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giovedì 26 febbraio 2015

Everglades, again...

Ed oggi lasciamo Fort Lauderdale. Dopo una veloce colazione da Starbucks saltiamo in macchina e ci dirigiamo verso Miami, La destinazione non è la città, ma la Cheesecake Factory in un mall appena fuori. Arriviamo per il mezzogiorno, e decidiamo di pranzare con una bella fetta di cheesecake, mia sorella prende quella classica, mentre io prendo quella agli Oreo. Sono convinto di prendere una versione di quella normale con il fondo fatto con i famosi biscotti che fanno da fondo. Errore, è una fettazza di torta enorme con gli Oreo ed il cioccolato ovunque. Inutile dire che non riesco a finirla, arrivo solo oltre la metà e poi mi arrendo. Rotolando ci dirigiamo alla macchina ed andiamo a vedere le Everglades del sud. Il punto di arrivo è Flamingo Visitors Center. Il tragitto non è corto, ma alla fine arriviamo, purtroppo dobbiamo ripagare i 10$ perché dal primo accesso è passata più di una settimana. Lo spettacolo è bello, da qui si iniziano a vedere le Keys, i colori cambiano. Chiedo ad un Ranger se è possibile vedere i Flamingos, o Fenicotteri Rosa in italiano. Purtroppo siamo in ritardo di due o tre mesi.
Un po’ di giri in giro e foto e riprendiamo la macchina per avviarci verso l’hotel. Lungo la strada ci fermiamo qualche volta. In una di queste soste visitiamo il Mahogany Hammock Trail, che permette di visitare una foresta nel mezzo della palude. Carino e rinfrescante. Qui è possibile fare un tour.
La sosta più bella è però quasi alla fine del parco, Il Royal Palm Visitor Center. Arriviamo che è quasi al tramonto, iniziamo a fare il piccolo percorso che inizia da questo punto, e per la prima volta vediamo sti cacchio di gators che si muovono un po’. Sono veramente attivi, faccio un po’ di foto ed anche dei video. Ci rimaniamo un po’, è pieno di gente che ci dice di andare da una parte o da un’altra. Ma dev'essere l’ora magica. Vediamo una gran quantità di alligatori che nuotano, un bel po' di uccellacci, ai quali passiamo molto vicini senza che si scompongano molto. Anche qui potete fare un tour virtuale. Dopo un’oretta ci dirigiamo al nostro hotel, un po’ stanchi. Siamo ad Homestead, alle porte delle Keys, ed oggi ci tocca la lavatrice. Purtroppo devo chiedere un cambio di camera per la puzza di fumo, la seconda va bene. Poi vado a chiedere un cambio monete per la lavatrice, ma non hanno il detersivo. Allora mi indirizzano ad un negozietto dall’altra parte delle 4 corsie. Preso il tutto torniamo e mi accorgo che il nostro hotel è anche un locale di spogliarelli! Che ridere!
Dopo aver lavato tutto decidiamo di andare a mangiare in un localino ad un chilometro, è un hotel ristorante a gestione famigliare, scelgo una caesar salad con bistecca e devo dire che è davvero buona! Stasera decido di bere una birra dato che non devo guidare e nella scelta vengo aiutato da un ospite del bar su richiesta della proprietaria. Davvero gente gentile.


