di partire, però, ci facciamo un signor pranzo a base di granchio sul Pier 39, seguendo il consiglio di un amico. Siamo rimasti davvero soddisfatti! Dopo ci tocca andare a prendere la macchina che ci porterà fino a Los Angeles, una bellissima Mustang cabrio di colore blu. Era nei patti con mio pare: “se si fa sto giro lo si fa con la Mustang Cabrio!” Direi che non è stato difficile convincerlo! Preso il mezzo torniamo in hotel a recuperare le valigie e partiamo verso sud. La prima tappa è la sede di Google, è la prima volta anche per me ed andiamo a vedere il posto ed in seguito lo store. Al campus non vediamo poi molta gente, mentre al negozio c’è un botto di gente. Essendo in zona andiamo anche a veder dove è nata la Apple, credo il garage più famoso al mondo.
Fatto questo non ci resta che dirigerci verso la destinazione finale di oggi, ovvero Monterey.


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giovedì 9 maggio 2019

Ritorno ad Alcatraz!

Questa mattina dobbiamo andare a fare una visita alla più famosa prigione al mondo, Alcatraz. Come al solito ho preso i biglietti online parecchio tempo prima, e come al solito ho prenotato la prima escursione della giornata, in modo tale da avere poi tutto il giorno libero e nessun ritardo alla partenza.
Come al solito tutto procede in maniera perfetta, il tempo è buono, se non fosse per qualche nube, ma alla fine non piove ed ogni tanto le nuvole sono addirittura una piacevole pausa dal caldo sole. A papà piace molto la gita e vedere un luogo famoso e set di svariati film. Con l’audioguida che ci racconta vari aneddoti della prigione, fortunatamente in italiano, ci passiamo un po’ di ore a girovagare sull’isola.
Nel pomeriggio facciamo ancora un giro col nostro bus e prima del tramonto facciamo la gita “serale” che comporta il viaggio a Treasure Island da dove di può ammirare lo skyline di San Francisco. Non ci ero mai stato e l’ho trovata una gita interessante.


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mercoledì 8 maggio 2019

E sono di nuovo a San Francisco


La mattina la sveglia è un po’ presto, questo volo ci dovrebbe portare sulla costa ovest ad ora di pranzo. Il tutto è veloce: riconsegna bagagli, check-in e imbarco.
Il volo scorre, non velocissimo, da noi in quel tempo si raggiungerebbero le Canarie, anzi, le si sorpasserebbero!
Una volta arrivati recuperiamo i bagagli e prendiamo un Uber per arrivare in centro a San Francisco. Ho deciso di non noleggiare l’auto per i primi giorni, vista la difficoltà a trovare un parcheggio ed a muoversi in questa città. Il nostro hotel è in una posizione fantastica, a due passi (15 minuti a piedi) dal famoso Pier 39. Ho optato per un hotel in una posizione più comoda rispetto ad uno col bagno in camera. E devo dire che ho fatto un’ottima scelta, lo sceglierò di nuovo nel caso dovessi tornarci. I proprietari hanno anche una collezione di auto d’epoca, ed ogni giorno ce n’è una diversa parcheggiata davanti all’ingresso, una cosa molto carina!
Per il pomeriggio ci buttiamo a visitare la città, sfrutto i Groupon che avevo preso in anticipo e facciamo il tour con Big Bus, ed ho scelto il biglietto Deluxe, il che ci consente di sfruttare due giorni di hop-on hop-off della città ed un’escursione serale. Passiamo la giornata a vedere la città, in particolar modo ci fermiamo ai due estremi del famoso Golden Gate per fare delle foto ed ammirare quello che probabilmente è il ponte più famoso al mondo. Una volta terminato ci andiamo a riposare un poco al nostro hotel. Per sera andiamo al Pier 39 a mangiare da Bubba Gump, questo è il primo ristorante della catena che visitai nel 2011. Finita la cena ci facciamo un giro per il molo e per il famoso quartiere di Fisherman’s Wharf.

