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giovedì 5 ottobre 2017

Partiamo coi piedi in 4 stati

Oggi giornata bella intensa, sempre meno delle miglia macinate ieri, ma non c’è da scherzare nemmeno oggi. La prima destinazione è il punto dove si incontrano i 4 stati: Utah, Colorado, Arizona e New Mexico. Partendo presto, arrivo che non c’è ancora nessuno o quasi e così ho tempo di fare un po’ di foto e di infischiarmene del cartello che, giustamente, impone un limite massimo di foto. Il punto d’interesse è gestito dai nativi della tribù dei Navajo che richiedono un piccolo contributo. Purtroppo non posso soffermarmi molto, se voglio vedere i prossimi punti devo partire in fretta, ma sinceramente non c’è molto da vedere. Mi metto in cammino verso il Meteor Crater, un sito dove quasi cinquantamila anni fa precipitò un meteorite di una cinquantina di metri di diametro. La strada è lunga e noiosa ad un certo punto, ma piacevole alla fine, guidare qui mi rilassa sempre. Finalmente arrivo a destinazione, la strada che porta al sito è piena di cartelli interessanti e buffi che parlano dei meteoriti. Purtroppo la giornata è ventosa e non organizzano visite guidate per questo motivo, effettivamente è fastidioso il vento, ma riesco comunque a godermi per un po’ la vista dell’immensità d questo cratere. 1.200 metri per 170 di profondità provocati da una roccia di 46 metri di diametro che viaggiava a 70mila km/h! L’interno è ben organizzato, come al solito avviene nei musei statunitensi. 
Finita questa bella visita mi devo dirigere nuovamente verso ovest, dovrò passare il confine, ma prima voglio vedere un parco che ho sulla strada, quello della Foresta Pietrificata. Faccio un po’ fatica a trovarlo, faccio due chiacchiere con il ranger nella garitta all’ingresso e finalmente arrivo al centro visitatori. Devo dire che non mi aspettavo molto, ma lo spettacolo di queste sezioni di piante pietrificate sono davvero magnifiche, impressionante cosa possa fare la natura in milioni di anni. Bella anche la passeggiata all’esterno dove è possibile vedere questi tronchi pietrificati, in vari punti lungo il percorso all’interno del parco. Anche i paesaggi da vedere sono molto suggestivi in questo parco. Purtroppo si sta facendo tardi e mi tocca raggiungere il posto dove dormire stanotte, poco dopo essere entrato nel New Mexico. Arrivo un po’ stanco ma felice di questa tappa.

Guarda le foto.

mercoledì 4 ottobre 2017

La magia dell'acqua

Sveglia molto presto, ma ne vale la pena. Devo andare a vedere l’Antelope Canyon. La scorsa volta che sono venuto qua ho dovuto rinunciare perché non avevo prenotato. Ho prenotato da un paio di mesi, ho scelto una buona ora, spero. Peccato che per arrivare per mezzogiorno devo partire prestissimo, saranno parecchie ore di guida da Las Vegas. La strada è lunga e meravigliosa, il paesaggio cambia parecchio e non è mai monotono. Dopo parecchie ore di guida finalmente arrivo a destinazione. Sono leggermente in anticipo, volutamente. Il mio timore era dovuto al casino di fuso orario del posto. Passando dal Nevada all’Arizona c’è il cambio di fuso ma io sto andando in una riserva di Nativi Americani che non adotta l’ora legale. Nel dubbio decido di arrivare un’ora prima perché il tutto non è ben chiaro. Una volta arrivato pago tutto quello che devo pagare ed entro nella stanza dove chiamano i gruppi, e sono un po’ in ritardo con gli orari. Fortunatamente sono solo e riesco a passare in un gruppo precedente visto che hanno un posto libero. Sono convinto di essere arrivato, purtroppo ho una lunga coda davanti, ben più di un’ora prima di poter scendere di alcuni metri sottoterra. L’attesa è noiosa, e per fortuna il caldo non è eccessivo. Ho la pessima idea di portare il mio zaino fotografico convinto di poter cambiare obiettivi, ma una volta sceso mi rendo subito conto che il tempo a mia disposizione in ogni stanza sarà di frazioni di minuto. Scendo le scale che mi condurranno all’inizio dell’antico tragitto dell’acqua. Ci metto un attimo a rendermi conto che sono già dentro lo spettacolo della natura creato dall’elemento più importante del nostro pianeta con tantissimo tempo a disposizione. Non credevo a quello che avevo davanti agli occhi, uno spettacolo soprannaturale, delle colorazioni di colori caldi che sono magnifiche! Non è una cosa descrivibile, uno dei posti più belli mai visti, ad ogni passo cambiava completamente quello che i miei occhi percepivano. Se volete un’idea di quello che ho visto date un occhio alle foto, se volete veramente saperlo andateci! 
Finito questo magico passaggio appena sotto la superficie, in un tempo che non ho quantificato, mi è veramente volata la visita, mi metto in moto verso la Monument Valley, ma anche a questo giro mi va male. Complici sono il tempo di attesa per l’escursione, un incidente appena fuori la riserva indiana, assisto anche ad un arresto, e per ultimo il fuso orario: Io sono in Arizona e la Monument Valley è un Utah, loro sono avanti di un’ora ed arrivo praticamente alla chiusura del parco. Pazienza, la ammiro dalla strada principale, ed è davvero maestosa, ma dovrò tornare per vederla come si deve!
Lungo la strada che mi guida verso il prossimo motel sono costretto a fermarmi. Mentre il sole tramonta la luna piena sorge ed è bellissima, ad una mezzora dall’arrivo mi fermo per godermi l’attimo, e pure per fotografarlo!

Guarda le foto.