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mercoledì 25 febbraio 2015

Fort Lauderdale

Che abbiamo fatto a Fort Lauderdale due giorni? Beh, un po’ siamo rimasti in spiaggia, ma io non sono amante della spiaggia e del caldo, ed il cambio di temperatura repentino non mi ha fatto molto piacere.
Abbiamo imparato a muoverci coi trolley che sono quasi gratuiti per non spendere un capitale di parcheggio, in zona spiaggia sono davvero cari. La gita che abbiamo fatto con la Jungle Queen è stata davvero bella, ci ha permesso di passare lungo i canali per vedere le ville che ci sono. Qui davvero c’è la gente coi soldi, ma quelli grossi. Siamo passati anche accanto al nostro alloggio, lungo il canale che avevamo visto la prima sera. Ci fanno notare che questi viaggiano su bestie più grosse di casa mia, e vanno in hotel lasciando ormeggiato lo yatch fuori. Stanno male. Passiamo anche vicino al Downtowner, il ristorante della prima sera, e scopriamo che con il loro biglietto ci fanno lo sconto. A saperlo prima…
Vediamo tante di quelle ville da perdere la testa, incrociamo anche una grossa nave di ricerca, per non parlare di yatch enormi. Alla fine arriviamo al rimessaggio, dove portano a risistemare le imbarcazioni, in questo momento c’è anche quella di Steven Spielberg, ma non è visibile in quanto sta facendo un processo dove viene avvolta tutta, come le valigie in aeroporto! I costi di questi lavori sono esorbitanti, il battello sul quale viaggiamo deve pagare oltre il mezzo milione di dollari all’anno per fare il trattamento, e non è l’imbarcazione più grossa e soprattutto di lusso. Alla fine ci lasciano in un loro zoo, dove c’è uno che fa lo spettacolo con gli alligatori. Ci dice che è pericoloso (ne avevamo il sentore), non viene pagato visto che è vietato pagare gente per fare questo e non può essere assicurato, furbo come una faina! Nel rientro ci rilassiamo la crociera senza commento, se non alla fine dove ci fa vedere alcuni villoni in vendita, prezzi modici ovviamente!
Si cazzeggia un po’, poco shopping e si mangia. Un pranzo lo abbiamo fatto al Bubba Gump di Orlando, e le due cene un diner lungo la strada, con un cameriere che parlava poco o niente, ed appena entrava nel locale ballava, l’altra cena a due passi dal nostro alloggio dove erano specializzati in costine. Mamma che buone! E queste non erano inzuppate nella salsa dolce come quella di Tampa!


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lunedì 23 febbraio 2015

Un bel teporino fin dal mattino!

Ed al risveglio notiamo una temperatura alla quale non siamo abituati, fa caldo! Tappe di oggi sono Palm Beach e la costa verso Fort Lauderdale. Ricerchiamo il centro informazioni per i turisti e ci mettiamo in moto, in città c’è parecchio traffico, e finalmente vediamo un mucchio di cabrio che possono finalmente viaggiare come si dovrebbe in florida, con la capote abbassata. Facciamo un po’ di fatica a trovare il posto, è un po’ imboscato. Parlo col tipo che ci da alcune dritte per fare shopping. A noi non ci frega molto fare shopping. Qui è di lusso pure il parchimetro! Col cambio che abbiamo, non è il caso di addentrarci in negozi Prada e Gucci. Decidiamo di fare un bel giro sulla via che costeggia la spiaggia, e ci vediamo un mucchio di ville veramente costose. Ci facciamo un bel pezzo, poi decidiamo di fare uno stop in spiaggia, ma dobbiamo andare a sud per trovare qualcosa dove possiamo lasciare la macchina senza che ci portino via un rene! Alla fine scegliamo Boca Raton, un po’ per il nome, lo ammetto. Qui troviamo un parcheggio gratuito per 4 ore, perfetto per noi. Passiamo le ore in spiaggia, dove c’è un bel po’ di gente. Non è bellissima, ma pazienza. Andando via rimaniamo un po’ sconvolti nel vedere che la macchina parcheggiata dietro di noi, un bel macchinone, non una smart, è portata da una ragazzino che sembra avere 14 anni! Vabbè.
Ad arrivare all’Airbnb ci mettiamo più del previsto, c’è un po’ di traffico. Arriviamo e seguendo le indicazioni ricevute per email dal padrone di casa, entriamo nella nostra stanza. Minchia se è piccola! Abbiamo speso poco, ma abbiamo davvero poco. Non ci sono nemmeno porte per il bagno, solo una tenda! Incontriamo il padrone di casa che ci indica dove spostare la macchina e com
e accedere al wi-fi. Cerchiamo dove mangiare e la scelta cade su un bel locale lungo un canale, dove assaggiamo per la prima volta la Key Lime Pie. Per rientrare costeggiamo il canale, dove vediamo delle barche che sono una cosa di veramente mastodontica. Arriviamo in camera e dormiamo sui nostri letti, non proprio comodissimi. Il mio ha delle molle che saltano come pochi, e fanno pure casino!