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martedì 7 maggio 2019

Si torna in Canada, anche se solo per poco!


Ed eccoci qua a fare un’altra vacanza padre-figlio. Dopo aver prenotato attorno a ferragosto 2018, siamo in partenza. Anche questa volta la destinazione sono gli States, ma a questo giro si cambia la costa: West Coast! Si va a San Francisco con scalo, lo scalo che ho scelto è Toronto, dato che è uno scalo lungo e mi consente di far vedere a papà le famosissime Cascate del Niagara. Poi anche la partenza a metà mattina è comoda per noi, non forzandoci ad alzarci presto visto che avremo già 6 ore di fuso orario in questa prima tratta.
Il volo da Toronto arriva un po’ in ritardo, purtroppo questo ci porta ad arrivare a Toronto con alcune ore di ritardo ed arriviamo alle cascate praticamente al tramonto. Avrei voluto fare vedere più cose a mio padre, ma la tarda ora comporta che tutte le attrazioni siano già chiuse, ed oltre a questo c’è parecchia stanchezza da parte di entrambi. Per cena porto papà nel mio ristorante canadese preferito: The Keg! A chi piace la carne amerà questo posto! Me lo fece scoprire un amico trasferito in Canada per lavoro, da allora sono sempre andato a mangiare in questi ristoranti, essendo una catena, durante ogni mia visita. Arriviamo in hotel all’incirca a mezzanotte, crolliamo immediatamente in un sonno ristoratore.

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venerdì 25 gennaio 2019

La Graciosa

Oggi è l’ultimo giorno che passeremo alle Canarie, per questa vacanza, e decidiamo di andare a visitare l’ottava isola dell’arcipelago ovvero La Graciosa.
Abbiamo preso i biglietti il giorno prima, seguendo il consiglio di chi ci ha affittato l’appartamento. Così facendo c’è un risparmio sul prezzo del biglietto, rispetto a prenderlo il giorno stesso. 
Arrivati sull’isola cerchiamo un noleggio di biciclette, come consigliava la guida. Però non prendiamo il primo posto appena sbarcati dal traghetto, ma ci addentriamo nel piccolo centro abitato, per avere migliori condizioni e prezzi. 
L’isola è praticamente tutta un parco naturale, dove circolano pochissime auto. Volendo si possono fare escursioni in fuoristrada, ma noi abbiamo preferito conquistarci la Playa de las Conchas. Veramente bello, ma le piste ciclabili sono tutte sterrate, o peggio, sabbiose!
Rientrati dal giro in bici ci siamo ristorati in un piccolo bar del centro abitato, che abbiamo poi esplorato in attesa arrivasse il nostro traghetto per riportarci a Lanzarote. Per cena, visto che ci siamo trovati molto bene, abbiamo optato per lo stesso ristorante di ieri sera. 
Il mattino dopo è stato dedicato a qualche acquisto ed al rientro in aeroporto.

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giovedì 24 gennaio 2019

Cactus, Cactus a perdita d'occhio

Come ti giri su quest’isola lo trovi, oggi siamo partiti con la Fundación César Manrique, questa bellissima casa/ studio dell’artista. Beh, c’è poco da descrivere, è un posto da vedere, merita davvero. Ogni giorno ci rendiamo sempre di più conto di quanto sia bravo e legato a questa terra.

Usciti da questa bellissima casa / museo ci dirigiamo al giardino dei cactus. Hanno creato un enorme giardino dove si trovano quasi tutte le specie di cactus del mondo. Veramente interessante come cosa. Dopo una lunga passeggiata ed un veloce pranzo all’interno del parco, ci dirigiamo alla tappa successiva: Cueva de los Verdes e Jameos del Agua. Si trovano a poche centinaia di metri di distanza l’uno dall’altro. Il primo è una gita all’interno di Grotta naturale dell’isola, dove è possibile delle splendide sculture create dal vulcano. In un punto è anche possibile assistere ad un particolare gioco di riflessi, grazie alle preparatissime guide. Il secondo è leggermente simile al primo, nel senso che c’è di mezzo una grotta aperta sui due lati, ed intorno ad essa, un famoso artista locale, vediamo se riuscirete ad indovinare chi, ha creato un’ennesima attrazione artistica integrata nella natura. Nella grotta è possibile ammirare un lago, che se non ricordo male è salato, dove si trova una specie autoctona di gamberetti. Attenzione che sono molto piccoli, io al principio non li vedevo, poi ho notato tante piccole cosine bianche e guardando con attenzione ho visto che erano dei gamberetti poco più che microscopici.