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domenica 22 febbraio 2015

Finalmente il KSC

Ed eccoci finalmente alla giornata della vacanza: la visita al Kennedy Space Center! Diciamo che è stata la meta che più mi ha attirato per visitare la Florida.
Dopo la notte fumosa, ci svegliamo. Essendo entrambi non fumatori siamo infastiditi dall'odore, al mattino mi sento la puzza di fumo addosso, come la puzza di fritto quando vai da McDonald’s. Parlando con la reception scopro che c’è stato un problema di prenotazione, io su booking ho come impostazione automatica “no smoking” e si vede che nell'hotel erano esaurite tali camere al momento della prenotazione e non mi sono accorto della variazione. Pazienza. Saliamo in macchina sul presto, devo arrivare all'apertura!
Rispettando i limiti arriviamo tra i primi, paghiamo il nostro obolo e finalmente entriamo. Beh, da qui non posso dire molto ragazzi. Guardate un po’ le foto e soprattutto andateci, se l’argomento vi interessa.
Abbiamo visitato subito il padiglione dello Space Shuttle Atlantis, che riesci a vedere dopo una proiezione di un paio di film che parlano della sua ideazione e storia. È il terzo che vedo, dopo Enterprise a NYC e Discovery presso lo Smithsonian appena fuori la capitale statunitense. Ma è sempre emozionante per me vederne uno. Ci tornerei ancora a vederli tutti, senza nessun dubbio. Il padiglione è stato letteralmente costruito intorno alla navetta. Dentro si possono leggere tante informazioni riguardo a questo splendido progetto dell’ingegneria umana, tanti aneddoti e curiosità che rendono interessati più o meno tutti i visitatori. All'interno di questa struttura vi è anche un simulatore di lancio, molto carino, mancano solo quei 3g che sentono i veri astronauti. Comunque è un’esperienza carina.
Dopo questo padiglione decidiamo di prendere un bus che ci porterà dentro i confini della base spaziale, qui un autista che è forse più guida, veramente orgoglioso dell’ente per cui lavora, ci descrive molto bene il giro che facciamo, con tanti aneddoti. Appena entriamo vediamo l’edificio dove vengono assemblati i razzi prima che vengano lanciati, ed è l’edificio più grande al mondo, ovviamente non si parla di altezza ma di open space interno. Quando lo vediamo ci viene detto che è a 5 miglia, non pare vero da quanto è grosso. Ci dice che la bandiera ha le stelle che misurano 6 piedi l’una, immaginatevi tutto il resto! Le porte sono le più grandi al mondo e per aprirsi o chiudersi completamente ci mettono tre quarti d’ora! Mastodontiche! Un edificio del genere è poi situato in una zona dove gli uragani sono di casa, ma non ha mai subito gravi danni strutturali grazie ad una progettazione adeguata. L’annata peggiore è stata quella del 2004 dove due uragani (Frances e Jeanne) si sono susseguiti a tre settimane di distanza.
Proseguiamo vedendo i “trattori” (Crawler Transporter) che servono per trasportare i vari razzi alle piattaforme di lancio, dopo essere stati assemblati nel grande edificio. Viaggiano a 1 miglio l’ora carichi ed al doppio quando sono vuoti. Stanno subendo una ristrutturazione ma il progetto di base resta quello degli anni 60. Belle bestie anche queste nonostante quel giorno fossero solo presenti quelli vuoti. Andiamo a vedere una delle rampe di lancio del complesso 39, il più famoso in quanto da qua lanciavano gli Space Shuttle. Ci spiega un po’ di cose riguardo al pad, poi ci accompagna ad un centro per i turisti posto all'interno della base. Qui vediamo una simulazione di lancio dell’Apollo 8, come se fossimo all'interno del sala di controllo, molto interessante. Usciti da questa simulazione possiamo vedere ciò che ha reso possibile il viaggio verso la luna, il Saturno V! Questo è davvero grosso! È stato suddiviso nei singoli stadi per poterlo ammirare meglio. Si possono vedere anche i moduli Apollo ed Eagle. C’è un altro piccolo show che mostra l’allunaggio. Da non perdere se siete qua. Poi avete la possibilità di vedere anche il mezzo con cui gli ultimi astronauti hanno viaggiato sul nostro satellite e tante altre cose. Veramente soddisfatto del giro. Nel rientrare al centro principale per i turisti, viene invece descritta la fauna locale alla quale tengono molto. Ci si ferma a vedere tartarughe, alligatori ed aquile.
Arrivati la complesso, giriamo ancora un po’, vediamo un film IMAX, giriamo per il giardino dei razzi e poi andiamo allo store. Lasciate a casa le carte di credito, io ve l’ho detto.
Alla fine è passato un bel po’ e ci stanno per buttare fuori. Decidiamo di andare verso la prossima meta che è a Melbourne. L’hotel è a poca distanza dall'autostrada. Breve doccia e poi ci rechiamo a mangiare presso un localino in centro. Trovarlo è un po’ un’impresa, ma alla fine ce la facciamo. Io mi prendo due buone birre e mentre mangiamo assistiamo ad un pezzo della notte degli Oscar. Poi si va a nanna.