Ah, mi ero scordato di menzionare che è possibile fare un abbonamento unico per visitare le varie attrazioni: Parco Nazionale Timanfaya, Cueva de Los Verdes, Jameos del Agua, Jardin de Cactus e Mirador del Rio con un unico biglietto, risparmiando ovviamente.

La serata si conclude con una bella cena alle 18, in un bel ristorante a due passi da dove abbiamo l’appartamento.


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mercoledì 23 gennaio 2019

Parque Natural de Los Volcanes

Ed oggi si va a visitare il famoso parco naturale dei vulcani: il parco Timanfaya. Credo che sia il più famoso presente sull’isola. Il posto è all’incirca a metà isola, sul versante ovest. Una volta arrivati sul posto non si può non notare la mano del famoso artista locale.
Qui si trova un ristorante tipico dove cucinano le pietanze col calore della terra. È possibile vedere dei “pozzi” dove non si prende l’acqua, bensì il calore. In cima hanno piazzato delle griglie dove cuociono la carne. Avvicinandosi si può sentire il calore sprigionato dalla terra. In un altro posto fanno uno “spettacolo” per i turisti: mettono della paglia in un buco e dopo poco si vede fuoriuscire del fumo ed in meno di un minuto la paglia è completamente avvolta dalle fiamme.
A questo punto decidiamo di prendere un bus turistico che consente di vedere l’interno del parco. È l’unico mezzo al quale è consentito accedere a queste piste, trattandosi di strade molto strette ed in alcuni punti addirittura a doppio senso. Solo i bravissimi autisti sono in grado di portare un bestione su quelle strade strette e sterrate e mantenere il tempismo perfetto tra i vari autobus. Io sono piuttosto fortunato: il gentile autista, dopo avermi visto salire con la mia reflex, mi dice che dopo la partenza mi posso sedere al posto del “copilota”, così ho la possibilità di fare scatti migliori e da entrambi i lati. Colgo al volo l’occasione e faccio una bellissima chiacchierata col questo piacevole signore. Parlando in un mix di lingue che non mi è chiaro, ma l’importante è stato capirsi. Il giro è davvero interessante e mi sento di consigliarlo.
Finito il giro decidiamo di andare a pranzo sulla costa ovest, piuttosto battuta dal vento, seguendo il consiglio di qualcuno, che al momento non ricordo. Troviamo questo locale molto caratteristico, dove mangiamo veramente bene spendendo una cifra più che onesta.
Dopo pranzo ci facciamo una passeggiata in una spiaggia, Playa de Famara, battuta dai surfisti, ma non rimaniamo molto a causa del forte vento.
A questo punto ci dirigiamo a visitare l’ennesima opera di César Manrique: la Casa-Museo del Campesino. Una bellissima opera di questo autore che ha un rapporto spettacolare con l’isola e la roccia vulcanica. Fino ad ora abbiamo potuto ammirare delle opere stupende ma non invadenti, che si integrano perfettamente con la natura che li circonda.
A questo punto, stanchi ma felici, decidiamo di tornare per la sera nel nostro appartamento a riposarci.

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martedì 22 gennaio 2019

Mirador del Rio

Dopo aver passato una giornata e mezza in appartamento, a causa di qualche linea di febbre, facciamo un piccolo giro in zona ed andiamo a vedere il Mirador del Rio. Questo è un punto panoramico creato dal famoso artista locale César Manrique.
La struttura è davvero particolare e si va ad incastonare in maniera non invasiva nel profilo naturale dell’isola. All’interno si possono ammirare dei pezzi d’arredamento di design e delle configurazioni a dir poco particolari. Si può anche ammirare la piccola isola de La Graciosa in tutto il suo splendore. Unico difetto, è che essendo in alto ed a nord, viene investito da parecchio vento, ma non è poi così fastidioso.
Arrivati ad Orzola, riusciamo ad andare in un ristorante fino alle 20:30, ma solo per berci una birra. Alle 20 siamo stati accolti dal cameriere che ci informa che la cucina è chiusa ed a breve chiuderanno il locale, ma una birra la possiamo prendere. Che fortuna! Ed io che ero abituato aglio orari delle Canarie e non a quelli della Finlandia!



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domenica 20 gennaio 2019

41 anni festeggiati a Lanzarote

Ed eccoci alla vacanza invernale. Quest’anno si opta per le Canarie, precisamente per l’isola di Lanzarote e anche quella minuscola de La Graciosa.
Come pernotto scegliamo il centro di Orzola, che è situato sulla punta a nord dell’isola, da dove partono i traghetti per la piccola isola de La Graciosa. Il piccolo appartamento è grazioso, forse un filo umido e freddo di sera a causa della vicinanza all’oceano. Purtroppo rimaniamo un filo scombussolati a causa degli orari poco spagnoli dei locali, sono più orari del nord Europa: i locali chiudono prestissimo in questo posto, tipo alle 19:30! Avendo addosso la stanchezza del viaggio decidiamo di non muoverci verso altri centri per andare a cena e ci prepariamo qualcosa in appartamento, dopo aver fatto un giro al minimarket.
Al mattino dopo decidiamo di procedere verso Playa Blanca, è domenica ed è il mio compleanno e decido di andare a Playa Blanca, dove il meteo è previsto davvero bello. 
Le strade non sono a scorrimento veloce e ci mettiamo un’ora ed un quarto per fare tutta l’isola. Ci godiamo il paesaggio, molto diverso rispetto alle isole dell’arcipelago di Tenerife, qui è tutto brullo e non verde.
Arrivati alla cittadina ci facciamo una passeggiata e poi andiamo a mangiare in un buon ristorante con una bella vista sul porticciolo turistico. Finito il pranzo smaltiamo qualcosa arrampicandoci fino al Castillo del Aguila, da dove possiamo ammirare una splendida vista della città e del mare. Dopo aver girato per alcune ore, decidiamo di rientrare al nord, ancora satolli.


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sabato 1 settembre 2018

Croazia - Isola di KRK

La vacanza procede “on the road” verso la Croazia. Il viaggio dall’Austria alla Croazia non è breve ma nemmeno lungo. Ci sono un po’ di code, soprattutto alla frontiera croata. Purtroppo la Croazia non fa parte della zona Schengen e nemmeno dell’area della moneta unica europea. Loro usano le Kune.

L’attesa alla frontiera si sente, controllano i documenti di tutti i viaggiatori ed anche alcuni veicoli.

Arrivati alla stanza che ci ospiterà per una settimana, ci riposiamo un po’. I proprietari sono persone molto gentili, e arrivano pochi minuti dopo di noi.

La sera ci dirigiamo alla vicina città di Veglia, per una cena di pesce. La cittadina è davvero carina, e la cena buona. Purtroppo però ci accorgiamo di una cosa che ci spiazza, visto che è in contrasto a tutto quello che ci era stato detto da ogni persona consultata in merito a questo stato: i conti sono salati. Ci avevano detto tutti che non si spendeva molto poco, invece alla prima cena di pesce spendiamo poco più di quanto avremmo speso a casa.

Facendo qualche giro al supermercato durante la settimana verifichiamo che il costo è mediamente più basso che in Italia, ma non poi di molto.