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sabato 21 febbraio 2015

A gran velocità

Ed eccoci ad un altro weekend. Oggi ci porteremo da St. Augustine a Daytona Beach. Puntiamo diretti all’autodromo. Controlliamo prima di partire e scopriamo che purtroppo in questa settimana si corrono tante gare, e domani culmineranno con la 500 miglia! Niente visite guidate del circuito purtroppo. Decidiamo di fare un giro lo stesso. Arriviamo senza problemi, ma in zona il traffico è davvero tanto, seguiamo delle indicazioni per i parcheggi, e man mano che ci avviciniamo i prezzi scendono, alla fine parcheggiamo alle poste, che distano un po’, e sinceramente non so nemmeno se si può lasciare l’auto lì, ma dopo vari controlli di cartelli e su google non trovo impedimenti. Spedite alcune cartoline ce ne andiamo verso l’autodromo. C’è un casino allucinante, e quando iniziano a girare non fa che aumentare. Visitiamo vari store e chiediamo conferma che non ci siano visite dell’autodromo, il tizio dell’ufficio informazioni mi conferma che non ci sono ma che possiamo prendere i biglietti per vedere la corsa, ed alla mia risposta “Grazie, ma non siamo interessati a vederla” vengo letteralmente fulminato, gli avessi insultato la mamma l’avrei offeso di meno. Provo  spiegargli che siamo li per poche ore e che in serata dobbiamo essere a parecchie miglia da lì, ma non ma non sembra molto felice. Beh, si arrangi, non ho tempo e soprattutto tutti quei soldi che richiede un biglietto nel weekend più importante  dell’autodromo, all’ultimo poi… Fatti alcuni acquisti, sentite alcune macchine passare (che bordello!) e sentito pure i camion che puliscono (che dal rumore che hanno sembra che abbiano una turbina di elicottero, e controllando su google scopro che hanno veramente una turbina di elicottero che usano per asciugare e spazzare via dalla pista i detriti. Non eravamo impazziti!). Visto che ha smesso di piovere decidiamo di dirigerci verso il faro di Daytona Beach, che è un po’ più a sud. Anche qui prendiamo qualche souvenir e saliamo in cima al faro, il tempo sta migliorando, anche se non è ancora caldo, ma il cielo si apre e la vista dall’alto non è per niente male. Decidiamo di andare poi a fare due passi sulla spiaggia che vediamo dall’alto, e qui ci godiamo un’oretta di relax, poi ci dirigiamo verso Sanford, la nostra meta per la notte. Prima dell’hotel ci fermiamo a mangiare in un luogo caratteristico. Purtroppo TripAdvisor qui non ci è stato molto utile, mi sono dovuto avvalere di Yelp, la cittadina non è molto grande. Ceniamo in un locale un po’ scrauso, ma il personale è davvero cortese ed il pasto niente male. Paghiamo, lasciamo la mancia e ce ne andiamo. Arriviamo facilmente in hotel ma abbiamo una spiacevole sorpresa, la camera puzza un po’ di fumo…