Purtroppo il tempo non ci aiuta durante questa settimana: piove spesso. Rimaniamo delusi anche dal mare, bello sì, in certi punti, ma è freddo come pochi! Mi aspettavo che fosse caldo in cima al mar Adriatico, invece è freddo come l’oceano!

Nella settimana ci giriamo un po’ tutta l’isola. Valutiamo anche di fare gite al di fuori, ma decidiamo di non farle viste le distanze, il tempo e la necessità di riposare.

Alla fine siamo rimasti un po’ delusi da questa vacanza, gran parte dei motivi sono state le aspettative che avevamo sulla vacanza ed il tempo. Molto probabilmente è una destinazione che non visiteremo ancora.


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lunedì 27 agosto 2018

Primo giro in Austria

Ed eccoci finalmente arrivati alle vacanze estive. Non andremo molto lontani, si inizia con l’Austria e poi si prosegue con la Croazia. Il tutto parte in solitaria da Malpensa con un volo verso Monaco e poi da questa città bavarese in treno verso una piccola stazione dopo Salisburgo, dove verrò recuperato per raggiungere un centro sulle Alpi austriache. La mia conoscenza del tedesco e zero, ma fortunatamente alla stazione dell’aeroporto parlano inglese e riesco a fare il biglietto per l’Austria. Devo fare due cambi: uno alla stazione centrale di Monaco e un altro a Salisburgo. Ignoro quanto sta per accadere, fiducioso dell’efficienza teutonica. Sono al binario della stazione di Monaco in attesa del treno che mi porterà a Salisburgo, pochissimi minuti prima dell’arrivo del treno faccio anche una foto alle informazioni che trovo sul binario, per dire: “Nonostante le difficoltà linguistiche sono sul binario giusto e sta arrivando il treno per Salisburgo. Salgo sul treno, mi accomodo e dopo nemmeno 5 minuti dalla partenza passa il controllore, al quale, oltre a dare i biglietti chiedo anche se sono sul treno giusto, ovviamente in inglese. Molto probabilmente il controllore non capisce cosa chiedo e non legge il mio biglietto. La risposta è un “yes”. Mi metto comodo, il viaggio non è così breve e mi metto a leggere. Dopo un po’ mi arriva un messaggio con “Benvenuto in Austria”, la cosa mi puzza un po’ perché mi ero studiato a grandi linee il percorso e l’ingresso in Austria era proprio alla fine. Allora cerco di capire dove sono, ci metto un po’ e mi pare di essere sulla linea sbagliata. Non riesco a trovare il controllore, alla fine arrivo alla carrozza ristorante e chiedo al barista e grazie a lui capisco che i miei timori sono fondati. Mi fa raggiungere dal capotreno e capisco perché non avevo beccato il personale, era cambiato e avevano la divisa diversa. Rimane allibito dal fatto che il collega tedesco (lui è austriaco) non mi abbia detto nulla, ci sarebbero state due o tre fermate dove avrei potuto fare un cambio di treno senza problemi. Qui mi trovo a due fermate lontano dalla mia linea. Purtroppo inizia ad essere un po’ tardi e le corse delle linee iniziano ad essere poche, sia per tornare sulla linea che dovevo prendere, sia per andare verso Salisburgo. Dopo alcune peripezie riesco ad arrivare a Salisburgo verso mezzanotte, così facendo devo farmi venire a prendere lì, dato che non ci sono più treni da Salisburgo. Alla fine arriviamo alla baita alle 2 di notte. 
I due giorni successivi ci svegliamo con un tempo un po’ poco estivo, pioggerellina e freddino. Ne approfittiamo per riposare e fare delle passeggiate sotto la pioggia nel paesello alpino.
Il lunedì veniamo svegliati dal sole, e decidiamo di andare a fare una passeggiata sul Dachstein, dove facciamo una passeggiata in mezzo alla neve fresca! Eh sì, quando in valle pioveva qui in cima nevicava! E siamo a agosto! Veramente particolare, tempo bellissimo, percorsi imbiancati e non troppa gente in giro. Ci vediamo un panorama fantastico, saliamo sul 5 Fingers e pranziamo oltre i duemila metri. Sulla via del ritorno ci fermiamo alle Dachsteinhöhlen dopo una ripida salita, resa più faticosa la pranzo sullo stomaco e dal caldo pomeridiano. Esperienza interessante all'interno di grotte ghiacciate, ma le animazioni avrebbero bisogno di un aggiornamento, l’orso impagliato non si può guardare. Per concludere la giornata andiamo a prendere qualcosa da bere al tramonto al Gosausee, cornice montana mozzafiato e rilassante.