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venerdì 20 febbraio 2015

Il giorno più freddo

Ed eccoci pronti ad abbandonare la città dei parchi. Ci alziamo con calma e facciamo colazione. Oggi abbiamo in programma di visitare solo St. Augustine, una cittadina famosa per il suo forte e che è dislocata quasi al confine con la Georgia, ovviamente sulla costa atlantica. La temperatura alla partenza non è delle migliori, siamo rimasti un po’ “scottati” ieri per il freddo preso, ed andare verso nord non aiuta…
Il viaggio scorre abbastanza, arriviamo finalmente a St. Augustine e decidiamo di lasciare la macchina all’hotel e di farci due passi, il centro ha solo parcheggi a pagamento e l’hotel non è molto distante. Il gestore molto gentile, ci consegna la chiave anche se siamo in anticipo. Posizioniamo le valigie in camera, un poco di relax e poi usciamo. Spira un vento abbastanza fastidioso e freddo, ma il cielo è spettacolare. Attraversiamo un ponte ed arriviamo nel centro, a due passi dal forte. Decidiamo di andare a visitarlo. Non è male, ma è piccolo, ed i soldi spesi mi sembrano un po’ troppi per un posto che si girerebbe in mezz'ora. Nelle stanze sotto c’è un po’ di storia in merito alla storia della città ma soprattutto del forte. Non è caldo ma si sta al riparo dal vento, salendo il paesaggio è davvero bello, vediamo addirittura un delfino nella baia. La parte superiore è davvero molto bella, particolari sono i muri costruiti con sabbia e conchiglie. Capitiamo poi all’ora dove un ranger e due volontari fanno una dimostrazione con armi dei tempi del forte, raccontando bene cosa voleva dire combattere ai tempi con quelle armi. Nel frattempo che il ranger (in abiti d’epoca) i due volontari preparano le armi. Viene il momento della dimostrazione, ed hanno dei problemi grazie al vento, non fa accendere le polveri e devono ritentare più volte. Particolare buffo è che gli ordini vengono impartiti in spagnolo, dato che il forte è stato costruito da loro, e l’accento del ranger è paurosamente americano…
Usciti dal forte ci dirigiamo per le vie del centro, che sono parecchio strane. Caratteristiche direi. Hanno voluto ricreare la cittadina di secoli fa, ed oltre ad avere un po’ di gente che gira in costume, pure i negozi sono old style ed hanno anche delle insegne d’altri tempi. Purtroppo siamo un po’ intolleranti al freddo oggi, dopo aver girato per un po’ di negozi cerchiamo di prenderci una cioccolata calda, ma a quanto pare questa è l’unica città degli States senza Starbucks! Decidiamo di rientrare presto visto che abbiamo freddo, e sulla strada troviamo un negozio di cioccolato dove fanno anche la cioccolata calda. Ne approfittiamo.
Fatta una bella doccia calda rigenerante, decidiamo di non fare troppa strada, vorremmo evitare di prendere la macchina e scopriamo che vicino a noi c’è un ottimo posto dove fanno del pesce spettacolare, ed i gamberi sono il top. Unici difetti riscontrati dalle recensioni sono l’attesa e che non accettano carte di credito, una cosa incredibile per questa nazione… Andiamo a cenare per le 19, il posto chiude alle 21, abbiamo parecchio margine. Il cortile è pieno di macchine che attendono il loro turno per gli ordini da portare a casa, dentro è pieno ovviamente. La tizia ci dice che c’è da aspettare un’ora e che se vogliamo possiamo andare nel pub vicino a bere una birra tranquilli, e che ci chiamerà lei quando il tavolo sarà pronto. Seguiamo il consiglio. Io non dovendo guidare mi prendo una pinta, e mia sorella la coca light peggiore della sua vita. Nel frattempo vediamo che dentro ci sono parecchi clienti dell’altro locale, ogni 5 minuti suona il telefono e chiamano un nome. Mi sa che quando l’altro locale è chiuso qui fanno pochi affari! 
Arriva il nostro turno, ci accomodiamo e la gentile cameriera ci spiega come funziona il tutto, facciamo le nostre domande ed alla fine ordiniamo un’insalata di gamberi per mia sorella ed un fritto misto per me, oltre a 4 contorni che ci spettano. Per questi la buttiamo un po’ a caso, dato che 4 sono tanti! Arrivano i piatti e… Io ho un fritto misto con gamberi, enormi gamberi, non gamberetti come da noi, ostriche, cappe sante, un tortino di granchio e poi i ricordi iniziano a farsi nebulosi… L’insalata di gamberi non ha una foglia di insalata, solo gamberi cicciottosi e succulenti in una salsa che è a dir poco squisita! Sono i gamberi più buoni che abbia mai mangiato, e Bubba a confronto è una vera schifezza! Vengono le lacrime agli occhi tanto sono buoni! È un posto dove ci si deve fermare se mai passaste di qui, anche non in città. Ne vale la deviazione!

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giovedì 19 febbraio 2015

Due giorni ad Orlando

Ed eccoci ad Orlando. Scostiamo la tenda e c’è un bellissimo sole, peccato che aprendo la porta di sente un freddo glaciale! Alle otto ci sono 4 gradi! Facciamo colazione con calma, ci organizziamo ed andiamo al centro turistico, qui abbiamo conferma che le tariffe sono molto alte, e che non ci sono sconti. Decidiamo di andare un solo giorno e puntiamo sugli Universal Studios, che sono un po’ più per adulti, seguendo i consigli di molte persone che abbiamo sentito. L’indomani ci alzeremo presto e sfrutteremo ogni minuto del biglietto. Per la giornata odierna decidiamo di rilassarci e di vederci un po’ la città. Prima tappa è lo store degli Orlando Magic dove mia sorella deve prendere delle cose. Poi decidiamo di fare un giro all'outlet in fondo alla nostra via, una via molto lunga… Qui decidiamo di mangiare da Five Guys, un fast food non molto economico, dove gli hamburger sono buoni e più piccoli della media. Personalmente ho trovato più buono e soprattutto più caratteristico il diner di Miami Beach, oltre che aver speso decisamente meno, nonostante la mancia.
Qui mia sorella si sbizzarrisce, non avendo molto da fare decidiamo di andare anche all'altro Outlet della città, visto che ci sono diversi negozi interessanti, e sulla via vediamo anche un negozio dove poi ci fermeremo a prendere vari souvenir, come le mie targhe di Florida ed Alabama. Spesa la giornata tra negozi, cerchiamo dove andare a cenare, e con difficoltà troviamo un localino vicino al nostro hotel. Il problema in zona sono prezzo e qualità, soprattutto il prezzo. Questo locale è gestito da una gentile signora che prova a metterci a nostro agio parlando due parole di italiano. La qualità non è il massimo, ma è a buffet e non spendiamo moltissimo. Rientrando in camera ripasso per la terza volta in reception per il disguido della strisciata, le due volte precedenti ho trovato una addetta molto poco gentile e disinformata. Devo stare a rispiegarle il problema e poi sostiene che la manager dice che i conti sono giusti, in pochi secondi le smonto la sua teoria facendo due semplici conti. Torno una seconda volta nel primo pomeriggio e mi dice che non c’è ancora la manager, mentre la sera trovo un’altra addetta che mi chiede bene che problema c’è e mi assicura che parlerà di persona alla manager e che per le 8 del giorno dopo troverò lo storno della somma erroneamente pagata. Nel dubbio mando una mail a Booking spiegando i disguidi.
Il mattino dopo ci svegliamo presto, dobbiamo essere per le 9 ai cancelli. Facciamo una colazione veloce, passo in reception e trovo finalmente la manager che si scusa e mi da la ricevuta dello storno degli 81$ e così ci muoviamo verso gli Studios. Non abbiamo troppi problemi a trovarli, grazie prima al navigatore e poi alle indicazioni. Parcheggiamo nel reparto di Spiderman, e vediamo il fiume di gente che si muove verso l’ingresso. La temperatura è davvero bassa, anche se c’è il sole. Arrivati alle casse facciamo poca coda, e dopo qualche minuto di ragionamento con l’addetta, acquistiamo il biglietto per un giorno attraverso i due parchi. Non è economico, ma alla fine il supplemento del visitare i due parchi si rivelerà ben speso.