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martedì 3 luglio 2018

Quanto ci è costata Santorini?

Vediamo il costo di questa veloce vacanza:










  • Volo Aereo Milano Malpensa – Santorini–  Milano Malpensa per persona: 89€ con easyJet e 1 bagaglio in stiva
  • Noleggio Quad per 4 giorni pieni
    • Noleggio: 120€
    • Benzina: 25€
  • Costo della stanza per la durata della vacanza: 115 (tramite booking.com)
  • Pasti vari: circa 278 per entrambi
  • Supermercati: 36€ 
  • Gite varie: 58€ 
 350€ per persona (escludendo souvenir e pochissime cose che non so ben quantificare)

venerdì 1 giugno 2018

Ultimo giorno sulla bellissima isola Greca

E siamo già giunti all’ultimo giorno. Come prima tappa ci spariamo Megalochori, ci siamo sempre passati vicini ma non abbiamo mai deviato. Molto molto carina come località, ottimi scorci e poca gente, al momento. Poi si prosegue a Pyrgos per vedere questo posto con la luce del sole, e non è per niente male, anche se la vista notturna è il top. Vediamo anche una bella colonia felina lungo le vie, animali ben tenuti e amichevoli. Per pranzo seguiamo un multiconsiglio e ci fermiamo nel piccolo centro di Exo Gonia. Nulla di particolare in questo centro a parte un paio di ristoranti, e devo dire che quello che ci hanno consigliato è davvero buono. Dopo il pranzo siamo andati ancora nella capitale per gli ultimi souvenir. Riportiamo il tutto in stanza, per poi andare a visitare le spiagge a sud. Ci hanno parlato di White Beach e Red Beach. Purtroppo è un po’ tardi per il sito archeologico di Akrotiri, ce lo terremo per la prossima volta. Per raggiungere la Red Beach non ci sono molti problemi, Solo una breve scarpinata. Forse non molto sicura, pare che ci sia stata una frana sulla strada ma è ancora agibile. Non c’è la sabbia rossa, ma è circondata da una scogliera di roccia rossa. Decidiamo di andare a visitare l’altra spiaggia, che è molto vicina in linea d’aria, ma per raggiungerla dobbiamo farci un bel giro col quad. Dopo un bel po’ riusciamo a raggiungere una spiaggia, che non è White Beach ma Kambia Beach. Scopriamo che non è raggiungibile via terra ma solo via mare, e che se avessimo proseguito a camminare su Red Beach saremmo arrivati qui nel giro di poco, visto che la vediamo benissimo da qua e siamo a meno di un chilometro. Però abbiamo sfruttato al meglio il quad su queste vie sterrate. Io mi sono divertito. Per cena decidiamo di mangiare la moussaka, non siamo ancora riusciti a mangiarla. Cerchiamo un posto da dove poter vedere la caldera al tramonto, e grazie a vari consigli lo troviamo. Stasera c’è un vento molto forte, ed il mangiare all’esterno è sconsigliato. Riusciamo ad avere un tavolo con una buona vista prima del tramonto, e questa sera ci sono pochissime nubi. Vediamo il sole tramontare dietro Thirasia, ed è stato veramente spettacolare. Dopo la cena ci perdiamo per l’ultima volta per le vie della capitale.