La coda per entrare nel parco scorre poco, purtroppo al primo ingresso devono assegnare il biglietto all’impronta digitale del possessore, per evitare di farsi fregare dai furbi. Intanto geliamo, e ci berremmo volentieri una bella cioccolata di Starbucks! Entrati ci dirigiamo subito in fondo al parco, evitando le prime attrazioni che sono già prese d’assalto. Entriamo a Springfield, città dei Simpson. Facciamo molte foto mentre ci dirigiamo verso l’attrazione, che non ha coda. Praticamente è un cinema 3D su di un trenino che si muove. Simpatico e divertente, ma mia sorella non è dello stesso parere. Soffre un po’ sulle attrazioni che si muovono troppo. Via da li andiamo verso l’attrazione di ET, molto bella. Dopo essere entrato e fatto un po’ di attesa in una foresta buia e nebbiosa dove ti raccontano un po’ la storia dell’attrazione, per poi farti salire su di una bicicletta volante con il piccolo ET che sta nel cestello davanti. Siamo in prima fila, e quasi ci piglia un colpo quando si alza ET dal cestello, eravamo distratti da quello che sorvolavamo…
Usciti da li andiamo a fare l’attrazione dei MIB, dove una esplosiva operatrice ci fa correre verso i nostri vagoncini per sfuggire all'invasione degli alieni. I vagoncini scopriamo che fanno dei veloci 360, e noi abbiamo delle armi laser per sparare agli alieni lungo il percorso. Usciti da qui andiamo verso la zona di Harry Potter, giriamo per il quartiere e poi decidiamo di fare un’attrazione. Ne vediamo 2 e la prima ha oltre un’ora di coda, la seconda 10 minuti. Ci buttiamo sulla seconda che è il trenino che porta da Kings Cross (stazione ricreata dove stiamo facendo la cosa) ad Hogwart. Tutto molto bello,  Addirittura c’è il muro dove si sparisce per entrare nella piattaforma 9 e ¾. Saliamo sul treno e seguiamo un po’ la storia del viaggio di Harry & Co. Arrivati a destinazione in pochi minuti scendiamo e vedendo che la coda all’altra attrazione è diminuita mi ci fiondo subito. Purtroppo è un roller coaster e mia sorella resta nel borgo. L’attesa è di poco superiore ai 30 minuti. Come prima attrazione adrenalinica in USA noto che si può fare una coda a parte per la prima fila e nell’ultimo tratto continuano a ripetere che GoPro e similari non sono permesse. Scelgo ovviamente non la prima fila, e grazie ala fatto che sono solo mi incastrano più facilmente in mezzo agli altri. Le due cose che più ricordo di questa attrazione sono adrenalina e freddo! Si, nonostante il sole fa freddo! E questo è la causa del fermo di alcune attrazioni. Via di li trovo mia sorella che sta facendo la lucertola nel borgo, e ci muoviamo. Cerchiamo di capire dove siamo sulla cartina mentre camminiamo, ma non riusciamo a capire come andare ad una certa attrazione. Nel frattempo vediamo una bella attrazione con poca coda e ci fiondiamo, soprattutto perché è al coperto. Mentre siamo in coda, e siamo tra i primi, scopriamo che il treno ci ha portato nell'altro parco e che quella non è un’attrazione ma uno show. Ormai siamo in ballo da 20 minuti e ci restiamo. Pensiamo sia la solita cazzata, mentre alla fine ci lascia a bocca aperta grazie all'abilità dell’attore ed agli effetti speciali dello show. Ti coinvolge davvero!