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giovedì 31 maggio 2018

Nella Caldera


Oggi è la giornata dell’escursione nella caldera, ovviamente in barca. Ci siamo prenotati ieri prima di cena, ed abbiamo appuntamento al vecchio porto della capitale. Ovviamente non siamo in svizzera e la puntualità non è il loro forte, ma siamo un ferie… Il primo scalo è a Nea Kameni, che è semplicemente il grande isolotto al centro della caldera. Il tempo a disposizione non è moltissimo e bisogna vedere un po’ il tutto di corsa ed arrampicarsi come stambecchi. Faticosamente riesco a fare quasi tutto, ogni tanto c’è un po’ di puzza di zolfo. Alla fine siamo al centro di un vulcano ancora attivo. Partiti da quest’isola andiamo nella vicina Palea Kameni, ma senza attraccare. Chi vuole può tuffarsi e andare nelle calde acque. Desisto perché il bagno in quelle acque ti fa buttare il costume, e le calde acque non arrivano nemmeno a 30 gradi. Inoltre bisogna fare il tutto in fretta perché on queste gite si è sempre in ritardo sullo schedulato. Lasciato questo posto andiamo verso Thirasia, un’isoletta di fronte a Oia. Abbiamo un po’ di tempo che ci hanno lasciato per pranzare, e ci godiamo l’ennesimo pranzo vista mare. Praticamente abbiamo finito il giro, iniziano scaricando gente a Oia e poi al vecchio porto di Thira, dove scendiamo noi. Questa volta per risalire sfruttiamo la teleferica, poi ci perdiamo per le stradine della cittadina. Oggi per il tramonto abbiamo deciso di andare alla punta a sud, ammiriamo il tramonto dal faro di Akrotiri. Anche qui, come nel giro in barca, tira parecchio vento. C’è un po’ di gente ma non è affollato come nei posti classici. Poi siamo arrivati un po’ in anticipo e ci siamo accaparrati dei buoni posti. Molto suggestivo, tramonti davvero spettacolari. Peccato solo che fino ad ora non siamo riusciti a vedere un tramonto privo di nubi. Non siamo riusciti ancora a vedere il sole che tocca il mare! Visto il tramonto torniamo verso casa, ma ci fermiamo in un posto consigliato da Nicoletta, davvero super!

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mercoledì 30 maggio 2018

Finalmente Oia

Facendo tesoro dei consigli ottenuti da carissime colleghe e ad una gentilissima ragazza, Nicoletta, che vive sull'isola, per la giornata di oggi decidiamo di andare a vedere la famosissima Oia (si legge “ia”). Dopo una veloce spesa per fare colazione partiamo tenendoci dal lato caldera, per goderci un po’ il panorama che offre questa bellissima isola. Dobbiamo attraversare completamente l’isola, un lungo viaggio in sella la quad. C’è da dire che ci rimango un po’ quando scopro che ci dobbiamo fare un po’ di coda per entrare nel paese e che è piuttosto difficile parcheggiare il mezzo, nonostante siamo ancora a maggio e sia un giorno infrasettimanale.
Alla fine faccio un parcheggio creativo, e dopo poco mi accorgo che altri quad mi imitano. Qui è così! Iniziamo a passeggiare per le viuzze, c’è un po’ di gente ma è gestibile il tutto. Decido di procedere verso il basso, per raggiungere la località di Ammoudi. Anche questo posto è caratteristico, ma un po’ meno battuto. Alla fine è una bella scarpinata, ed il turista medio non la fa, oppure si serve di quei poveri somarelli. Be approfittiamo per una bella mangiata di pesce a due passi dal mare, posto veramente suggestivo. Dopo il pranzo facciamo due passi verso una chiesetta in fondo alla stradina e vediamo un po’ di ragazzi che si tuffano nel gelido mare. Risaliamo verso Oia, a fatica vista la pendenza ed il pesce nello stomaco. Continuiamo a girare per la cittadina, molto piacevole ma si nota che è molto battuta dai turisti. Decidiamo di non tornare altre volte durante questa vacanza, sia per la distanza sia per la ressa. Decido di fare la strada sulla costa opposta alla caldera, giriamo un po’ a zonzo e finiamo a vederci qualche spiaggia e alla fine ci fermiamo un po’ a fondopista a sorseggiare una bibita sulla spiaggia.
Ritorniamo a vedere il tramonto dalla capitale, e come il giorno prima facciamo una cenetta lì. È molto suggestivo fare una cena col sole che tramonta sulla caldera, è una di quelle cose che bisogna fare nella vita. Visto il tramonto, decidiamo di fare tappa al castello di Pyrgos prima di rientrare. Nonostante il vento ed il freschino, è un posto magnifico a quell'ora. C’è un’atmosfera magica in questo posto, soprattutto la notte. Tranquillo, con delle musiche molto azzeccate, un panorama di buona parte dell’isola, le stelle, la luna. Ragazzi, un posto davvero magico!