Lasciata l’attrazione decidiamo di fare il giro di questo parco e saliamo sull'attrazione di The Cat in the Hat. Storia sconosciuta a noi, ed attrazione un po’ noiosa. Finito quello, me ne vado sulle montagne russe di Hulk, che prevedono 45 minuti di coda, intanto mia sorella si rilassa. Dopo la coda, dove vengono proiettati cartoni a tema attrazione, si sale. Parte piano e poi ad un certo punto ti da una botta, stile catapulta di portaerei, ovviamente non così tosta, purtroppo. Oltre alla botta iniziale vedo che l’attrazione è più lunga dell’altra ed alla fine mi ha sbatacchiato un bel po’, sono un po’ frastornato. Finito andiamo a mangiare velocemente. Giriamo nella zona dei cartoni un po’ datati, dopo aver girato la zona dei supereroi. Qui decidiamo di fare l’attrazione di Braccio di ferro, che è acquatica. Il fatto che non ci sia coda e che i gommoni (identici a quelli di Gardaland sul Jungle Rapids) siano bagnati non ci spaventa. Ci mettono un bimba sola, bardata come se dovesse andare sott'acqua. E qui ci facciamo qualche domanda. Vediamo che ci tirano l’acqua dall'alto e diamo la colpa ai ragazzini se i gommoni sono fradici, visto che poi non c’è nessuno non si sono asciugati… Arriviamo al tapis roulant che tira su il gommone e ci diciamo che era una cazzata. La bimba intanto ride. Arrivati in cima capiamo che non siamo arrivati in fondo ma in cima alle rapide! Vi dico solo che non so come riesco a tenermi su senza toccare il sedile che ha una spanna d’acqua. Mia sorella non è stata così fortunata. Siamo fradici, e per fortuna che è l’ora più calda… Io riesco ad asciugarmi un po’ durante il giorno, mia sorella un po’ di meno. Da qui andiamo verso la zona di Jurassic Park e scopriamo che un’attrazione è solo per bambini e l’altra è in manutenzione. Sulla via vediamo altre attrazione acquatiche ma sono chiuse, tanto ormai siamo lavati… Riusciamo a vedere il centro del primo JP, e da qui poi proviamo a tornare all’altro parco, ma la coda è tanta e chiedendo al tizio della biglietteria scopriamo che se passiamo da fuori facciamo in 10 minuti. Rientriamo nell'altro parco e vediamo l’attrazione di Shrek, che non è altro che un cinema 3D con le sedie che si muovono e che ti spruzzano aria e acqua. Carino anche questo. Usciti da li vediamo un Transformer che da spettacolo. È fatto davvero bene, e si fa fare foto (a pagamento) coi bambini che sono in coda. Da qui decidiamo di andare a fare un altro show, quello di Disaster che vi raccomando. Davvero bello! Poi ci dirigiamo verso l’attrazione della mummia, che faccio abbandonare a mia sorella in quanto scopriamo essere un rollercoaster, e poi scoprirò essere veramente più tosto di quello che credevo. Per come è partito pensavo fosse l’egitto di Gardaland, poi parte a razzo, va indietro, curvone. Spaziale insomma. Ci vediamo poi lo spettacolo di Terminator, anche questo fatto magnificamente. Alterna cinema 3D a teatro ed i due aspetti si fondono alla perfezione. Finito qui ci dedichiamo allo shopping intanto che aspettiamo lo show finale sull'acqua. Davvero bello, è una commemorazione dei 100 anni di cinema degli studios. Finito ciò stiamo congelando, siamo a due gradi! Andiamo a passo svelto verso Bubba Gump, dove dobbiamo aspettare quasi un’ora… Nel frattempo facciamo un po’ di shopping pure qua. Arrivato il nostro turno ordiniamo e mangiamo di gusto. Purtroppo siamo un bel po’ infreddoliti e non vediamo l’ora di tornare in hotel per una doccia bollente! La cena è buona, il conto in linea con gli altri Bubba che ho già visitato. Stanchi più che mai ci dirigiamo verso l’hotel dove ci aspetta una doccia calda ed un letto morbido dove riposare!

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