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martedì 29 maggio 2018

Un'altra isola vulcanica

Ed eccoci qua, non riusciamo proprio a stare fermi! Lo scorso sabato si è sposata mia sorella ed io ho preso una settimana di ferie, così lei fa le nozze ed io il viaggio dopo le sue nozze! Tranquilli, farà anche lei il viaggio di nozze, solo non subito. Fatto sta che ancora prima di ricevere la conferma delle ferie mi sono azzardato a prendere il biglietto, sfruttando le offerte del Black Friday. Ed ho fatto bene. 5 notti in quest’isola di cui tutti parlano, Santorini, in una stagione che non dovrebbe essere ancora affollata e col tempo bello.
La sveglia è un po’ brutta, ma ci consente di arrivare a Santorini di mattina. Il volo parte puntuale e dobbiamo solo aspettare un poco il proprietario del nostro mini hotel. L’aspetto non è dei migliori ma abbiamo speso proprio poco e va bene così, si spera.
Come prima cosa mi procuro un mezzo, chiedo al proprietario che mi dice che ci pensa lui. Nel giro di un quarto d’ora arriva un ragazzino col quad a recuperarmi. Parlo col boss del noleggio e riesco a strappare un bel quad. Facciamo il test drive ed è parecchio differente da una moto, è tutta un’altra guida. Ma non mi fido a prendere una moto qua e una macchina è troppo spaziosa, il quad è il giusto mezzo per quest’isola. Rientro e usciamo subito per fare un bel pranzetto a base di pesce vista mare a due passi dall'hotel, sempre a Perissa. Iniziamo a goderci la vacanza. Dopo il pranzo e la passeggiata, ci muoviamo verso il nord. Facendo un percorso zigzagante raggiungiamo Imerovigli dove iniziamo a passeggiare in queste stradine meravigliose con vista Caldera. Il bianco delle case insieme al nero della roccia vulcanica, all'azzurro dell’acqua ed ai colori dei fiori è una cosa indescrivibile. Potete ovviamente vedere le foto, ma da vivo è tutta un’altra cosa!
Praticamente ci perdiamo lungo tutte queste viuzze per chilometri, perdendo la cognizione del tempo. Per il tramonto ci spostiamo leggermente più a sud, sempre sulla caldera. Ci godiamo questo bellissimo tramonto da Thira, la capitale. Bella conclusione di un primo giorno di vacanza.


Guarda le foto.

lunedì 5 marzo 2018

Costi per le Azzorre

Facciamo ora i conti di questa vacanza:







  • Volo Aereo Milano Malpensa – Lisbona –  Ponta Delgada e ritorno per persona: 191€ con TAP e 1 bagaglio in stiva a testa
  • Autonoleggio categoria SUV dal 24 Febbraio al 4 Marzo (tramite RentalCars) con due guide
    • Noleggio Auto: 330€
    • Gasolio: 27€
  • Costo totale dell'appartamento per la durata della vacanza: 340 (tramite booking.com)
  • Pasti vari: circa 489 per entrambi
  • Supermercati: 66€ 
 817€ per persona (escludendo souvenir e pochissime cose che non so ben quantificare)